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mercoledì, 04 Ottobre 2023
  • Renault: Innesco riuscito

    Con Avantime, Renault non solo è convinta di aver creato un nuovo genere di auto, ma anche una linea all’avanguardia. Ci asteniamo dal commentare quest’ultima, perché non rientra nel nostro lavoro, ma non l’idea, senz’altro valida e originale. Un nuovo genere di auto, perché i designer sono riusciti a inserire una monovolume in una coupè, ma non un’auto nuova!

    Spieghiamoci meglio. L’Avantime è disponibile solo a 3 porte, nonostante la sua mole (che potrebbe suggerire di aggiungerne altre due), ma l’aggressività del frontale, le motorizzazioni, l’assenza del montante centrale, l’assetto, non fanno sorgere alcun dubbio sulle prerogative sportive che questo alto di gamma Renault vuole perseguire.

    C’è un però. La volumetria interna non è certo da coupè. Infatti, come ogni coupè che si rispetti, i posti anteriori sono veramente comodi, godendo di un’infinità di spazio e di regolazioni a disposizione, ma stavolta, del tutto inaspettatamente, anche il divanetto posteriore usufruisce degli stessi privilegi descritti per i posti anteriori. E’ vero, non siamo su una station wagon, ma dietro ci si entra anche in 3 e l’accesso si dimostra veramente comodo, con la seduta del divanetto perfettamente a filo della carrozzeria. Le due enormi portiere poi, coadiuvate da un sistema cinematico (foto pag. 62) in grado di rendere il più ampio possibile lo spazio alle ginocchia per favorire l’accesso ai posti anteriori, contengono al tempo stesso al minimo il raggio di ingombro esterno (soluzione veramente utile se si parcheggia a spina o in prossimità di muri e/o in salita, ma non efficacissima come reale resa). Per chi vede l’Avantime per la prima volta, risaltano le spettacolari superfici vetrate anteriori e anteriori/laterali, che davanti offrono una visuale effetto cinema e che sono in grado di far calcolare con esattezza ogni ostacolo (grazie anche ai montanti particolarmente esili) una volta “fatto l’occhio”, e il tetto, completamente in vetro oscurato e apribile per il 50% di tutta la superficie, che permette ai 5 occupanti di godersi tutto quello che… “passa per la testa”. Dentro spiccano il cruscotto digitale, gli originali comandi della climatizzazione posizionati sull’estremità anteriore delle portiere, lo schermo del navigatore satellitare nella versione Privilege e i comodissimi sedili in pelle con cintura di sicurezza integrata. Tutto il resto è linea, design. Nessun affollamento di pulsanti, quindi, ma solo capienti cassetti portaoggetti richiudibili.

    Anche lo schermo del navigatore è incorporato su un “coperchio” richiudibile di uno spazioso vano.

    Ma ricordiamoci di essere seduti anche su una coupè e che la linea detta legge talvolta sulla praticità. Da coupè è la visibilità posteriore, minima, a causa del piccolo lunotto tagliato e arrotondato a foggia di navicella spaziale, che tra l’altro limita, e non di poco, anche la vista in profondità dallo specchietto retrovisore interno. Da monolume sono però, oltre la quantità e la cubatura degli scomparti previsti per stivare qualsiasi tipo di piccolo oggetto, anche l’enorme bagagliaio.

    Dietro a quelle forme un po’ strane e senza dubbio volutamente audaci, che hanno provocato nei suoi confronti una critica non trascurabile, si cela una vettura che incuriosisce molto, che fa parlare di sé ma che soprattutto offre un notevole comfort di marcia. L’auto è pesante, ma le sospensioni sono state accuratamente adeguate per offrire un assetto abbastanza rigido e per minimizzare il rollio tipico delle “monovolumi”, conferendo al veicolo quella reattività e prontezza che solo una carrozzeria a cella irrigidita di una coupè (a due porte) può offrire. Non di meno l’adozione dei cerchi da 17″ con pneumatici dalle generosissime dimensioni 225/55 o addirittura 235/50, influiscono positivamente sulle doti di tenuta anche nelle condizioni stradali più esasperate. Peccato per il passo, che necessiterebbe di un lieve accorciamento soprattutto nei passaggi più tortuosi! Ma non è una vettura nata per assecondare le emozioni dei piloti più puri (la trazione è anteriore), così come la maggior parte dei coupè di questo segmento in produzione, bensì il gusto di chi vuole una macchina che spinge sempre ma senza violenza. Lo spirito che anima il progetto è quello di far godere con il dovuto relax i panorami offerti dalle immense superfici vetrate, l’abbondante imbottitura e l’impostazione non propriamente corsaiola dei sedili e la piacevolezza di uno sterzo mai nervoso, ma sensibile a trasmettere il meno possibile le asperità incontrate dagli organi meccanici a contatto con il manto stradale.

    Il 3 litri a benzina da 207Cv è la migliore scelta che si possa fare per questa pesante Renault, che deve e che vuole figurare (sennò che coupè è?) e in più che si deve comportare quasi da familiare (ma solo per cubatura!), potendo ospitare comodamente anche 5 persone, o 4 con i bagagli al seguito. Anche gli altri motori risultano adeguati, nessuno è da meno, la scelta dipende soprattutto dalle proprie esigenze o, meglio, dai propri gusti. Perché chi sceglie una macchina come questa, può farlo solo per passione o per voglia di distinguersi, le esigenze vengono dopo, a meno che non si scelga una motorizzazione che borbotta un po’ più delle altre… E allora promosso a pieni voti l’aspirato 3.0 V6 a 24 valvole, se si chiude un occhio verso l’ago del carburante (si può arrivare tranquillamente a 5km/l, se si preme sul pedale dell’acceleratore elettronico, altrimenti ci si può assestare sui 9,5!). I suoi 207 cavalli (che non sono certo pochi) sono tutti in basso (il 90% della coppia è disponibile già a 2.500 giri, mentre quella massima è di 285Nm a 3.750), come conviene a un’ammiraglia di rango che si traveste da coupè e all’occorrenza da monovolume, e veramente divertenti da tirare: hanno gli zoccoli di velluto, come si dice in gergo. Il funzionamento di questo propulsore è infatti veramente tondo e omogeneo e non accusa affatto vuoti di funzionamento neanche premendo a 1.000 giri, nonostante la mole del veicolo. Spinge con grande costanza e forza e non soffre neanche a pieno carico! Qualche cavallo in più, allora? Andrebbe sprecato, è una vettura fatta per viaggiare alla grande (lo conferma non solo il motore da ammiraglia, ma anche il generoso serbatoio da 80 litri) e, quando serve, per attaccare con un colpetto d’abbaglianti auto come Peugeot 406 Coupè 3.0 V6 di pari potenza, Mercedes Clk 320 da 218 Cv o Volvo C70 2.4 Turbo Cabrio da 200 Cv, meglio se in autostrada, però. Lasciate perdere, per questa versione, il cambio automatico, non è ancora all’altezza delle prestazioni del 3 litri, contrariamente al manuale, dagli innesti dolci e precisi e fin troppo morbidi, anche se la leva sembra quella di un pulmino. Costa però 41.000 euro e per uno sfizio non sono così pochi. Con quella cifra ci si può guardare attorno, a meno che non siate letteralmente rapiti dal suo stile inconfondibile, come New Beetle per Volkswagen, o Mini per Bmw ora e Rover prima.

    Il 2.0 turbo è un’unità a 4 cilindri 16 valvole da 163Cv e coppia costante di 250Nm da 2.000 a 4.250 giri/min. (forse per paura che venga surclassato dal Diesel?). La sovralimentazione è affidata a un turbocompressore a doppia entrata che ha permesso di ottenere un miglior rendimento a fronte di una riduzione delle emissioni inquinanti. Miglior rendimento significa che si è riusciti ad aumentare la coppia ai bassi regimi, consentendo in questo modo di allungare i rapporti del cambio e perciò di diminuire i consumi. Tra gli interventi al 2 litri spiccano le bielle e i pistoni rinforzati, il carter della turbina in acciaio inossidabile e l’adozione di un doppio volano smorzatore per ridurre la rumorosità della catena di distribuzione. Grazie alla particolare cura dedicata al “piccolo” di casa, la scelta di questo propulsore non si dimostra affatto povera. E’ silenzioso, spinge la coupè-monovolume a oltre 200km/h e i consumi difficilmente scendono sotto i 10km/l. E’ dinamico e costante: solo a pieno carico sulle salite di montagna, dove abbiamo avuto modo di verificarlo, ha accusato un po’ l’eccessivo peso, ma nulla da eccepire per la grande fluidità e continuità di funzionamento. E sempre ma solo su strada di montagna, si fa sentire l’esigenza di rapporti al cambio maggiormente corti. Questa motorizzazione non rappresenta l’alternativa a benzina del Diesel, è semplicemente il 4 cilindri a benzina, che si fa sentire, sempre con la dovuta discrezione, solo ai regimi più elevati e che si fa gestire con tanta sicurezza a qualsiasi zona del contagiri (digitale a tacchette retroilluminate). Per la versione full optional ci vogliono quasi 37.000 euro, tanti anche in questo caso, ma l’unità ha presentato insospettabili doti di robustezza.

    In ultima opzione si può scegliere il Turbodiesel con tecnologia Common Rail 4 cilindri da 2,2 litri. In ultima opzione solo perché riteniamo che una coupè non dovrebbe mai essere scelta a gasolio, almeno per rispettare quelle antiche tradizioni a cui le più grandi case automobilistiche ci hanno abituato. Ma che Diesel! Il 2.2 dCi 16 valvole conta su una potenza massima di 150Cv a 4.000 giri e una coppia di 320Nm a 1.750 giri. Abbastanza ridotti i consumi (nella media dei 13km/l), ovviamente, soprattutto rispetto al 3 litri, ma un po’ elevata la rumorosità (nonostante i due alberini di equilibratura montati nel carter, l’elemento insonorizzante in schiuma poliuretanica e il doppio volano smorzatore per la catena cinematica) e decisamente vuoto sotto i 1.500 giri. Questo propulsore a gasolio, in grado di spingere l’Avantime a 193 orari e di farle toccare i 100km/h in 11″, è quindi indicato per chi intende utilizzare tutti i giorni una vettura singolare per personalità senza dover mettere troppo spesso mano al portafogli. E allora, che macchina è mai questa? E’una vettura che non sta avendo un grande successo commerciale, ma solo per l’elevato prezzo d’acquisto. Se costasse circa 6/7mila euro in meno, avrebbe potuto riscontrare sicuramente un buon successo di vendita. Quei pochi che però l’hanno comprata si dichiarano contenti, anche se lamentano soltanto una qualità di finiture non all’altezza del prezzo e una plastica economica. Del resto i possessori di un New Beetle da 22.000 euro si possono difendere con qualche arma in più?

    Avantime è una macchina che fa pagare più l’audace progetto che la reale presenza di tecnologia d’avanguardia (come al contrario può essere una Bmw Serie 5 o un Audi A4 Tdi), sostenuta da una campagna pubblicitaria che non nasconde questo intento: “Oserai?”.

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