Ricambi auto

L’aftermarket automotive: un business da 18 miliardi di euro

Il post vendita automobilistico nazionale è spinto dall’aftermarket indipendente. Questa filiera di operatori dell’autoricambio, scollegata dai dealer, oggi detiene il 70 per cento della distribuzione. La restante fetta della torta (30%) è in mano al canale ufficiale correlato al cordone ombelicale delle case automobilistiche (Oes: Original equipment services). Il dato si evince da uno studio di Gipa Italia pubblicato di recente sul Sole 24 Ore. L’analisi misura il trend del mercato aftermarket automotive nel periodo maggio 2015-aprile 2016. Benchè il comparto abbia subito una flessione, secondo i ricercatori, in termini di fatturato, passando dai 20,7 miliardi del 2012 ai 18,5 di oggi (Iva esclusa), il settore presenta e detiene una forte e significativa vivacità produttiva “ben più di quello – si legge nell’articolo a firma di Laura La Posta - relativo alla vendita di auto nuove”.  Ed infatti, secondo l’ultimo report reso noto dall’Osservatorio di Mercato IAM Italia del Politecnico di Torino, la  filiera nazionale dell’autoricambio (IAM) segna un altro passo in avanti nel primo quadrimestre dell’anno. L’analisi sul campione dei soli distributori IAM Italia (sell out) ha raggiunto il 45,24 per cento: vale a dire circa 815 milioni  di euro del fatturato realizzato dalla distribuzione IAM auto Italia (esclusi gli pneumatici, carrozzeria, veicoli industriali e la quasi totalità dei lubrificanti). Altro dato importante riguarda l’internazionalizzazione. Propensione e attitudine sempre più marcata fra i player del settore. L’attenzione punta la rotta sui mercati d’oltreoceano, in via oggi di forte sviluppo. E se si considera che il valore del business dell’aftermarket mondiale potrebbe arrivare, fra 4 anni, a raggiungere il tetto dei 640 miliardi di euro, allora ben si comprende come l’internazionalizzazione sia una via da percorrere per arrivare alla miniera d’oro. Sì con spirito avventuriero. Ma sempre con, alle spalle, una policy ragionata e pensata. Ma su questo i nostri attori sanno bene come costruirla.  

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