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lunedì, 17 Giugno 2024
  • Gli highlander dell’aftermarket indipendente

    DI STEFANO BELFIORE

    Qualità certificata, propensione all’export, all’innovazione e a forme di collaborazione. Se uniti, questi tasselli formano i punti di forza dell’aftermarket nazionale. A poco più di 4 mesi dalla fine del 2016, proviamo a tracciare una linea ragionata che misura il grado di vitalità espresso dal post vendita nazionale in questi 8 mesi, tentando nel contempo di analizzare minacce e opportunità future. Insomma capire come potrebbe evolversi la filiera. Da un lato ci sono i numeri che parlano oggi di un settore con un grande quoziente di redditività, spinto in sostanza da una forte domanda di autoriparazione. Una vera e propria colonna del made in Italy popolata da produttori e distributori i cui articoli e le cui soluzioni sono sempre più apprezzate, non solo su scala nazionale, ma anche nelle aree di mercato internazionale. Questo, in sintesi, il presente. Il futuro invece sembra avere un doppio skyline parallelo. Innanzitutto, l’auto connessa e intelligente apre nuovi ed ulteriori spiragli di crescita a tutti gli operatori del ricambio  per entrambe le filiere (autorizzata e indipendente). Dall’altro l’orizzonte, per chi nella fattispecie opera su un parco auto multimarca, presenta delle nuvole. A lanciare il guanto di sfida all’IAM sono le Case Costruttrici le quali hanno fermamente intenzione di sedersi a questa invitante tavola che, finora, hanno guardato marginalmente.  Ma l’appetito, più in generale per la componentistica auto, arriva anche da grossi brand operanti in altri business. E’ il caso di Samsung Electronics. Il colosso sudcoreano starebbe trattando l’acquisizione della divisione illuminazione automotive, intrattenimento a bordo e telematica  di Magneti Marelli da  Fiat Chrysler Automobiles. Nulla è ancora certo. Anzi sulla probabile operazione “Fca – come si legge da un lancio dell’Ansa – ha finora negato la possibile cessione di Magneti Marelli”.  Ed è proprio di pochi minuti fa, la notizia (apparsa sulle colonne online de "Il Messaggero") che vede ancora solido il legame (almeno nel medio-lungo periodo) tra Magneti Marelli e FCA. Ad evidenziarlo è proprio Sergio Marchionne che, se anche intravede un futuro diverso per Marelli, sottolinea, di contro, l'importanza strategica che oggi l'azienda riveste nello sviluppo delle auto di Fiat Chrysler Automobiles.

    Certo è che non sarebbe il primo caso di dialogo fra i due Gruppi Marelli-Samsung (sempre come ricorda l’Ansa, 7 anni fa fu sottoscritto un accordo di cooperazione per lo sviluppo di prodotti dedicati al comparto automotive applicati nei quadri di bordo e dispositivi per la navigazione e l'infomobilità).

    Pensare, però, che tutto sia facile (solo perché dietro c’è una significativa capacità di capitali) è sbagliato. L’aftermarket indipendente vanta radici storiche in Italia. Vanta una conoscenza del territorio (esigenze e problematiche) particolareggiata e minuziosa. Un vero e proprio patrimonio di informazioni che un’operazione ad ‘alta quota’ non riuscirebbe a cogliere nelle sue pieghe e sfumature. Ma, va detto, non basta. Sì è un buon punto di partenza per fronteggiare l’offensiva commerciale della Case Automobilistiche su cui però bisogna costruire nuovi pilastri tali da rendere più solido questo saper fare impresa. Si parla di un’inevitabile selezione naturale. Rimarrà in piedi solo chi riuscirà ad anticipare le tendenze di mercato (comprendere il presente per anticipare il futuro). Solo chi sarà in grado di creare le giuste alleanze (distributori-ricambisti), aggiornandosi continuamente verso quella che è la nuova mobilità del futuro (autoriparatori). Così si diventa gli ‘highlander’ dell’aftermarket.

    In questa carrellata di articoli vi riproponiamo i punti salienti su cui matura la strada finora percorsa e le prospettive intorno alle quali ruota la competitività del settore. 

     

    Manutenzione auto: più italiani vanno in officina

    Ammonta a 71,9 miliardi di euro il carico fiscale complessivo che pesa sulla motorizzazione nazionale. Una cifra, calcolata dall’Anfia , che è cresciuta nel 2015 dello 0,5 per cento rispetto al 2015.

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    Manutenzione e riparazione auto: nel 2015 spesi 28 miliardi

    L’autoriparazione si conferma sempre più un anello importante della catena automotive. Nel 2015, in Italia, la spesa per interventi di manutenzione e riparazione è stata pari a 28,4 miliardi di euro.

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    L’aftermarket automotive: un business da 18 miliardi di euro

    ll post vendita automobilistico nazionale è spinto dall’aftermarket indipendente. Questa filiera di operatori dell’autoricambio, scollegata dai dealer, oggi detiene il 70 per cento della distribuzione.

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    Distributori e ricambisti: servono alleanze

    Le Case Automobilistiche si svegliano dal ‘letargo’ di questi anni puntando sempre più la propria attenzione sul post vendita. Seppur il mercato del nuovo mostri, nel 2016, segnali di ripresa, i dealer ne intravedono un business significativo dove concentrare forze ed investimenti massivi.

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    Nell’aftermarket vince chi sa miscelare bene coraggio ed equilibrio

    ll mercato proseguirà nel suo trend di crescita e parallelamente aumenterà il tasso di competitività. Ed in questo iter evolutivo saranno premiati coloro in grado di saper bene mixare coraggio ed equilibrio imprenditoriale.

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    Formazione, giovani, networking: così decolla l’aftermarket

    Formazionesinergia, guardare al futuro con coraggio e sano spirito imprenditoriale. Tre fattori, tre keywords che, sommate fra loro, rappresentano il gate vincente per far volare ancora più in alto l’aftermarket nazionale.

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    Ci sarà ancora luce per l’aftermarket indipendente

    "Cambierà. Si evolverà, diventando sempre più un concentrato di tecnologia e innovazione in grado di dialogare con il conducente in maniera attiva e costruttiva. Ma l’auto sarà ancora al centro della mobilità del futuro. E di conseguenza continuerà ad avere un ruolo importante anche la filiera dell’aftermarket automotive.

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