Ricambi auto

22 miliardi di euro vale l’export della componentistica

Dossier Anfia: crescono le esportazioni. Ecco i comparti che trainano l’internazionalizzazione Nel 2018, l’export della filiera dei componenti per autoveicoli raggiunge 22,4 miliardi di euro, con una crescita del 5 per cento rispetto al 2017.  Secondo l’ultimo studio di settore condotto da Anfia, l’andamento positivo delle esportazioni è stato costante nel corso dell’anno, crescendo dell’8 per cento nel 1° trimestre 2018, del 7,6 per cento nel 2°, rallentando però nel 3° trimestre, con una crescita dell’1,6 per cento, e nel 4° trimestre, con una crescita tendenziale del 2,7 per cento.  “L’export della componentistica italiana conferma un trend crescente anche nel  2018, chiudendo con ottimi risultati nonostante il rallentamento della crescita rilevato nel secondo semestre dell’anno” dice Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti ANFIA. E aggiunge: “ Fino ad oggi, la componentistica italiana ha sempre dimostrato di saper stare al passo con l’evoluzione globale del settore – anche grazie alla sua elevata propensione all’innovazione di prodotto e di processo e alla capacità di rispondere in maniera flessibile alla domanda – e ha, quindi, tutte le carte in regola per affrontare queste ulteriori sfide, continuando ad investire in ricerca e sviluppo nelle nuove tecnologie”. “Risulta comunque indispensabile, in questo percorso verso la mobilità del futuro - conclude Stella - il supporto di una politica industriale che accompagni le imprese salvaguardandone i livelli occupazionali e incoraggiando l’adeguamento delle competenze del personale, attraverso il sostegno alla formazione”.

Il dato

La componentistica automotive è un comparto chiave dell’economia italiana, che conta circa 2.200 imprese sul territorio, per un fatturato di 46,5 miliardi di euro e 156.000 addetti diretti (compresi gli operatori del ramo della subfornitura).  La suddivisione dei componenti in macro-classi, vede il comparto delle parti meccaniche (incluso accessori, vetri) totalizzare il 66,3 per cento del valore dell'export con 14,84 miliardi di euro (+5,7% rispetto allo stesso periodo del 2017) e un saldo attivo di circa 6,3 miliardi.  Seguono il comparto dei motori (per un valore di 4,29 miliardi di euro (+5,4%), che pesa per il 19,2 per cento sul totale esportato della componentistica, con un saldo attivo di 1,43 miliardi di euro) e il comparto degli pneumatici e articoli in gomma che registra un incremento del 4,7 per cento (sul 2017), ma con un saldo negativo di 569 milioni di euro, così come componenti elettrici e affini.  Per i singoli componenti hanno un saldo positivo significativo le seguenti voci: parti ed accessori destinati al montaggio, motori e parti di motori, freni, ponti con differenziale.

 

 

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