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giovedì, 18 Aprile 2024
  • Piech (Vw) torna alla carica su Alfa Romeo. Renault interessata ad accordo con gm

     

    Quello che i francesi chiamano pomposamente il Mondial de l’Automobile si apre sotto il segno delle alleanze e delle possibili acquisizioni. Ferdinand Piech, numero uno e dominus del gruppo Volkswagen, ha rilanciato ieri sera con forza l’interesse per l’Alfa Romeo, anche dopo i ripetuti "no" di Sergio Marchionne. «I tempi non sono ancora maturi. Ma noi abbiamo tempo; abbiamo tempo» dice Piech ripetendo apposta due volte la risposta; e perché il messaggio sia chiaro, aggiunge: «Noi guardiamo con molta attenzione a quello che fa il gruppo Fiat in Italia e in Europa. Ne riparliamo fra un po’ di tempo, diciamo fra due anni».

     

    Perché siete così interessati all’Alfa? «Perché è una marca che potrebbe tornare a fiorire con il minimo sforzo e investimento. E perché è riuscita a non fallire nonostante prodotti non sempre adeguati».

     

    La nuova offerta (o forse profferta) per Alfa non è stata l’unico colpo di scena alla vigilia del Salone. Ieri il numero uno di Renault e Nissan, Carlos Ghosn, ha detto in un’intervista a "Le Monde" che le due alleate sono «aperte a legami più stretti con General Motors» e ha aggiunto che «se sono interessati, si faranno vivi con noi». Bmw e Spyker, intanto, hanno siglato l’accordo trapelato nei giorni scorsi: la casa bavarese fornirà i motori di media cilindrata della Mini (1,6 litri) per la prossima generazione della piccola Saab 9-3; la Spyker ha acquistato Saab quest’anno dalla General Motors. Il gruppo francese Psa Peugeot Citroen, infine, ha annunciato la prosecuzione dell’intesa ormai decennale con la Ford nei motori diesel.
    Il mondo delle quattroruote, insomma, non fa a tempo ad assaporare i primi frutti della ripresa che subito torna a pensare alla crescita. Piech non aveva mai espresso con tale chiarezza la sua determinazione nel conquistare il marchio del biscione. In occasione della serata che precedeva l’apertura del Salone di Parigi, il boss del gruppo Vw è rimasto ieri oltre un’ora a parlare con i giornalisti, come al solito sotto l’occhio vigile della moglie Ursula. Il suo interesse per le marche italiane non si ferma alle quattro ruote: ieri sera ha detto che "tra le moto quella che mi piace di più è Ducati, anche se ora come ora costa un po’ troppo".

    Anche l’amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, ha confermato in occasione della presentazione della nuova Passat l’interesse per la marca italiana, nell’ambito di una strategia multimarche che ha visto Vw assorbire l’anno scorso Porsche e stringere un’alleanza con Suzuki. Lo stesso Wolfgang Porsche, erede del fondatore della casa di auto sportive, comproprietario e membro del consiglio di sorveglianza della Volkswagen, non ha escluso un possibile allargamento della scuderia di marche del gruppo, ormai arrivata a dieci: "Mai dire mai". Quanto alla fusione di Porsche in Volkswagen, dopo la fallita scalata al colosso di Wolfsburg, secondo Porsche "non avremmo comunque potuto resistere vendendo 100mila unità l’anno". Ieri sera Winterkorn ha confermato l’obiettivo del colosso tedesco di diventare numero uno mondiale nel 2018 con oltre 10 milioni di veicoli venduti; nei primi nove mesi del 2010 – ha annunciato – il gruppo Vw ne ha consegnati per la prima volta oltre 5 milioni.

    Sergio Marchionne, che arriva oggi al Salone, avrà modo di rispondere alle nuove avances tedesche. Il tema delle alleanze e degli accordi tra i costruttori torna dunque prepotentemente alla ribalta al Salone dell’auto di Parigi – che i francesi chiamano con la consueta grandeur "Mondial de l’Automobile" e che si apre oggi con la prima delle due giornate stampa (domani è in calendario la riunione dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei). Se le rinnovate avances di Ghosn alla Gm andassero in porto (dopo che Renault e Nissan hanno firmato questa primavera una "cooperazione stategica" con la tedesca Daimler), potrebbe nascere un supergruppo presente sui tre continenti. Quante possibilità ha di realizzarsi? Per ora poche, visto che sia Gm che Daimler sono rimaste scottate in passato nei loro tentativi di creare imperi intercontinentali. Un progetto di prestigio potrebbe invece piacere al presidente francese Sarkozy, che arriverà domattina in visita ufficiale al Salone; lo stato francese è il maggiore azionista di Renault con il 15,1%.

    Quanto a quello che si può ormai chiamare gruppo Fiat-Chrysler, proprio dall’alleata americana del Lingotto arriverà la novità più significativa: la prima europea della Jeep Grand Cherokee lanciata nei mesi scorsi negli Usa. Ieri Olivier François, numero uno di Lancia e Chrysler, ha rimandato al Salone di Ginevra del marzo 2011 per i futuri nuovi modelli: la Ypsilon (che arriverà poi sul mercato entro giugno) e i primi due modelli prodotti da Chrysler ma con marchio italiano: la berlina 300 e il monovolume Grand Voyager, destinati al lancio subito dopo l’estate del 2011. Nel corso dell’anno prossimo la rete Lancia si arricchirà di un numero elevato di nuovi concessionari nei paesi europei al di fuori dell’Italia, salendo da 366 a 640 dealer di cui 415 in comune con la Jeep.

    30/09/2010
    ilsole24ore.com

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