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martedì, 16 Aprile 2024
  • Pneumatici che riprendono vita: l’Italia fa scuola

    Ridar vita agli pneumatici fuori uso, generando economia e rafforzando la sicurezza stradale. Nel settore, l’Italia è una case history di successo rispetto agli altri Stati membri dell’Ue, in quanto unica realtà ad aver costituito un sistema ad hoc per gli Pfu da veicoli fuori uso. E’ quanto emerge dal report di settore presentato la scorsa settimana, presso la sede romana dell’Aci, dal comitato per la gestione degli pneumatici fuori uso. Il tasso di riciclo risulta essere tra i più alti d’Europa (100%) mentre, in termini economici, il contributo ambientale pagato dai consumatori è il più basso d’Europa. Il sistema nazionale, gestito dall’ACI-Automobile Club Italia, infatti, ha registrato nel 2015 un’ulteriore crescita nella raccolta degli pneumatici fuori uso provenienti dal settore della demolizione: sono state gestite 22.468,19 tonnellate di Pfu, il 15,5 per cento in più rispetto al 2014.  Di questo quantitativo, il 100 per cento viene destinato al riciclo. Da oltre 22.000 tonnellate di Pfu sono stati generate più di 15.000 tonnellate di granulato di gomma, oltre 4.000 tonnellate di metalli ferrosi e più di 2.000 tonnellate di fibre tessili (solo 1.000 tonnellate rappresentano scarti di lavorazione). La scelta di riciclare tutti gli Pfu ed evitare l’incenerimento non rappresenta solo un vantaggio per l’ambiente ma anche per l’economia del nostro Paese: i materiali, che vengono recuperati, sono reimmessi sul mercato delle materie prime seconde, diventando una nuova interessante opportunità economica.

     

    Il contributo ambientale più basso d’Europa

    L’Italia può vantare, oltre al primato in termini di raccolta, anche quello economico: grazie a un sempre maggiore efficientamento del sistema di raccolta, si è registrata una progressiva riduzione del contributo ambientale, il più basso a livello europeo. Quello riferito agli autoveicoli ha subito, infatti, un calo di ben il 42 per cento e quello per la categoria “autocarri” (C1, C2) è stato addirittura dimezzato. Dal 2013 la riduzione nel primo caso è stata dell’oltre 57 per cento e nel secondo del 60 per cento e oggi per tutti gli pneumatici montati su un auto si pagano solo 2,31 euro.

     

    La rete dei 1.500 demolitori in tutta la Penisola

    Veri protagonisti della raccolta sono i demolitori censiti dall’Aci, il cui numero è cresciuto arrivando a quota 1.500 dislocati lungo tutta la Penisola. Presso i centri di demolizione iscritti al P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico) vengono smontati gli pneumatici provenienti da veicoli a fine vita. Se non ritenuti idonei a un loro riuso, gli Pfu vengono stoccati presso l’impianto e, raggiunto il quantitativo minimo di 1,5 tonnellate, i demolitori possono richiederne il ritiro gratuito a uno dei soggetti abilitati a tale servizio presenti nell’apposito elenco pubblicato sul portale del Comitato. Grazie a questo servizio si registra un importante risparmio di costi per i demolitori (in passato questa gestione era di loro competenza) e la garanzia di un corretto smaltimento in favore dell’ambiente.

     

    Dichiarazioni

    “Questa seconda edizione del nostro report di attività – ha detto il presidente del comitato, Vincenzo Pensaracconta un 2015 contraddistinto dal raggiungimento di importanti traguardi. Un aspetto particolarmente significativo che emerge da tale analisi è l’originalità della via italiana. La nostra è tra le poche realtà nazionali a costituire un sistema ad hoc. In molti Paesi le organizzazioni preposte alla gestione di questa categoria di rifiuto si occupano sia di pneumatici provenienti dal mercato del ricambio sia di quelli da veicoli a fine vita o, in molti casi, fanno rientrare tale gestione in quella più ampia relativa agli ELV (end-of-life vehicles). Il Comitato, inoltre, è l’unico ente in Europa a essere espressione rappresentativa di tutti gli stakeholder coinvolti nella gestione del fine vita degli pneumatici. Riteniamo comunque sia d’obbligo proiettarsi ancora in un’ottica di maggiore crescita. Siamo pronti ad affrontare le sfide del domani con impegno e ottimismo, sapendo di poter contare sulla professionalità dei numerosi operatori coinvolti nel nostro Sistema”

    “Anche sul recupero e il riciclo degli pneumatici l’Italia sfoggia un’eccellenza sistemica che ci contraddistingue nello scenario internazionale – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damianicon evidenti vantaggi per l’economia, l’ambiente e la sicurezza stradale, al costo per l’automobilista di un cappuccino e di un cornetto. Con il materiale riciclato si produce poi il cosiddetto “polverino” che costituisce un’alternativa economica, efficiente e duratura per le pavimentazioni stradali, in grado di ridurre il rumore del traffico ed incrementare l’aderenza e la tenuta di strada dei veicoli”.

     

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