Vip e motori

Per salvare la “Terra dei fuochi” si mobilitano i vip

Di Vivien Russo

 

Si sono tutti svegliati dal sonno. Così, improvvisamente. E’ bastato un servizio di un programma televisivo, “Le Iene”, per far partire un’iniziativa di solidarietà per la “Terra dei fuochi”. Ma come, non sapete cos’è la “Terra dei fuochi”? O siete ciechi, o non siete social. O avete fatto finta di non vedere per tutti questi anni, o non state sul pezzo, perché da giorni che sul web non si parla d’altro. Vi spiego. La “Terra dei fuochi” è il nome assegnato ad un ampio territorio devastato dalla criminalità, inondato di sostanze tossiche, maltrattato e violentato da anni da coloro che abusivamente sversano liquidi illegali e letali nella regione Campania. Ma nessuno se lo ricordava fino a che non è stato detto in tv, eppure, tutti lo sapevano da tempo, tutti lo hanno sempre saputo. Forse pensavano che il proprio orticello, magari in provincia di Grosseto era al sicuro?. Ebbene, si sbagliavano. Tutte le verdure coltivate negli 80 comuni dell’area della “Terra dei fuochi” sfamano un’ Europa intera. Aumentano i tumori, aumentano le strane allergie, si manifestano orribilanti malformazioni. Ecco che la gente comincia a tremare e farsi domande. Dopo la trasmissione su Italia 1 la giornalista, sempre più social, Selvaggia Lucarelli, ha fatto partire un’iniziativa a sostegno di questo territorio. Coinvolgendo quanti più amici vip era possibile ha chiesto loro di adottare simbolicamente un territorio e i suoi abitanti. L’iniziativa ha subito provocato l’effetto sperato. Se ne parla ovunque e sul web circolano foto di personaggi famosi che reggono in mano un foglio di carta dove sta scritto il nome del paese che hanno adottato con la frase comune:“non deve morire”. Fiorello, Emma Marrone, Paola Perego, Rita Dalla Chiesa, Federica Pellegrini, Antonella Clerici, la stessa Selvaggia e il figlio Leon, con il cartello sicuramente più “forte” da mandare giù: “I bambini della Terra dei fuochi non devono morire” . In tutto 67 personaggi a sostegno dell’iniziativa. Sono partite anche petizioni contro le aziende che comprano prodotti agricoli provenienti dai quei luoghi e fiaccolate. Da napoletana vi dico grazie. Grazie per il supporto (morale) che avete messo in scena, grazie per la risonanza mediatica che avete contribuito a dare sulla questione ma, abbiate pazienza, una domanda mi ronza frenetica nella testa. Ma come mai questa mobilitazione è partita solo adesso che tutti hanno capito che non moriamo solo noi che viviamo qui? Sul web circolano tante opinioni in questi giorni. Vi riporto un messaggio che mi ha colpito: “Sono Ilaria Puglia, vivo a Napoli, il cibo avvelenato della terra dei fuochi lo mangi anche tu che vivi a Cuneo …occhio, che muori”. Avrei anche una seconda domanda, ma a questa forse nessuno può rispondere. Resterà un'iniziativa virtuale?

Commenta