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La tecnologica di Magneti Marelli nella stagione mondiale del Motorsport 2014

Magneti Marelli ribadisce la forte presenza nelle competizioni internazionali a quattro e due ruote con tecnologie e innovazione.  La stagione appena avviata rappresenta una vera e propria rivoluzione tecnologica nel mondo delle corse che avvicina sempre più la pista alla strada grazie alla forte convergenza tecnologica scaturita dai nuovi regolamenti.  I nuovi motori ibridi di cilindrata ridotta ma ugualmente potenti, la nuova architettura elettrica ed elettronica, l’iniezione GDI (Gasoline Direct Injection) e la telemetria applicati in Formula 1, aprono nuovi scenari per le vetture di serie. In Formula 1, infatti, Magneti Marelli continua anche in questa stagione a fornire ai top team il sistema di recupero dell’energia cinetica in frenata, il K-ERS, per il quale realizza componenti strategici come il motogeneratore, l’inverter e il controllo elettronico delle batterie.  L’introduzione di motori elettrici in Formula 1, ha evidenziato come a parità di potenza si ottiene circa il 10-15 per cento in più di efficienza con una diminuzione dei consumi fino al 30-35 per cento: caratteristiche di cui potranno avvantaggiarsi anche le possibili applicazioni sulle vetture da strada.  I propulsori ibridi integrati hanno permesso di cambiare completamente l’architettura elettrica ed elettronica delle monoposto di Formula 1 che oggi sono multitensione. La possibilità di avere in vettura diversi livelli di tensione, significa poter utilizzare sensori e attuatori con un efficienza maggiore. L’esperienza iniziata con il K-ERS, ha permesso a Magneti Marelli di studiare e sviluppare sistemi ibridi, che hanno già trovato una prima applicazione sulla strada con la LaFerrari, a cui ne seguiranno altre sia a 48 volt sia con sistemi ibridi ad alta tensione. Il 2014 rappresenta una sfida anche per quanto riguarda i sistemi benzina per la Formula 1 dove Magneti Marelli Motorsport fornisce iniettori e pompe per motori GDI con pressioni benzina fino a 500 bar.  Questa applicazione sviluppata originariamente sulle vetture di serie con pressioni fino a 250 bar viene trasferita alla Formula 1 permettendo di ottenere pressioni decisamente superiori, oggi intorno ai 500 bar.

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