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martedì, 21 Maggio 2024
  • Gm, fallisce il progetto di alleanza con Nissan-Renault

    La conferma è giunta nel primo pomeriggio (la serata in Italia) per mezzo di una nota fatta circolare dalle società, e successivamente per bocca del numero uno del colosso di Detroit, Rick Wagoner, intervenuto nel corso di una conferenza stampa convocata per chiarire i dettagli della vicenda. Il Consiglio di amministrazione – ha spiegato il manager – ha deciso all’unanimità di interrompere i negoziati per l’individuazione di un accordo tra Gm e le concorrenti d’oltreoceano Nissan e Renault. In un comunicato stampa, Gm ha precisato che le tre aziende avevano riconosciuto l’esistenza di sinergie “significative” conseguenti a un accordo di partnership; tuttavia, non è stato trovato alcun accordo “nè sul valore totale delle sinergie aggregate , nè riguardo alla distribuzione di quei benefici”.

    Immediata la reazione del titolo a Wall Street: dopo essere sceso sotto la parità per oltre un 3% ha contenuto i danni chiudendo in ribasso dello 0,27 per cento. Meno generose le contrattazioni dell’after-hours che hanno assistito a uno scivolone di Gm dello 0,90 per cento. Ciò che appare certo è che la decisione è stata presa di comune accordo nel corso di una conversazione telefonica tra Wagoner e Ghosn. Del resto una risposta sul futuro dell’alleanza si attendeva dal momento che Wagoner e Ghosn avevano fissato per il 15 ottobre, il termine ultimo entro il quale prendere una decisione sull’ipotesi. All’origine della rottura dei negoziati, sembra esserci stata una richiesta ben precisa avanzata da Gm, e non accolta da Renault e Nissan. Gm avrebbe cioè chiesto il pagamento di un “premio di controllo”, nel caso in cui Nissan e Renault avessero avuto intenzione di acquistare una partecipazione del 20% del capitale di Gm. E’ stato il mancato accordo sul pagamento di questo premio, insomma, lo scoglio che le due aziende non sarebbero riuscite a superare. Renault-Nissan avrebbero definito questa sorta di compensazione “contraria allo spirito di un’alleanza di successo”. Nei giorni recenti, i dirigenti di Gm avevano già chiesto il pagamento di un “contributo”, sotto forma di miliardi di dollari, da parte delle due aziende; secondo Detroit, Gm avrebbe avuto diritto alla somma, dal momento che grazie alla partnership Nissan e Renault avrebbero realizzati corposi risparmi. E in mattinata, lo stesso Wall Street Journal aveva parlato dell’atteggiamento di riserbo tenuto da General Motors che, all’indomani della riunione del consiglio di amministrazione, indetta per affrontare soprattutto la questione dell’alleanza con Renault e Nissan, aveva preferito non rilasciare alcun commento.

    Tuttavia, che Wagoner fosse stato sempre poco convinto dell’ipotesi di una partnership, era una cosa nota a tutti; tanto che ultimamente la controparte si era lamentata per lo scarso entusiasmo mostrato dal colosso di Detroit. Appare quindi chiaro che secondo il numero uno del primo produttore americano di auto, la proposta di accordo emersa nel corso dei negoziati, avrebbe potuto avere ricadute negative sul processo di rilancio aziendale tuttora in corso in casa Gm. Il piano di rilancio per le attività nordamericane ha sortito importanti effetti dal punto di vista finanziario, ha spiegato Wagoner; per questo il rilancio dell’azienda rimane l’obbiettivo principale del gruppo. Inoltre secondo il presidente di Gm, i fondi che sarebbero stati impiegati per l’alleanza potranno essere usati in altri modi. General Motors, dopo anni di bilanci in rosso culminati con i 10 miliardi di perdite registrate lo scorso anno, è nel mezzo di un ampio piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di impianti per la produzione di parti e ricambi, tagli sui dipendenti e altre manovre volte a rafforzare la liquidità dell’azienda. E sino a oggi i risultati finanziari conseguenti al piano sono stati migliori delle attese grazie agli sforzi per il contenimento dei costi e l’ampliamento dei ricavi. Sulle ipotesi di accordo si sarebbero espressi anche alcune banche d’affari vicine al colosso di Detroit nel corso di ripetuti incontri con gli stessi membri del cda.

    La notizia è una doccia fredda soprattutto per Kirk Kerkorian, l’azionista dissidente, che con la società Tracinda controlla il 9,9% del capitale di Gm, e che ora punterebbe ad entrare in possesso di altre 12 milioni di azioni ordinarie. La chiusura dei negoziati però, ha proseguito Kerkorian, non preclude nuove ipotesi di alleanze per Gm o altre strategie di partnership proposte dallo stesso Kerkorian o da altri azionisti. L’azienda “è aperta a ogni idea che le permetta di accrescere il valore” per gli azionisti. Il rappresentante di Kerkorian nel Board di Gm, Jerome York, ha sollecitato i vertici di Detroit ad attuare strategie più aggressive per la propria ristrutturazione. Ma già quest’anno gli strateghi del colosso delle auto avevano avviate alcune iniziative proposte da York. E i risultati si sono visti, ha spiegato Wagoner: il valore del titolo è cresciuto del 70% quest’anno a dimostrazione – ha concluso Wagoner – della “determinazione dell’azienda di perseguire alcuni piani di rilancio pianificati” in passato. E mentre per la casa di Detroit la priorità per il futuro rimane quella di procedere con il piano di ristrutturazione e rilancio senza precludersi ipotesi di nuovi accordi, per Nissan-Renault il mercato americano rimane ancora un obiettivo appetibile. E’ la considerazione di molti addetti ai lavori, secondo cui per i prossimi tempi si potrebbe vedere ancora Ghosn aggirarsi per gli Stati Uniti, o meglio per il Michigan: c’è chi dice che nelle mire del manager ci sia Dearborn, una città poco distante da Detroit, nota per ospitare il quartier generale di un altro colosso delle auto il cui nome è Ford.

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