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martedì, 18 Giugno 2024
  • In Italia in 30 anni da 81 a 214 veicoli per chilometro di strada

    Questa eccezionale

    crescita dipende dal fatto che il parco circolante è cresciuto ben del 222%, (da 11.132.692 autoveicoli del 1970 a 35.849.818 del 2000), mentre per le infrastrutture stradali la situazione è rimasta quasi invariata: la rete stradale (autostrade, strade statali e provinciali) è cresciuta infatti

    solo del 22,2%: da 137.216 chilometri a 167.725 chilometri. Questi dati emergono da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, la più importante rassegna

    internazionale di prodotti ed attrezzature per la riparazione e la manutenzione dei mezzi di trasporto, la cui prossima edizione si terrà nel quartiere fieristico di Bologna dal 21 al 25 maggio 2003. Dal rapporto emerge anche un altro aspetto particolarmente negativo. L’Italia pur essendo il paese europeo con la più alta concentrazione di auto (57 mezzi per ogni 100 abitanti) ha una rete stradale non solo non sufficientemente estesa, ma anche molto vecchia. Le nostre strade infatti sono state quasi tutte realizzate dall’immediato dopoguerra alla fine degli anni settanta e inoltre da trent’anni non si costruiscono più autostrade. Il “fattore età” ha un rapporto diretto con lo stato complessivo delle strade, non solo per l’invecchiamento delle opere, del manto stradale e del suo sottofondo, ma anche per la larghezza delle carreggiate, progettate senza tenere conto dei futuri aumenti del traffico. Come confermano recenti stime della Società Italiana Infrastrutture Viarie, quasi il 90% delle strade statali italiane è stato realizzato nel rispetto di una normativa tecnica degli anni sessanta e inoltre circa l’80% della viabilità provinciale ha standard tecnici inferiori ai minimi oggi ammessi. A ciò si aggiunge che circa il 30% delle superfici viarie, ad esclusione delle autostrade, accusa rilevanti dissesti della piattaforma, dovuti al degrado dei sottofondi o a cedimenti del corpo stradale. A fronte di questa situazione, il nostro Paese nel 2000 ha destinato alle infrastrutture di trasporto soltanto l’1,5% del PIL contro il 2,6% della media degli altri paesi europei. Ciò mentre autorevoli studi evidenziano tra i fattori di rischio nella determinazione di incidenti stradali proprio le carenze di manutenzione, l’assetto e il disegno delle infrastrutture. I temi della sicurezza dell’automobilista e dell’innovazione tecnologica delle attrezzature per la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli troveranno un importante momento di discussione

    anche nel corso di Autopromotec 2003, che dedicherà alla sicurezza alcune iniziative vegnistiche.

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