Ricambi auto

Revisioni auto 2019: che fa la politica?

La revisione auto implica requisiti di professionalità ed efficienza organizzativa delle officine dedicate, aggiornamento tecnologico, know-how e formazione continua. Inoltre non dimentichiamo che la revisione auto costituisce uno dei primi e più concreti metodi per il controllo e la verifica delle funzionalità del parco circolante usato, in un Paese dove la sinistrosità stradale è decisamente e mediamente elevata. Il valore medio di spesa anno per anno in Italia è a sua volta non indifferente, anche se prevedibilmente segue i trend di vendita di nuove auto: trend ai quali segue non solo l’alienazione di vetture (seconde o terze in famiglia) che sempre più spesso vengono rottamate, ma anche il ritardo cronologico di prenotazioni annuali determinato dal maggiore intervallo (4 anni) definito per le auto di prima immatricolazione rispetto al biennio standard per le usate più vecchie.

 

Spesa per revisioni : piccola flessione, ma è un falso allarme

revisione autoL’Osservatorio Autopromotec ha registrato una spesa di 2,92 miliardi di euro per le revisioni effettuate nelle officine autorizzate nel 2018. Un poco meno di quanto si è speso nel 2017, a sua volta anno meno performante rispetto al 2016. Segno appunto che non è banale dire che l’andamento positivo o negativo del mercato del nuovo porta ad un andamento contrario del fatturato delle revisioni auto. In previsione di una probabile nuova flessione del mercato del nuovo per l’anno in corso e per il prossimo, la centralità delle revisioni nel business delle officine torna in auge sia per assicurare fatturato in una fase di criticità del comparto auto, sia per garantire sicurezza sulle strade ad un parco auto dove per cause di forza maggiore torna ad aumentare l’anzianità media. E come già detto in articoli precedenti, l’attenzione da adesso dovrebbe essere allargata sulla revisione decennale degli impianti a gas che, sia in prima fornitura che in trasformazione successiva, hanno cominciato ad essere venduti con percentuali a doppia cifra praticamente a partire da poco più di dieci anni fa, a causa anche dell’exploit del costo del barile di greggio.

 

Le novità normative : la politica è sempre più lenta…

Come ripetuto da più parti, il recepimento della direttiva 2014/45/UE con il Decreto 214 del 19/05/2017 porta con sé una serie di lacune attuative alle quali siamo curiosi di vedere se si daranno le corrette risposte. “Certificato di Revisione”, “Ispettori terzi” e funzionamento del nuovo workflow di revisione nei centri sono termini e concetti bellissimi ai quali tuttavia sia le associazioni e le organizzazioni di settore che i media hanno risposto, evidenziando alcune criticità e limiti evidenti che pongono seri ostacoli alla piena operatività delle modifiche normative.Parliamoci chiaro: finchè non saranno disponibili regolamenti attuativi in grado di tranquillizzare e guidare correttamente le officine interessate nel piano di investimenti, di aggiornamento tecnico e formativo e nella corretta operatività e proposta al cliente, la prima conseguenza di una certa “nebbia” continuata in tema di revisioni continuerà a recare il suo primo inevitabile effetto: officine ritarderanno i necessari investimenti per aprirsi al mercato delle revisioni.


Riccardo Bellumori

 

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