Lavoro ed Economia

Incentivi per le Pmi che investono al Sud

Le imprese che investono nel Sud, con una loro unità produttiva in loco, avranno a disposizione incentivi per quattro anni. Circa 600 milioni per anno prelevati in parte dal Fondo sviluppo e coesione, in parte dai Fondi strutturali europei 2014-2020, entrambi salvadanai che all’ 80 per cento (o giù di lì) destinano già risorse al Mezzogiorno. Niente fondi aggiuntivi, quindi.Il credito d’imposta è stato esteso anche alle imprese agricole ed è utilizzabile per investimenti in macchinari, impianti e attrezzature, varrà per le imprese ‘ubicate nelle zone assistite di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo’, con l’ eccezione di quella attive nei settori dell’ industria siderurgica, carbonifera, navale, energetica e bancaria. I tetti sono parametrati in funzione delle dimensioni dell’ impresa richiedente: il primo è pari a 1,5 milioni di investimento per le piccole imprese, il secondo si ferma a 5 milioni per le medie imprese, il terzo è fissato invece a 15 milioni per le grandi imprese. “Con gli emendamenti alla legge di stabilità nelle aree del Mezzogiorno estendiamo il credito d’imposta per investimenti produttivi anche all’agricoltura e alla pesca, rafforzando così ancora di più gli interventi per il settore – dichiara il ministro Maurizio Martina – si tratta di una scelta molto importante che consentirà alle aziende agricole del Sud di beneficiare di contributi per investire in tecnologie e strumenti innovativi, migliorando così la produttività e la competitività”.

Rubrica a cura di www.piueconomia.com

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