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giovedì, 18 Aprile 2024
  • L’auto che vola? E’ in arrivo, fra sette anni in vendita

    L’auto che vola? E’ in arrivo. Almeno secondo quanto afferma il professor Sergio Vetrella, presidente del Cira, il Centro italiano di ricerca aerospaziale di Capua che a Napoli ha lanciato un appello a destinare il 5 per mille dell’Irpef alla ricerca scientifica, e, in particolare, al progetto Aviocar. “La speranza è di raccogliere – ha proseguito Vetrella – alcune centinaia di migliaia di euro che ci consentano di prendere delle persone e di avviare i progetti di fattibilità. Poi, dal primo gennaio 2007 si può partire con lo sviluppo del primo ‘laboratoriò che nel giro di sei anni potrebbe anche volare”.

    Ecco quindi il sogno tramutarsi in realtà e quello che fino a pochi anni fa sembrava un progetto fantascientifico oggi è possibile, le attuali tecnologie consentono di realizzarlo ed è solo un problema di finanziamenti. Se arrivano, il primo prototipo potrebbe volare già nel 2013. Almeno stando alle dichiarazioni di Vetrella.

    E il signore che afferma queste cose è tutt’altro che uno sprovveduto o un visionario: il professore al Cira ha fatto decollare il primo aereo senza pilota ed ha realizzato il prototipo strumentale di uno Shuttle italiano e altre attrezzature che l’industria aerospaziale di tutto il mondo ci invidia. In poche parole c’è da fidarsi.

    L’investimento richiesto dal progetto Aviocar è di 60 milioni di euro, suscettibile di variazione mano a mano che si va avanti. Comunque, “con le esperienze attuali lo sviluppo di un tale tipo di auto è diventato tecnologicamente possibile. Dal punto di vista della sicurezza – spiega Vetrella – con l’evoluzione dei satelliti di navigazione è possibile seguire sia la posizione che lo spostamento di un tale veicolo senza problemi. Poi abbiamo le tecnologie dei materiali compositi, quelle dell’aereo senza pilota, quelle che trasformano il volo verticale (elicottero) a orizzontale (aereo). Non bisogna modificare niente. Si deve solo partire con il prototipo”.

    E poi la realizzazione di un progetto di avanguardia come l’Aviocar, conclude Vetrella, ci farebbe diventare più competitivi a livello mondiale.

    Articolo pubblicato sul sito repubblica.it in data 11/05/06

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