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giovedì, 22 Febbraio 2024
  • Meccatronico: mission impossible?

    Com’è noto, dal prossimo anno, le officine saranno obbligate ad avere meccatronici in grado di risolvere i problemi, non soltanto tecnologici, delle automobili. L’innovazione digitale sta avendo un impatto notevole nel mondo dei veicoli con un riflesso importante nelle tecniche e capacità di autoriparazione che vanno ovviamente aggiornate per poter mettere le mani sulle auto moderne (sempre più un concentrato di tecnologia) in maniera corretta e adeguata. Su queste vetture, oggi lavora il meccatronico: professionalità nata nel 2013 con la legge 224 che ha unito le figure del meccanico motorista e dell’elettrauto, creando un artigiano in grado di dialogare con le tecnologie automobilistiche di oggi e del futuro.

     

    Ma è polemica

    Seppur questa novità sia stata salutata con favore da Confartigianato, l’Associazione di categoria mette in evidenza che per divenire meccatronici c’è bisogno di rispettare una serie di requisiti. Tra questi: la frequenza a dei corsi di formazione. Ed è qui che nascono i problemi che riguardano, in particolare, le attività di gommista “per le quali la vecchia legge del 1992 sul lavoro dell’autoriparazione –  evidenzia Confartigianato –   non ha mai istituito proprio questi corsi di qualificazione”. Il risultato? Oggi le officine non hanno l’abilitazione per svolgere l’attività di gommista. “Per ottenerla – evidenzia l’Associazione delle Imprese Artigiane –  la normativa impone al responsabile tecnico, che nelle aziende artigiane è sempre il titolare o il socio, di frequentare un corso regionale e svolgere almeno un anno di lavoro come dipendente qualificato di un’impresa del settore. Cosa che per, per un artigiano in attività, è di fatto impossibile”. Da qui la denuncia di Confartigianato Autoriparazione. Alessandro Angelone, presidente della  di Confartigianato Autoriparazione Meccatronici, si è sùbito attivato ed ha inviato di recente una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda,  sollecitando un intervento chiarificatore. In sostanza si chiede agli imprenditori in attività, l’attivazione di corsi da considerare abilitanti, senza pretendere una successiva esperienza lavorativa da dipendente.

    S.B.

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