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sabato, 13 Aprile 2024
  • Mercato dell’auto ai minimi da 17 anni

    Il mercato dell’auto in Italia continua a perdere quota: ad agosto le vendite sono in flessione del 19,27%, a 68.718 unità, il livello più basso degli ultimi 17 anni. Sugli otto mesi le immatricolazioni segnano una variazione di -2,48%, a 1.386.863 unità. A luglio le immatricolazioni avevano registrato un calo del 25,97%.

    Fiat Group Automobiles ha immatricolato ad agosto 21.065 vetture, per una quota del 30,65%. Un anno fa era stata del 33,6% ma – commentano a Mirafiori – va ovviamente considerato che nel 2009 FGA aveva beneficiato dell’apporto della sua gamma di vetture a basso impatto ambientale che usufruivano degli eco-incentivi. Sono invece quasi 426 mila le vetture vendute da FGA nei primi otto mesi del 2010 per una quota del 30,7% del mercato, in calo rispetto al 33,4% di un anno fa ma stabile rispetto ai primi sette mesi del 2010. Le vetture Fiat sono state 15.873 e la quota è stata del 23,1%.

    Anche in questo caso il confronto con lo stesso mese di un anno fa è negativo, mentre è decisamente positivo (con una crescita di 2 punti percentuali) rispetto a luglio 2010. Nei primi otto mesi di quest’anno sono state immatricolate oltre 327 mila vetture per una quota del 23,6%, in calo rispetto al 26% del 2009 ma uguale al progressivo fino a luglio 2010. Fra i modelli prima assoluta è la Punto, che ha una quota del 21,3% nel segmento B.

    Le immatricolazioni in agosto del brand Lancia sono state 3.109 e la quota del 4,52% (4.500 vetture vendute e quota del 5,3% nello stesso mese del 2009), sostanzialmente

    stabile in confronto al 4,6% di luglio. I primi otto mesi del 2010 si chiudono per Lancia con quasi 64 mila vendite e una quota del 4,6%, la stessa di luglio 2010. Tra i modelli Lancia spiccano i risultati della Ypsilon. In agosto il brand Alfa Romeo aumenta la propria quota di mercato al 3,03% grazie alle 2.083 immatricolazioni. Sono quasi 35 mila le Alfa vendute nel 2010 e la quota è del 2,5%, in lieve calo rispetto al 2,7 del progressivo 2009. Ottimo il risultato ottenuto da Giulietta che anche in agosto si conferma al secondo posto tra le auto più vendute del segmento C, con una quota del 12,7%.

    Tra i costruttori esteri, Ford resta leader totalizzando 5.766 immatricolazioni, comunque in calo del 19,77% rispetto al pari periodo 2009, Opel le è dietro con 5.157 unità e una variazione di -2,95%. Terza è Volkswagen ( 4.843
    unità,+8,18%), quindi Citroen (4.048 unità, -14,02%), Peugeot (3.153 unità, -38,76%) e Toyota (3.144 unità,-9,89%).
    In chiaroscuro i costruttori di auto premium: Audi cede l’8,83%, a 2.281 unità, Bmw balza del 40,31%, a 1.911 unità, Mercedes scende dell’11,83%, a 1.618 unità e Porsche guadagna il 37,37%, a 136 unità.

    "I pessimi dati del mercato delle auto nuove di agosto non fanno che confermare il quadro di forte disagio dell’intera filiera che si riflette fortemente anche sulle reti di vendita, con molti concessionari in difficoltà. Questo è un ulteriore negativo aspetto del notevole calo delle vendite, che – come già da noi evidenziato – inciderà anche sul gettito fiscale, con una contrazione che valutiamo attorno ai 2 miliardi di euro". Gianni filipponi, direttore generale dell’Unrae, l’associazione che rappresenta le case estere operanti in Italia, commenta così i dati di mercato di agosto, diffusi oggi dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

    In termini statistici, un risultato delle immatricolazioni peggiore di quello dell’agosto 2010 fu quello registrato nell’analogo mese del 1993, con 66.513 Targhe. A questi dati, che danno la misura dello stato depresso della domanda, si va ad aggiungere il quadro altrettanto depresso della raccolta ordini, frutto dello scambio di informazioni fra anfia ed unrae: circa 73.000 (-20%) Nel mese e 1.130.000 (quasi il 24% in meno) nell’intero periodo.

    "La ridotta raccolta di nuovi ordinativi – sottolinea Filipponi – fa emergere con maggiore chiarezza il pessimo trend del mercato, destinato a deteriorarsi ulteriormente nella parte finale dell’anno, che si stima si possa concludere con una raccolta inferiore di almeno 650.000 ordini rispetto al 2009, con pesanti riflessi occupazionali sull’intera filiera dell’automobile in italia. Tutto ciò, in presenza di uno scenario interno ed europeo che stenta a mostrare coerenti segnali di ripresa, mentre le aspettative negative trovano conferma anche nella flessione degli indici di fiducia dei consumatori e delle imprese".

    "Qui tutti stiamo perdendo: i concessionari di auto, denaro, e infatti oltre la metà consuntiveranno nel 2010 una forte perdita e molti saranno costretti a chiudere i battenti; i dipendenti, il posto di lavoro, senza poi alternative concrete, e infatti nel 2010 verranno bruciati 15.000 posti di lavoro diretti nelle concessionarie che, ricordo, occupano 178.000 persone e da sole fatturano il 6% del PIL italiano; e lo Stato, che introiterà circa 2 miliardi di IVA e altre imposte in meno", dichiara Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione dei concessionari d’auto di tutti i brand commercializzati in Italia. "Mi spingo oltre, sta subendo gravi danni l’intero "sistema paese" perché nell’auto lavorano da 700.000 a 1.000.000 di persone, e anche dal lato Costruttori si bruceranno decine di migliaia di posti di lavoro nella produzione diretta, nell’indotto e nella commercializzazione. Una vera ecatombe che mostrerà il suo vero volto quando gli ammortizzatori sociali non saranno più sostenibili; e infatti molte regioni hanno già lanciato l’allarme dichiarando che non ci sono più fondi per la cassa integrazione in deroga. Eppure, mi dispiace dirlo, il problema sembra non interessare nessuno, Governo in primis".

    Il numero uno dei concessionari italiani continua: "Secondo le stime del nostro osservatorio, da tempo precise e affidabili, agosto consuntiverà un -19%. Ma la verità è più grave perché guardando la "vendita a privati", dato non inquinabile dalle kilometrizero, questa scende di circa -29%. Un altro risultato fortemente negativo che si aggiunge a quello dei mesi precedenti, e che proietta il 2010 a perdere sul 2009 circa 400.000 vetture. Ma se lo confrontiamo con il 2007 perderemo 800.000 vetture. E le previsioni per il 2011 sono terribili".

     

     

     

    01/09/2010
    repubblica.it

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