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Fatturato in calo ma l’aftermarket non perde la sua forza

Mettere sempre al centro il valore della qualità dei prodotti. E’ l’obiettivo che deve tener constantemente presente la filiera dell’aftermarket. Per Paolo Vasone (nella foto), coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti Anfia, questo è possibile mediante significativi investimenti in ricerca e sviluppo, elevati standard tecnologici e di professionalità e attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti. Senza dimenticare il contrasto alla contraffazione e alla violazione delle normative europee e delle relative specifiche tecnico-costruttive. Per Vasone il post vendita, seppur registri un lieve calo di fatturato (secondo l’ultimo barometro di Anfia: -1,4% nel 1° semestre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015) dovuto essenzialmente ad un processo di svecchiamento del parco circolante e l’inasprirsi della concorrenza con la rete autorizzata delle Case auto, sempre più orientate a proporre ai clienti contratti di manutenzione ed estensioni della garanzia, “continua – dice -  ad esprimere una forte vitalità, come dimostra la crescita riscontrata nella quasi totalità delle famiglie prodotto, con particolare riferimento al segmento dei componenti elettrici ed elettronici. L’avanzamento tecnologico degli ultimi anni, infatti, se da un lato ha prodotto un allungamento degli intervalli di manutenzione delle auto, offrendo prodotti sempre più affidabili, sicuri ed eco-friendly, li ha resi anche più complessi. L’auto è un oggetto sempre più sofisticato, che vive evoluzioni tecnologiche rapide e dirompenti, per esempio sul fronte della connettività. Nei prossimi anni assisteremo ad un’ulteriore proliferazione e affinamento dei sistemi elettronici connessi con il mondo esterno”.

 

 

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