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sabato, 13 Aprile 2024
  • L’auto dopo la tempesta

    Il peggio è passato? Forse. Quel che è sicuro è che l’industria dell’auto dopo la tempesta degli ultimi 18 mesi si avvia verso una fase di normalizzazione e di stabilizzazione, con la consapevolezza che i mercati sono diventati più piccoli e, quelli europei, sgonfiati dall’effetto incentivi, sono ora più vicini alla situazione economica reale. Ed ecco che proprio in occasione di appuntamenti importanti come il salone di Parigi che apre i battenti al pubblico sabato prossimo, che si intuisce la direzione che il mondo dei motori sta prendendo, si fa il punto della situazione e si comprendono quelle che sono le strategie di prodotto che le case intendono catturare per conquistare i sempre meno numerosi clienti di un mercato dove la molla all’acquisto è la sostituzione e sempre meno la passione e il desiderio di possedere un’auto nuova, anche perché a far concorrenza all’auto ci pensano cellulari, internet e pay tv che assorbono adesso una parte considerevole del reddito disponibile delle famiglie.
    Dalle anteprime e dalle novità, molto numerose, che saranno sotto i riflettori del Mondial de l’Automobile non si desume un leit motiv unitario, una tendenza dominante quanto piuttosto un’eterogenea volontà di coprire ogni segmento e nicchia. Anzi di inventarne di nuovi per aumentare la forza dell’offerta e andare a colpire target diversi con l’auto che non c’era prima, con modelli trasversali e multiruolo. Tante tendenze dunque: dal l’ecologia e all’elettrificazione, temi sempre caldi e di grande attualità, al potenziamento del l’offerta dei segmenti C e D, dove spiccano due grandi novità importanti per il mercato europeo sia dei privati sia quello delle flotte: la rinnovata Volkswagen Passat, la Peugeot 508 e la Opel Astra Sports Tourer. Quest’ultima va a riaccendere la competizione con la nuova generazione di Ford Focus ormai non lontana dai concessionari.
    Ma tra i tanti filoni e chiavi di lettura per comprendere come sarà la geografia dell’auto dei prossimi mesi di questo salone transalpino due sembrano più marcati: sono la «crossoverizzazione» del segmento B, quello delle compatte, e la "strana" tendenza delle case verso le due ruote. Partiamo da quest’ultima: Daimler e Bmw, rispettivamente con i marchi Smart e Mini sbarcano a Parigi con due scooter elettrici, dal design "neoclassico" e alimentati da batterie a ioni di litio.
    Saranno sotto i riflettori di Parigi a simboleggiare che la mobilità urbana, in particolare quella individuale non passa solo dalle quattro ma anche, forse soprattutto dalle due ruote, ovviamente elettriche e dunque con emissioni zero. Fin tanto che non piove e non fa troppo freddo, in città ci si può muovere con uno scooterello elettrico come questi proposti dai tedeschi, ricchi di soluzioni hi-tech. Del resto moto e scooter sono ora ben inserite nelle realtà industriali delle quattro ruote visto che, oltre a Bmw, Honda e Peugeot, ora anche Volkswagen, in virtù del patto con Suzuki, potrà schierare nel proprio un’offerta di due ruote, magari concepita anche per offrire soluzioni di mobilità integrata urbana.
    Ritorniamo alle auto e alla «crossoverizzazione» del segmento B. Nel settore delle compatte, quelle che una volta erano le utilitarie, si assiste a fianco alle proposte tradizionali alla nascita di una nuova tipologia di vettura: i mini suv o mini crossover. Una tendenza avviata da Toyota con lo Urban Cruiser proseguita con il molto più recente Nissan Juke e declinato in chiave trendy e modaiola dall’appena nato Mini Countryman. Nissan con Juke spera di rivoluzionare il segmento B così come con l’introduzione del Qashqai ha radicalmente trasformato la fascia mediana del mercato delle auto: ovvero i segmenti C e D, nei quali i crossover iniziano ad avere un peso consistente. Del resto sotto le luci di Parigi brillerà anche la Evoque prima piccola Range Rover offerta, per di più, anche senza trazione integrale. La trasformazione delle compatte in chiave crossover/suv è esplicitata anche dal fatto che Ford sta studiando una variante alta della bestseller Fiesta, potrebbe essere l’erede della Fusion europea, e da vetture la Hyundai ix20, novità parigina.
    Si tratta, in verità, di un monovolume, tuttavia ma le sue forme ammiccano a quelle dei suv. Del resto, è strettamente imparentata con la Venga che è un crossover nel senso letterale del termine. Infatti, come la cugina Kia copre esigenze diverse: da quelle utilitarie votate al trasporto urbano a quelle turistiche dei viaggi con la famiglia e bagagli al seguito. Insomma il segmento B muta volto con i crossover compatti a due ruote motrici e la nuova generazione di monovolume piccoli, dove è prevista (non a Parigi) la futura generazione di Fiat Idea, alias progetto Lo, chiamata anche «cinquecentona» sarà la risposta italiana alla trasformazione del settore delle city car. E ora il Lingotto nel settore dei suv e dei fuoristrada puri può dire la sua, grazie al marchio Jeep, certamente il più iconico e leggendario marchio del settore dei 4×4 e degli sport utility.
    Infine, a Parigi si confermano due trend dominati. Il proliferare di cambi a doppia frizione (anche gli europei ora amano l’automatico) e il downsizing dei motori, cioè l’adozione di motori di cubatura contenuta che in virtù di tecnologie come l’iniezione diretta e la sovralimentazione (turbo e volumetrica) permette di abbattere i consumi. Ed essere più appetibili anche alle flotte aziendali, segmento che in questi primi otto mesi dell’anno ha registrato una riprese dell’11,9% rispetto allo scorso anno (si veda pag. 15), oltre che alle tasche dei privati. Offrendo prestazioni di alto livello per non deprimere il piacere di guida.

    28/09/2010
    ilsole24ore.it

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