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giovedì, 18 Aprile 2024
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    Campo Largo Insurtech: tra tecnologia, cambiamenti climatici e assicurazione auto

    Il tema assicurazione auto è più attuale che mai e merita un momento di confronto e approfondimento.

    In occasione del nuovo incontro “Campo Largo Insurtech”, sono intervenuti diversi partner quali Dekra, UnipolTech, Escargo, Moov, Targa Telematics, Texa, Alchimie e Concerto Contact Center.  Grazie all’intuizione di Paola Carrea, di UnipolTech, Campo Largo Insurtech si concentra oggi sull’impatto della tecnologia sull’universo dell’ assicurazione auto.

    Vengono così toccati diversi temi di grande attualità, dai cambiamenti climatici che influenzano le dinamiche assicurative alla tecnologia che può aiutare a ridurre tempi e costi di ripristino.

    Rischi catastrofali: copertura assicurativa e tecnologica

    Una tavola rotonda dove sono intervenuti Mario Cianflone, Il Sole 24 Ore, Giovanni Menozzi Bertani EsCarGo, Valerio Gridelli Capo di Lever Touch, ideatore del primo momento di confronto.

    La grandine si rivela tra gli agenti atmosferici più violenti, le auto colpite subiscono spesso danni consistenti.

    Valerio Gridelli Lever Touch: “Ringrazio Pier Luigi del Viscovo per aver citato la Lever Touch come promotore dell’evento di oggi. Il tema assicurativo è molto importante nel mondo automotive. Lever Touch è una multinazionale che opera in sei paesi nel campo della riparazione. Abbiniamo la tecnologia dei nostri processi e attrezzature al nostro core business, ovvero l’artigianalità dell’intervento riparativo, la manodopera. Con la tecnica di riparazione a freddo, riusciamo a riparare il veicolo in caso di grandine, senza ricorrere alla verniciatura. Lo facciamo su numeri importanti, nel 2023 abbiamo riparato più di 150.000 autovetture nel mondo tra cui Argentina, Spagna, Brasile. Una organizzazione che conta più di 1.500 collaboratori con oltre 100 dipendenti. Tra i nostri clienti ci sono aziende di noleggio a medio e lungo termine e case automobilistiche. Tra le nostre peculiarità, la capacità di effettuare una riparazione in poche ore e in giornata”.

    Il riscaldamento globale ha superato per la prima volta il limite di 1,5 gradi in un anno. Nel mondo che viene, il clima cambierà notevolmente. Una mutazione che ha come conseguenza grandini e temporali.

    Oggi grandina anche dove prima non grandinava, scoprire e riparare danni in una regione dove non era mai grandinato, coglie di sorpresa un po’ tutti, dai riparatori ai consumatori.

    Nei prossimi anni questa tendenza sarà confermata, le compagnie di assicurazione auto stanno sperimentando sulla propria pelle questo cambiamento.

    Danni da temporale:

    • 66 miliardi in America di cui gran parte sono coperti da compagnie assicurative
    • morti da disastri naturali: 74.000 nel 2023
    • danni da disastri naturali: 24% da eventi geofisici e 75% da eventi meteorologici.

    Mario Cianflone, Motori Il Sole 24 Ore: “Nella gestione dell’auto, sia privata che lato flotte, il danno da grandine è vissuto come un evento traumatico. Un danno cosmetico più che strutturale. Ovvio che una macchina in quelle condizioni, subisce un notevole deprezzamento, nel caso di noleggio a lungo termine, il valore residuo è pressoché azzerato. La questione è quella della riparazione a bassi costi e valutare il costo assicurativo. Spesso è molto difficile assicurare una vettura con copertura da danni naturali. Le compagnie assicurative si tutelano in questo modo. Altro punto chiave è il costo medio di riparazione, spesso è salatissimo, ben vengano dunque metodi quali la riparazione a freddo. Se un tempo una macchina grandinata era una “grossa sfiga” oggi è spesso un evento comune. Le compagnie assicurative dovrebbero dunque stabilire premi in funzione delle criticità metereologica della regione dove risiede la vettura”.

    I danni catastrofali in pochi anni sono passati a interessare il 16% del parco circolante, pari a 6 milioni di vetture coperte, per un incremento in pochi anni del 23%.

    Una tipologia di servizio, quello della copertura assicurativa contro la grandine, che sta crescendo considerevolmente.

    Non si parla solo di grandinate, ma anche di tempeste, temporali e inondazioni.

    In caso di grandine e temporali, cosa prevede una assicurazione auto?  

    È vero che i premi sono aumentati, ma anche i danni dei veicoli sono cresciuti del 300%. Tutto ciò ha comportato che se i danni assommano a 2 miliardi e la raccolta a 2,1 miliardi, questo gap è ridotto al minimo anzi, il costo di questo danno per il sistema assicurativo, è considerevole.

    Un’equazione non positiva, perché la sensibilità del mercato non procede di pari passo con l’intensificarsi dei fenomeni atmosferici di grande entità.

    Se i danni assicurativi derivanti da incidenti in città sono visti come un evento comune, quasi quotidiano, l’auto grandinata è ancora vista come un evento straordinario ma che invece non lo è.

    Giovanni Menozzi di EsCarGo: “Una precisazione. Grandinava anche in passato, quello che è cambiato oggi è l’entità della tempesta. Eventi che hanno un’elevata intensità e che procurano danni considerevole alle flotte. Se anche le vetture coperte da rete antigrandine vengono danneggiate, significa che l’intensità di questi eventi è notevole.  La copertura attraverso la rete è una prevenzione che è sempre stata molto apprezzata, perché consente di valutare le vetture “al sicuro” e calcolare i danni derivanti da un evento climatico catastrofico.  Il secondo aspetto è il numero di vetture interessate da grandine e temporali di entità considerevole. Il ripristino delle stesse, essendo per la maggioranza delle vetture nuove, comporta un costo elevato. Spesso vista la gravita delle grandinate, non serve solo l’intervento a freddo ma occorre anche verniciare la carrozzeria, aumentando così i costi di manodopera e il tempo perso”.

    Come si fa a intervenire su piazzali di migliaia di macchine colpite da grandinate e ripristinarle in pochi giorni e a costi ridotti?

    Valerio Gridelli di Lever Touch: “Il mese di gennaio 2024 è stato il mese più caldo della storia, oltre un grado rispetto alla media storica. Un fenomeno che sta diventando un problema per tutti. I costruttori applicano una tipologia di ripristino completamente differente dai nostri. Se l’esecuzione è pressoché la stessa, il processo è completamente differente. Quando parliamo di costruttori, gli eventi tipo grandine, coinvolgono in pochissimo tempo migliaia di vetture. Ciò richiede la presenza di una struttura interna in grado di verificare danni, tempi e operazioni di ripristino. Parliamo di una operatività che coinvolge migliaia di persone. Negli anni abbiamo consolidato un’esperienza notevole e questo ci porta ad avere contratti con grandi costruttori. Subiamo tuttavia l’imposizione dell’esclusiva, ciò significa che dobbiamo intervenire in poche ore in ogni parte del mondo. C’è tutta la parte assicurativa che ha dinamiche totalmente diverse, ovvero migliaia di automobilisti che hanno subito il danno e che chiamano l’assicurazione per poter ricevere il ripristino. In tutto questo abbiamo capito una cosa fondamentale: quando si verificano forte grandinate, le carrozzerie sono piene. Noi come Lever Touch stiamo facendo grandi investimenti per rilevare carrozzerie con spazi da 5.000 ai 10.000 mq, per poter avere più centri di riparazione. Ciò significa che è possibile trasportare i veicoli presso i centri di riparazione e garantire un veloce ripristino”.

    Mario Cianflone: “Fare tutto questo richiede personale, come fate a reperire manodopera in così poche ore? Avere un esercito di specialisti, dove li andate a prendere”.

    Valerio Gridelli Lever Touch: “I tecnici specialisti che conoscono questa tipologia di riparazione, quella a freddo, sono circa 2.500 in tutto il mondo. Un network che viene costantemente alimentato con una formazione continua. Per poterci garantire un numero elevato di tecnici, abbiamo, grazie a un investimento economico notevole, una manodopera ingente. A fronte di un pagamento importante della manodopera, i tecnici specializzati in caso di richiesta urgente della Lever Touch, devono rendersi immediatamente disponibili”.

    Pier Luigi del Viscovo: “Quale è il punto di vista delle assicurazioni?”

    Giovanni Menozzi Capo di Escargo Trasporto del Gruppo Bertani: “Ci siamo rivolti a compagnie assicurative primarie, ci siamo seduti, gli ho raccontato in base alle loro domande la nostra situazione, dal numero di vetture al valore delle stesse. Sinceramente non abbiamo mai trovato in 15 anni di storia, una compagnia che ha deciso di assicurare le vetture. Per questo ci muoviamo con coperture fisiche e di rete, per proteggere le nostre vetture. Un tema che oggi appunto, non è coperto”.

    Mario Cianflone, Sole 24 Ore: “Come mai non viene chiesto alle case automobilistiche premium e luxury, di consegnare le vetture con pellicole protettive?”.

    Le Assicurazioni si lamentano che i premi costano e crescono poco, le Case Costruttrici e Aziende impegnate nel trasporto e flotte, da parte loro dichiarano che questo aspetto, quello della copertura assicurativa contro danni climatici, è tutt’ora scoperto.

    In Italia mediamente si è sotto assicurati, difficilmente una compagnia include la copertura eventi se non ci sono altre coperture.

    Una soluzione reale e concreta potrebbe essere il considerare la copertura eventi all’interno di polizze più ampie.

    Partendo prima dalla copertura RC, vista l’attuale normativa, gli assicuratori potrebbero annegare i costi da eventi climatici in un ventaglio di proposte molto più ampio. Il costo assicurazione auto diminuirebbe ma il premio totale sarebbe molto più salato.

    La competitività tra servizi e prezzi, comporterebbe una diminuzione dei costi tradizionali di una polizza RCA, ma con un’offerta e/o obbligo di aderire a coperture assicurative più ampie e su altri fronti.

    Assicurazione auto: le auto elettriche cambieranno i metodi di valutazione?

    In vista di una diffusione sempre più ampia delle auto elettriche, le compagnie assicurative devono rivedere anche la loro logica di copertura.

    Le auto elettriche sono difficili attualmente da rubare. Ciò che invece risulta più “vulnerabile” è il danno e/o furto di accessori e appendici elettronici, dai fari ai sistemi di infotainment, fino al pacco batteria.

    Oggi non è più tempo dell’improvvisazione, la diminuzione dei costi e i tempi ridotti di ripristino di auto in caso di grandine e tempeste violente, richiede manodopera specializzata.

    Oggi la tecnologia permette in caso di un danno alla vettura, di suggerire all’automobilista dove e come ripararla.

    L’Italia è un paese che ha sempre vantato negli ultimi 10 – 15 anni, un tasso di penetrazione della tecnologia digitale nelle auto, le famose scatole nere, elevato.

    Ciò è dovuto principalmente all’elevato tasso di furto ma anche in rapporto al numero di incidenti che crescevano di anno in anno.

    Volendo inquadrare in tutto questo, il comparto assicurativo, emerge che i premi sono in crescita negli ultimi anni, ma non in diretta proporzione al PIL dei Paesi Europei, Medio Oriente e Africa.

    Si pone quindi un problema fondamentale, la necessità che la raccolta assicurativa cresca di conseguenza. Questo ha comportato uno stress del comparto assicurativo, ovvero quello di fornire un servizio e sicurezza costante nel tempo, senza per questo venire meno a quella qualità dei servizi che negli anni passati aveva caratterizzato le grandi compagnie assicurative.

    I mercati, gli investitori, dal comparto assicurativo e bancario, si aspettano una sicurezza. Tuttavia quando il sistema economico cresce più di quanto stia crescendo il comparto assicurativo, si pone un problema.

    La crescita profittevole porta a mettere in discussione quel “Business as usual”. Le innovazioni portano all’esplorazione di nuove tecnologie e sistemi che vanno a modificare i criteri e parametri delle coperture assicurative.

    Le tecnologie di oggi sono in grado di individuare il “reale portatore di rischio”. Il contratto assicurativo si basa sulla mutualità e non sulla individualità, dunque basta un solo portatore di rischio per sovvertire la logica di calcolo.

    L’assicurazione auto deve seguire l’andamento collettivo o essere cucita su misura?

    L’importanza della scatola nera

    I premi assicurativi devono essere definiti anche in funzione di dove circola il veicolo? Questa la prima domanda a cui l’82% dei circa 150 intervistati, ha risposto in modo positivo.

    Più la tecnologia sarà affidabile, più le compagnie e clienti utilizzeranno nuovi sistemi di localizzazione.

    Le vetture vengono omologate in funzione anche delle loro emissioni. Quando si immatricola un veicolo si calcola un utilizzo e uso dello stesso, spesso distante da quello reale. Solo un utilizzo quotidiano di un’auto ne decreta il reale consumo e utilizzo.

    Secondo un recente studio del Politecnico di Milano, un’auto Euro 4 con valori di omologazione nettamente superiori a quella di un’auto Euro 6, è nettamente meno impattante.

    Roberto Moneda Texa TMD: “La tecnologia può e deve riuscire a spaccare la normalità. Se prendiamo i valori di omologazione di un modello di una casa Auto, attraverso una black box, è possibile calcolare il chilometraggio effettivo e tanto altro. Il vero salto sarebbe quello di calcolare un valore reale di emissioni di CO2 che sia utilizzato come media per calcolare diversi aspetti. Se abbiamo dei dati puntuali, riusciamo a diminuire realmente la CO2 nell’aria”.

    Il premio assicurativo può essere definito con una profilazione del driver, in funzione dello stile di guida (velocità, accelerazione, frenata, stanchezza).

    Dal punto di vista del sistema industriale dell’auto, perché non si riesce ad andare verso questo aspetto abbassando così il costo di un’assicurazione auto?

    Mario Cianflone: “Occorre creare un protocollo standard che calcoli diversi parametri dalla centralina. Pur utilizzando il protocollo OBD2, avrebbe senso, ma il dato che viene da un sensore di imbardata, beccheggio e rollio di un’auto X varia. Le case non hanno piacere che si leggano i valori della centralina. È importante distinguere in città le emissioni di CO2 ed NOx, due parametri che devono essere completamente distinti e calcolati diversamente”.

    Occorre omogenizzare i dati e darli al cliente tutti nello stesso formato.

    Nel noleggio oggi la tecnologia consente di personalizzare il premio in base ai chilometri e al tempo di utilizzo, I noleggiatori sono pronti per questo cambiamento e quanto influenzerà la tecnologia nel costo di una assicurazione auto per privati e flotte?

    Il campione analizzato, secondo Massimiliano Balbo di Vinadio, Targa Telematics: “I noleggiatori sono pronti a introdurre nuovi strumenti, le aziende come le nostre stanno dando loro tantissimi strumenti. Le nuove scatole montate come primo equipaggiamento è già un valido strumento, il Gruppo PSA ha delle scatole nere prive di accelerometro, però sono il futuro. Permettono ad aziende come la nostra, di integrare i dati delle scatole aftermarket a quelli dei costruttori. Faccio un esempio, ADAS di livello 3 significa che tra qualche mese vedremo andare un’auto da sola in autostrada senza guidatore. Dunque si apre in questo caso un dibattito: se capita un incidente, chi è responsabile. Tutte le probabilità e dati che stiamo studiando, consentiranno ai noleggiatori di profilare offerte in base all’utilizzo”.

    Pier Luigi del Viscovo: “Voi come Dekra siete leader nella certificazione oltre che delle perizie, voi guardate proprio il tema delle responsabilità”.

    Massiliano Cardonna, Dekra: “La profilazione delle offerte è legata alla difficoltà che il garante ci pone. Una profilazione passa per la privacy, un’altra per il DPA etc. Siamo stati costretti a isolare dei dati che non siano afferenti al tema privacy, ciò perché riteniamo che il garante abbia ragione sulla non correttezza di creare una carta di identità veicolare per ognuno di noi. Una tipologia di analisi che non prende in considerazione dei dati che il garante ci vieta, non è sempre un dato attendibile”.

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