10.2 C
Napoli
giovedì, 18 Aprile 2024
  • Anche le ruote vogliono il loro “corso”

    Un’officina ha a disposizione diverse maniere per aumentare il fatturato. Tra queste, quella più in voga è da sempre aumentare il numero di interventi. Ma con una concorrenza agguerrita, come quella delle concessionarie, è sempre più difficile giungere a tali obiettivi.
    L’altra strada, che molti stanno iniziando con successo a percorrere è quella di aumentare i servizi all’automobilista, in modo che l’officina diventi un punto di riferimento per tutti i problemi dell’auto. Così molti hanno iniziato a proporre il montaggio degli impianti a gas, o la ricarica degli impianti di aria condizionata, senza contare chi inizia ad aprire alle riparazioni di carrozzeria. C’è, però un settore specifico che rappresenta un plus notevole per l’officina: il servizio gomme. Questo settore, infatti, ha subito importanti novità tecnologiche nel corso degli ultimi anni e oggi la sostituzione di pneumatici è una vera e propria attività da professionisti. Basti pensare alle valvole TPMS, che indicano una errata pressione dei pneumatici al conducente, o ai pneumatici run flat, il cui montaggio richiede molta attenzione e preparazione.


    A “scuola” di gomme
    Proprio la conoscenza e l’attitudine a partecipare a corsi di formazione e utilizzare strumenti specifici, magari con alti contenuti tecnologici, fanno degli autoriparatori i maggiori candidati a riparare le ruote del futuro. Le nuove tecnologie del settore gomme, infatti, richiedono un’elevata specializzazione, che spesso è raggiungibile solo attraverso dei corsi di formazione.
    A loro si rivolge Corghi, azienda tra i principali protagonisti della costruzione di attrezzature per servizio gomme. Il progetto, fortemente voluto dalla proprietà dell’azienda (la famiglia Corghi), è iniziato nel secondo semestre del 2007 e oggi è attivo al cento percento. Grazie a cinque insegnanti dedicati l’azienda offre un pacchetto completo di corsi per apprendere l’utilizzo delle attrezzature per gommisti, oltre che fornire nozioni generali sull’assetto dei veicoli. Ma se la teoria è importante, la vera caratteristica della “Scuola Corghi” è l’utilizzo delle apparecchiature. Le sessioni, infatti, prevedono molta pratica e sono strutturate nell’arco di una giornata con un numero limitato di partecipanti (da un minimo di 4 a un massimo di 6 o 8 in funzione della tipologia di corso).


    Formazione pneumatici: perché è necessaria
    Il motivo per cui un’azienda come Corghi ha deciso di iniziare un’attività formativa strutturata, nei confronti di chi abbia intenzione di approcciare o voglia aumentare le proprie conoscenze in questo settore è che le ruote sono sempre più complesse. In primo luogo, la sostituzione di un pneumatico è oramai un operazione degna di un autoriparatore. Avendo la maggior parte delle vetture i sensori di pressione, la gestione della ruota è strettamente connessa all’elettronica di bordo. Così, se un sensore non viene riconosciuto dalla centralina segnala errore sul cruscotto dell’auto. Tutte problematiche risolvibili con le apparecchiature in dotazione a un’officina ben strutturata, ma cui vengono incontro anche gli strumenti Corghi. Ma il vero scoglio che gommisti e concessionari dovranno affrontare nei prossimi anni è legato ai pneumatici cosiddetti “run flat”. Questo tipo di gomme, infatti, richiede tecniche particolari di smontaggio e una cura tutta “meccanica” durante il rimontaggio. La Scuola Corghi offre corsi specifici su questi argomenti: per fare un esempio, uno di questi è dedicato esclusivamente alle ruote con sistema BSR, che Bridgestone ha da poco inserito nel proprio catalogo. Questi pneumatici, infatti, hanno un cerchio metallico al loro interno che consente al veicolo di procedere tranquillamente anche in caso di foratura, ma la loro sostituzione richiede procedure operative specifiche e omologate dal costruttore.


    Articolo di Tommaso Caravani pubblicato su Notiziario Motoristico (luglio 2008)

    ARTICOLI CORRELATI

    Ultime notizie