Automotive

Con l’innovazione accelera la componentistica automotive

Accanto all’internazionalizzazione c’è l’innovazione e la ricerca. Altro fronte in cui eccelle il settore italiano della componentistica automotive. Dallo screening di Camera di commercio di Torino, Anfia, Cami, Università Ca’ Foscari di Venezia e Camera di commercio di Modena emerge la marcata attitudine del bacino aziendale ad investire in tecnologia.

 

Di che tipo di innovazione si tratta?

Oltre il 57 per cento dei rispondenti ha dichiarato di aver introdotto nel mercato prodotti nuovi o significativamente migliorati: nell’85 per cento dei casi l’impresa è stata propulsore nel proprio mercato di riferimento. E, solo in percentuale residuale, ha innovato esclusivamente per adeguarsi alle imprese concorrenti con prodotti nuovi solo per l’impresa. La situazione cambia se parliamo di innovazioni di processo. Qui la quota sale a oltre il 70 per cento con innovazioni aziendali che hanno interessato dapprima il processo di produzione (il 61% delle imprese) e a seguire i processi di gestione (il 43%) e la logistica (il 18%).

 

 

Lo sviluppo delle innovazioni avviene “in house”

Nascce grazie all’utilizzo di risorse interne. Ma  una quota importante di innovazione fa capo a collaborazioni instaurate dall’impresa stessa con istituzioni: ad esempio università o anche con altre imprese. Fondamentale nell’innovazione è il ruolo del cliente: il 69 per cento dei componentisti del campione italiano ha affermato che la collaborazione più significativa fra il 2013 e il 2015 è stata instaurata con un committente: attore che riveste una parte importante nella definizione delle specifiche per i prodotti e le soluzioni innovative. S.B.

 

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