Lavoro ed Economia

Gli incentivi per le pmi innovative

Ormai è vicino il debutto della “Pmi innovativa”. Il nuovo tipo di azienda che avrà diritto a gran parte delle agevolazioni fiscali e di semplificazione normativa delle start up. E con quest’ultime, che dal Dl banche ottengono nuovi incentivi, daranno vita, secondo le prime stime del Governo, a un piccolo esercito di almeno 10mila imprese che potranno fregiarsi del bollino dell’innovazione e dei relativi incentivi.
 

Requisiti di accesso

Per accedere a questa nuova categoria di impresa prevista dal Decreto Legge banche appena varato sarà necessario rispettare alcuni requisiti: essere una società di capitale, anche cooperativa, avere meno di 250 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 50 milioni e rispettare almeno due criteri su tre (spese in R&S almeno pari al 3%; personale formato per almeno un quinto da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori con 3 anni di esperienza, oppure per un terzo da addetti con laurea magistrale; essere detentrici, licenziatarie o depositarie di un brevetto o un software registrato alla Siae).
 

Agevolazioni previste

Per le Pmi innovative ci saranno a disposizione semplificazioni (dall’esonero da imposta di bollo a quello dei costi di iscrizione al registro delle imprese), tassazione agevolata sul reddito derivante da piani di stock option e work for equity (assimilata alla tassazione sul capital gain e non sul reddito) e inoltre l'accesso semplificato al Fondo di garanzia Pmi. Sarà possibile anche raccogliere capitale mediante portali online, il cosiddetto equity crowdfunding (esteso ai fondi di credito e alle società di capitali che investono prevalentemente in Pmi innovative). Per tutte queste facilitazioni non sono previsti limiti temporali, che scattano invece per gli incentivi fiscali riservati a chi investe in Pmi innovative. In questo caso l'agevolazione (detrazione Irpef del 19% per investimenti di persone fisiche e deduzione Ires al 20% per le società) si applica solo alle aziende che operano sul mercato da meno di 7 anni dalla loro prima vendita commerciale. Un incentivo molto allettante, questo, anche per chi investe in start up la cui platea viene ora allargata: il Dl banche prevede che le agevolazioni si applichino a imprese costituite da non più di 5 anni (prima il limite era di 4 anni). Sempre per le startup è previsto che la loro costituzione possa avvenire senza la firma del notaio, ma con una firma elettronica attraverso un modello standardizzato messo a disposizione dallo Sviluppo economico.

 

                                                                                                            Rubrica a cura di www.piueconomia.it

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