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martedì, 18 Giugno 2024
  • Una proposta di legge per il “tuning”

    Una legge che regolamenti finalmente il settore, la creazione di un’associazione nazionale di appassionati, una che racchiuda i club, e la regolamentazione delle gare. Sono questi gli obiettivi del Comitato Tuning, progetto nato per promuovere una passione e di conseguenza un intero movimento che, pur essendosi diffuso rapidamente, è molto recente e, proprio per questo, non gode a livello legislativo di un vero e proprio riconoscimento, in assenza di una legge che ne permetta l’espletamento.
    Lorella Montrasio, professore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Ambiente, del Territorio e Architettura dell’Università di Parma, tra i fondatori storici del Comitato Tuning, è impegnata da oltre un anno in prima linea affinché si muova qualcosa a livello legislativo e si regolamenti una volta per tutte un settore che da troppo aspetta una propria identità. E proprio Lorella Montrasio, in prima persona, ha dato un contributo fondamentale ai lavori di stesura e promozione del progetto di legge Lulli (dal nome dell’omonimo parlamentare), al fine di regolamentare e promuovere la passione tuning: annunciata alla Camera il 13 maggio scorso, la proposta di legge è attualmente in attesa di assegnazione.

    La proposta di legge “Lulli”

    La proposta di legge il cui testo integrale è consultabile sul nostro sito www.notiziariomotoristico.it prevede, in conformità al principio comunitario di libera concorrenza delle attività economiche secondo condizioni di pari opportunità e al principio di libera circolazione delle merci e dei servizi, al fine di assicurare ai consumatori finali un’effettiva facoltà di scelta e di comparazione dei prodotti offerti sul mercato, la sostituzione dell’articolo 78 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per la semplificazione delle procedure relative alla modifica delle caratteristiche costruttive dei veicoli a motore. La legge pone le condizioni per consentire le modifiche delle caratteristiche costruttive di motoveicoli e autoveicoli fino a 3,5 t senza preventivo nulla osta della casa costruttrice del veicolo e senza visita e prova presso i competenti uffici della Direzione generale per la motorizzazione. Inoltre abroga l’art. 236 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada.

    Le motivazioni del Comitato Tuning per un mercato libero

    Attualmente per modificare o per sostituire componenti, pur se omologati e conformi agli standard tecnici internazionali, sono necessari una visita e una prova presso la Motorizzazione Civile e il rilascio preventivo di un nulla osta da parte della casa costruttrice del veicolo.
    È questa una disciplina obsoleta, fortemente restrittiva e penalizzante, che è in netto contrasto con il principio di libera concorrenza delle attività e con quello di libera circolazione delle merci. Al contrario, da tempo in Europa è possibile per un appassionato montare sul proprio veicolo componenti o sistemi di componenti che, pur non essendo stati previsti dal costruttore in sede di omologazione, rivestono un ruolo importante per la personalizzazione del veicolo e per aumentarne le performance, il comfort, l’estetica e la sicurezza.
    Oggi, in un contesto di Mercato Unico Europeo, assistiamo al paradosso per cui mentre il nostro Paese non può rifiutare l’immatricolazione di un veicolo omologato in altro Paese UE, un componente – pur se omologato in Europa o, quantomeno, perfettamente rispondente nelle sue caratteristiche tecniche agli standard contenuti nelle Direttive comunitarie – non può essere montato senza una visita e prova e senza il nulla osta della casa costruttrice.
    Accade quindi sempre più spesso che gli automobilisti italiani più appassionati siano costretti a recarsi all’estero per modificare parti del proprio veicolo, impossibilitati a farlo nel nostro Paese.


    Articolo di Marco Ugliano pubblicato su Notiziario Motoristico (giugno 2008)

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