Ricambi auto

Idrogeno, Biometano, elettrico: il futuro dell'autoriparazione è verde o no?

Il mercato auto è in fermento come non mai. E con esso anche il mondo dei servizi dedicati all’autoriparazione. Le grandi questioni ambientali si sono consolidate (politicamente) in tre linee guida che potrebbero modificare profondamente sia l’offerta di mercato, sia le abitudini e le preferenze degli automobilisti, sia infine e di conseguenza i servizi post vendita. La prima traccia è la guerra al diesel, a cui tuttavia i grandi utilizzatori (Operatori della Logistica e dei Trasporti, Flotte Aziendali e grandi viaggiatori di commercio) hanno finora risposto con una minima flessione nelle preferenze. Infatti anche quest’anno, dove in pochi avrebbero scommesso sulla tenuta di vendite di nuove auto a gasolio, le offerte commerciali intriganti, l’offerta di ottima qualità e l’affidabilità tipica del diesel hanno ancora convinto molti a ripetere gli acquisti.

Morte al Diesel. Anzi no…

dieselProprio gli utilizzatori aziendali (Fleet, mondo dei trasporti, Noleggiatori, Agenti e Rappresentanti) hanno confermato una profonda fiducia e fedeltà al diesel, sia nei numeri di acquisto e di ricambio del parco auto, sia nelle proiezioni di sondaggi e statistiche dedicate alle decisioni future di settore. Nonostante insomma ecoincentivi, ostacoli legislativi ed alla circolazione, ed il rischio svalutazione dell’acquistato, probabilmente la conoscenza dei mezzi, la praticità di uso e la proverbiale affidabilità del motore a gasolio riesce a rassicurare contro le tante incognite del prossimo futuro. Una ottima notizia, ancora e nonostante tutto, sia per autoriparatori che per ricambisti ed operatori del service management ai quali per ancora un po’ di tempo saranno garantiti volumi di lavoro, fatturati e scambio di informazioni tecniche utili per sviluppare e proseguire il Business legato all’autoriparazione. Soprattutto perché il mantenimento di grandi volumi di lavoro su tecnologie e particolari ormai ben noti e diffusi significa anche ridurre (o ritardare) gli investimenti e le immobilizzazioni in aggiornamento ed adeguamento di macchinari, utensileria e forze di lavoro.

Eppur (qualcosa) si muove

Tuttavia, se è vero che la preferenza al diesel ed ai combustibili tradizionali costituirà ancora per diversi anni sia la gran parte delle nuove immatricolazioni sia la massa più consistente del vecchio Parco circolante, rimane il fatto che l’evoluzione di settore si muoverà senza interruzione di processo verso altri due binari tecnologici, come poco sopra anticipavo: il primo binario è ovviamente quello della alimentazione ibrida e totalmente elettrica, a riduzione ovvero addirittura ad esclusione dunque del cosiddetto motore endotermico . E la seconda è la “conversione” ai combustibili da fonte rinnovabile. In primis biometano ed in percentuale molto più ridotta, prevedibilmente, l’Idrogeno.

La rivoluzione elettrica? Molto più “Sharing” che privata

auto elettricaIl primo focus, sul quale mi spingo a prevedere sviluppi, è evidentemente il potenziale di crescita del “Full Electric” sulle nostre strade. Perché ovviamente “Full Electric”? Perché il simmetrico mondo delle Ibride è in realtà una presenza ben più che strutturata, promossa anche dalla crescente preferenza del pubblico verso i SUV che consentono misure più che adatte per l’alloggiamento di “Power Stations” ibride sempre più impegnative. Da come si orienta il potenziale acquirente privato o “Fleet”, sembra molto probabile che i primi divulgatori numericamente rilevanti di mezzi elettrici saranno (o si confermeranno) Enti ed Aziende Pubbliche e di Utility, nonché gli operatori del Noleggio e del Car Sharing. Questo perché sono i soggetti destinati per primi a fruire, grazie al proprio profilo di Impresa e di interlocutore, di vantaggi sia sull’approvvigionamento di nuovi veicoli sia sulla predisposizione della rete dedicata di assistenza e di ricarica.  Ma per loro, come per i potenziali e facoltosissimi acquirenti di prossime e sempre più desiderate Supercar 100 per cento elettriche, i numeri assoluti non credo saranno in grado di modificare, nel medio termine, il business abituale di autoriparatori e ricambisti.

Il Biometano indosserà la tuta, l’Idrogeno porterà lo Smoking…

La seconda linea di aggiornamento prevedrà i combustibili da fonti alternative (Biometano e Idrogeno), per i quali secondo me ci sarà una forte immissione sul mercato sia in termini di mezzi nuovi che ricondizionati e/o trasformati. Con la distinzione, secondo me, per tipo e per “Target” di utilizzatori.  Perché credo e comincio ad intravedere che il Biometano sarà fortemente indicizzato su mezzi da lavoro, da trasporto merci e persone oltre che per una buona quota sull’utilizzo per trasporto privato, mentre l’Idrogeno rimarrà a lungo destinato ad un mercato esclusivo e “Premium”. Su questo secondo binario di trasformazione dei consumi, credo che autoriparatori e ricambisti dovranno cominciare ad orientare il loro interesse e la loro propensione all’aggiornamento ed alla dotazione strumentale.

Riccardo Bellumori

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