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sabato, 13 Aprile 2024
  • La faccia “verde” di Citroen

    Quarta marca per la vendita ai privati, la Casa transalpina potrebbe già orientarsi verso l’offerta di massa di veicoli con carburanti alternativi, se alcuni impedimenti esterni (reti di distribuzione e normative) non ne frenassero gli intenti. Ma Citroen ha portato in passerella la sua gamma di compatte ecologiche nel 14° Week-End Verde svolto, insieme a Michelin, a San Giovanni Valdarno. Primo vanto è la C1 (l’Italia ne è peraltro il primo mercato), l’auto con le più basse emissioni di CO2: 109 g/km. Ma anche l’eclettica C3 non è da meno, potendo vantare record di consumi per ognuna delle 4 alimentazioni in cui è proposta.

    Con 10 Euro, infatti, la C3 1.4 benzina percorre fino a 122 km, che salgono a 131 nella versione Stop & Start, mentre la C3 1.6 HDi FAP percorre 185 km sempre spendendo 10 Euro di gasolio, mentre la Bi Energy G (GPL) arriva a 189 km. Tutti primati nella categoria, confermati al vertice dalla C3 Bi Energy M (Metano), che con 10 Euro riesce a fare 373 km. E le emissioni di CO2 seguono lo stesso andazzo, riducendosi progressivamente dai 145 g/km della motorizzazione 1.4 benzina ai 118 g/km di quella a metano. L’innovazione Citroen non finisce però con l’offerta attuale, visto che le versioni HDi sono già predisposte per il biodiesel e proposte con garanzia. Unica difficoltà sono le normative politiche che dovrebbero dare il la a questo tipo di carburante. Importante novità sono le bombole per il metano realizzate in fibra di carbonio dall’azienda francese Ullit, che pesano meno delle bombole in acciaio e assicurano vari vantaggi: maggior sicurezza a bordo, minori consumi e usura di pneumatici, freni e ammortizzatori. Il serbatoio per il metano accoglie 57 litri del gas, favorendo un’autonomia di circa 200 km con un “pieno” che costa soltanto 6 Euro!

    Senza dimenticare che la C3 Bi Energy M dispone poi del serbatoio di 47 litri di benzina, una soluzione ibrida che aggira il problema della scarsa rete di distribuzione del metano, e che in Italia ha un’unica concorrente (la Fiat Punto Natural Power). Offerta nell’allestimento Elegance, la C3 1.4 Bi Energy M costa 15.750 Euro ed è acquistabile con l’incentivo statale di 1.500 Euro, cumulabile con altri contributi locali. La C3 è offerta anche in versione 1.4 Bi Energy G, con un impianto a GPL realizzato grazie alla BRC. Ma il rispetto ambientale è coltivato anche sulle più convenzionali versioni a gasolio e benzina. Per la prima la C3 1.6 HDi FAP da 110 CV ha avuto il merito di operare la “democratizzazione” del filtro anti-particolato, non più prerogativa dei segmenti superiori. Quanto alla motorizzazione benzina Stop & Start (C3 e C2), il principio è quello dell’arresto del motore ad auto ferma: nel traffico, ai semafori, il motore si arresta e riparte non appena si rilascia il pedale del freno, garantendo una riduzione del 10 % nei consumi e nelle emissioni. Sulla C3 1.4 da 90 CV, il sistema Stop & Start è abbinato al cambio meccanico robotizzato SensoDrive.

    Per Citroen la certificazione ambientale UNI EN ISO 14001 è solo il primo attestato del suo impegno a favore della collettività. Ha varato il Sistema di Gestione Ambientale (SGA) con lo scopo di ridurre gli impatti ambientali, ottimizzando i consumi delle materie prime, le emissioni inquinanti e la produzione di rifiuti industriali. Il Bilancio Ambientale approvato lo scorso 6 giugno definisce l’ambiente come una risorsa, preservarlo è una priorità non soltanto etica, ma anche economica: “L’ambiente – recita il bilancio – creerà nuove opportunità di vendita, sia di veicoli che di ore di manodopera e ricambi”. Da qui l’interesse concreto, oltre all’impegno, a rispettare le normative dell’Unione Europea sulla riciclabilità dei veicoli alla fine del loro ciclo di vita, quell’85 % attuale che entro il 2015 diventerà il 95 % di recupero dei rottami auto.

    Al Week-End Verde in Toscana, Michelin ha esposto il suo impegno ambientale, centrato su tre punti: ridurre la resistenza al rotolamento degli pneumatici; prolungamento della vita delle gomme; riduzione della rumorosità. Le gomme sono responsabili del 20 % dei consumi energetici di un’automobile, ridurne la resistenza al rotolamento è dunque una priorità, e ben ci riesce la terza generazione dei Michelin Energy lanciata nel 2003, che riduce del 30 % questa resistenza e aumenta tra il 20 e il 40 % la durata chilometrica delle gomme. Michelin si dice anche favorevole all’introduzione di un sistema che favorisca l’informazione su questo dato, tradotto in termini di consumo di carburante per il veicolo in questione, auspicando un regolamento europeo.

    by Autolink News ®

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