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giovedì, 18 Aprile 2024
  • Vecchi i politici, superate le idee

    Ci hanno abituati, ci siamo abituati a questo modo ottuso di governare l’economia da parte della politica che guarda solo in alto, verso le grandi aziende che hanno bilanci in perdita da decenni, e non considerano le piccole e medie imprese, che invece pagano le tasse da decenni. Dopo dieci anni nei quali, per colpa degli incentivi statali, il mercato è stato portato dal 1,8 milioni di veicoli immatricolati/anno – valore che riteniamo fisiologico – ai 2,5 del 2008, solo un cieco poteva non immaginarsi che prima o poi, anticipando così tanto gli acquisti, si sarebbe arrivati a uno stop, anche tragico. Non posso credere che i vertici delle più importanti case automobilistiche non sapessero che prima o poi sarebbe successo. Dopo che le case auto hanno risanato i propri conti con anni di incentivi statali, oggi, dopo solo pochi mesi di flessione delle vendite, dichiarano ipotesi di bancarotta. Sarà, ma a me non convince sino in fondo. E allora aiuti di Stato a man bassa, a questa industria incapace di camminare con le proprie gambe, manco fosse la tristemente nota vecchia Alitalia. Da parte nostra, subiamo incapaci di qualsiasi reazione, come un pugile suonato all’ultimo round.
    Manca l’aggregazione, manca la capacità di farsi sentire, mancano le Associazioni di categoria (mi riferisco a tutte), che in questi casi dovrebbero riempire Roma di automobilisti, di autoriparatori e di ricambisti, per difendere il diritto alla circolazione del proprio veicolo se efficiente. Invece questo non accade, non accade mai. Perché? Perché le Associazioni dei consumatori evidentemente preferiscono le battaglie sul costo della benzina piuttosto che difendere l’automobile; le Associazioni dei riparatori, che annoverano al loro interno forse troppe officine autorizzate, per sostenere anche quelle indipendenti; gli imprenditori, che sono troppo indipendenti per potersi unire e far valere i propri diritti. Quando vi sono delle occasioni per ottenere delle condizioni di acquisto vantaggiose, invece, si trova la forza di superare le differenze: ma perché non la si trova anche per tutelare a valle il proprio mercato? Dove verranno montati i ricambi che vengono acquistati a condizioni eccezionali, se a circolare ci saranno solo più auto nuove e in garanzia?
    La cosa che diverte e amareggia di più è che nonostante le rottamazioni, gli ecopass, gli ecobolli, le amministrazioni locali non riescono ad abbattere i livelli dei principali inquinanti e neanche quelli del traffico. Riescono, invece, a rimpinguare le casse dei Comuni interessati. La stessa sicurezza, di cui tanti si riempiono la bocca, non è aumentata con i veicoli più nuovi, anzi! Vi invito a leggere il rapporto Dekra dedicato a questo argomento, che sarà in pubblicazione sul numero di marzo di Notiziario Motoristico. Dobbiamo aspettare solo che suoni il gong, o riusciremo a tirare un pugno prima?


    Articolo di David Giardino pubblicato su Notiziario Motoristico

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