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  • Fiat, entro fine novembre ok Consob a quotazione Fiat Industrial

    "Risultati eccellenti quelli del terzo trimestre". Così l’Ad del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, ha aperto la conference call con gli analisti sul terzo trimestre 2010. Marchionne ha rilevato la sensibile differenza della nuova guidance con la precedente, che ha provocato sorpresa.

    I target 2010 puntano, in particolare, a un utile della gestione ordinaria di almeno 2 miliardi di euro, rispetto a un obiettivo iniziale di 1,1-1,2 miliardi, e a un utile netto di circa 0,4 miliardi, in aumento rispetto all’inizialmente atteso breakeven. Marchionne ha aggiunto di essere contento perché la performance del gruppo è stata positiva.

    Lo stesso indebitamento del gruppo Fiat, pari a 3,966 miliardi di euro a fine settembre, è "una cifra con cui si può convivere (confortable la parola usata in inglese, ndr) e che dovrebbe essere mantenuta fino alla fine di quest’anno", ha precisato il top manager, soffermandosi poi sul trend dell’auto.

    "Il primo trimestre 2010 è stato anomalo" per via dell’effetto coda degli incentivi (i crediti fiscali per gli incentivi ancora da incassare sono pari a 100 milioni e verranno incassati entro la fine dell’anno). "E dunque il primo trimestre 2011 sarà decisamente diverso", ha sostenuto l’Ad.

    Per cui i primi tre mesi del prossimo anno saranno deboli per l’auto e l’andamento dell’America Latina continuerà a compensare la performance sotto tono in Europa. "L’America Latina sta facendo molto bene e crediamo che continuerà a sovraperformare l’Europa per molto tempo".

    Conti a parte, le attività relative allo scorporo del gruppo Fiat procedono come previsto verso la data del primo gennaio e i negoziati con un gruppo di 8 banche sono ben avviati. Il 3 gennaio inizieranno quindi gli scambi su tutte e tre le classi di azioni Fiat Industrial (ordinarie, privilegiate e risparmio) sul Mercato Telematico Azionario di Milano a seguito dello scorporo, previsto il primo gennaio, del gruppo Fiat in Fiat Industrial e Fiat Spa.

    Entro fine novembre è infatti attesa l’ammissione alla quotazione da parte di Borsa Italiana e l’approvazione della documentazione necessaria da parte della Consob. "Non c’è alcun ostacolo per completare il previsto progetto di scissione" del gruppo, ha sottolineato ancora Marchionne.

    Intanto in nove mesi, quindi a fine settembre, i ricavi di Fiat Industrial si sono attestati a 15,39 miliardi di euro, mentre i ricavi di Fiat Spa sono stati pari a circa 26,43 miliardi. Il trading profit ha raggiunto rispettivamente 798 e a 793 milioni e l’indebitamento netto industriale 2,336 miliardi e 1,63 miliardi.

    Mentre gli investimenti (capex) sono calcolati a 490 milioni e a 1,83 miliardi rispettivamente. Quanto alla ripartizione del debito netto industriale di Fiat post demerger sarà verosimilmente 60% Industrial, 40% Fiat Spa. Il management del Lingotto deve invece ancora decidere in merito all’opzione di salire al 51% di Chrysler.

    Tecnicamente "non possiamo neppure esercitare l’opzione. Fiat non può acquistare la maggioranza prima che il debito verso il Tesoro Usa non sia stato ripagato", ha spiegato Marchionne, specificando che il gruppo dovrà considerare di volta in volta i progressi in termini di redditività di Chrysler per valutare l’investimento.

    In particolare, servirà maggiore chiarezza sia sulla struttura del capitale che sul timing dell’Ipo potenziale. In ogni caso l’Ad ritiene che entro il 2011 potrebbero essersi verificate le condizioni per salire al 35% di Chrysler. Infine, il numero uno della casa torinese ha ribadito che il gruppo non intende riacquistare le minorities di Cnh, che Alfa Romeo non è in vendita e che Fiat non ha ricevuto offerte per questo brand. Certo che, se dovesse arrivare un’offerta sufficientemente consistente, "Fiat dovrebbe logicamente guardarla con attenzione".

    21/10/2010
    MilanoFinanza.it

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