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martedì, 18 Giugno 2024
  • Auto e tasse: ecco perché gli italiani pagano tanto

    71,6 miliardi di euro. E’ questo il carico fiscale che pesa sul settore automotive italiano (auto, motoveicoli e professional). Un prelievo fiscale enorme: 20 volte maggiore di quanto hanno pagato fino l’anno scorso i proprietari di prima casa con la Tasi (3,5 miliardi di euro). A calcolarlo è l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che sottolinea, in una nota stampa, come la tassazione su questo comparto abbia raggiunto livelli non più sopportabili.

     

     

    Quanto costa guidare un'auto in Italia

    Che mantenere un’auto in Italia costi tanto non è una novità. Di pochi mesi fa, proprio uno studio targato LeasePlan ha evidenziato come i nostri automobilisti detengano il ‘record’ per il costo della benzina il più alto d’Europa. Ed è proprio da qui, secondo i calcoli fatti dalla CGIA su dati Anfia, che proviene più  della metà del gettito complessivo prelevato dall’automotive (pari a 51,7 per cento)

     

    Manutenzione

    Per non parlare poi del gettito dell’Iva collegato alla manutenzione e la riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici che, seppur in diminuzione, ha raggiunto quota 9,27 miliardi (-9,6 %rispetto al 2009).

    Bollo auto

    Il bollo auto (su cui insiste proprio in questi giorni l’ipotesi di abolirlo), ha invece assicurato alla casse delle Regioni italiane un tesoretto di 6,1miliardi di euro (dal 2009 + 7,6 per cento). Per la CGIA l’abolizione del bollo, nel caso in cui dovesse essere compensata con un aumento della benzina (si parla di 0,16 euro a litro),  avvantaggerebbe, in particolar modo, chi fa pochi chilometri ed ha un’auto di grossa cilindrata. Per il il segretario della Cgia, Renato Mason, la via per ridurre il peso fiscale sulle quattro e due ruote passerebbe: “abolendo – dice – l’imposta provinciale di trascrizione che finisce nelle casse delle Province. Che senso ha onorare un tributo che ci costa oltre un miliardo all’anno ad un ente che di fatto non esiste più? E perché mai dobbiamo continuare a pagare ancora le vecchie accise che pesano 0,25 euro su ogni litro di carburante per la guerra in Abissinia del 1935, per la crisi di Suez del 1956, per il disastro del Vajont del 1963 e per l’alluvione di Firenze del 1966, per il terremoto del Belice del 1968, per il terremoto del Friuli del 1976, per quello dell’Irpinia del 1980 fino ad arrivare al rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 ? Alcune di queste non potremmo cancellarle?

    Pedaggi autostradali

    Qui c’è un vero e proprio boom. Secondo gli analisti, nonostante il forte calo del traffico autostradale, il gettito fiscale relativo ai pedaggi è stato 1,8 miliardi di euro: più 46,5 per cento rispetto al 2009. 

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