Ricambi auto

Auto elettrica e ricambi: business a rischio senza innovazione

Riprendendo un articolo precedente, il tema del branding sulla distribuzione di ricambi elettrici è legato ai diversi possibili scenari e alle potenziali risposte per una serie di domande che probabilmente i protagonisti del settore ancora non si pongono compiutamente. Per quanto, ancora alla data odierna, sia davvero difficile comporre uno scenario riepilogativo di questo particolare settore, poiché ad esempio la tecnologia elettro-ibrida parla tuttora più per brevetti che per piattaforme. E posto che al momento non è facile definire quali saranno i Competitors in grado di guidare il mercato prossimo futuro e di spingere la concorrenza a fare benchmark.

La rivoluzione elettrica: se cambia il business devono cambiare i suoi protagonisti

Auto ElettricaSenza trascurare che la eventualità di una crescita importante della mobilità elettrica potrebbe generare un cambio epocale nella abitudine di acquisto ed uso dei veicoli, come ad esempio la diffusione della proprietà collettiva, del car-sharing, oppure della riconversione (quando autorizzata) delle vetture ad alimentazione convenzionale. Dal punto di vista del service management la questione fondamentale passa soprattutto attraverso una considerazione centrale: i margini. Difficile ipotizzare (per il business elettrico) una marginalità tipica del mass market : i numeri più ottimistici invitano a dare attenzione al valore aggiunto e alla qualità del servizio. Per questo sarebbe opportuno, per gli operatori, ipotizzare un branding costruito sulla massima integrazione tra i tre canali fondamentali (vendita, assistenza, distribuzione ricambi e fornitori di servizi). Una volta costruita la massima riconoscibilità possibile della organizzazione presso il cliente finale, la componente consequenziale dovrebbe essere l’adesione dell’eventuale neonato brand a filosofie commerciali più specifiche: car-aharing, pooling, fleet management, riconversione del parco auto convenzionale, ovvero subfornitura di elementi collaterali alla mobilità elettrica (infrastrutture di ricarica, ad esempio).

Officine e ricambisti: un futuro possibile da providers?

RicambistaCosì come nel futuro possibile delle nuove realtà commerciali ed operative della mobilità elettrica diventa fondamentale l’elemento della comunicazione intesa sia come punto di riferimento per l’automobilista ecologico su una catena estesa (come quella della ricarica) di questioni che alla fine riguardano la migliore possibilità di fruire della stessa auto elettrica; sia in termini di vera e propria “Information & Communication Technology” legata alla ideale presenza sul web attraverso piattaforme dedicate per l’E-Commerce e la presenza istituzionale, sia per la logistica. Infatti, per il futuro possibile magazzino ricambi di auto elettriche la composizione ideale sarà molto più virtuale e just in time di quella dei magazzini ricambi convenzionali. Per questo uno dei valori aggiunti del prossimo business elettrico sarà basato sulla opportunità anche di trasformare meccanici e ricambisti da semplici ‘fornitori’ di beni e servizi a veri e propri punti informativi per automobilisti privati, partite iva, flotte ed istituzioni, assumendo un ruolo quasi di provider per ricambi e servizi verso tutti i proprietari e/o utilizzatori di auto e veicoli elettrici che volessero affrancarsi dalla cura della casa madre nella manutenzione del proprio parco circolante.

 

Business elettrico: è il momento della rete di impresa?

TeamIl mercato legato alla mobilità elettrica non si può dire completamente definito. Ma fornisce già alcuni spunti di analisi per cercare di definire la formula organizzativa di approccio più efficace per il business in arrivo. Tra le forme forse più azzeccate sia per il ritorno di immagine sia per i vantaggi fiscali ed organizzativi, ricordiamo la rete di impresa.  In questa architettura giuridica si potrebbero articolare le opportune sinergie tra le diverse professionalità interessate a vario titolo al Business elettrico: meccanici, rettificcatori, tecnici impiantistici, formatori, venditori, ricercatori, export manager.

Parola d’ordine: qualificazione

FormazioneLa base di partenza per affrontare nel miglior modo possibile il nuovo mercato è in primo luogo la qualificazione intesa come innovazione del profilo della potenziale nuova organizzazione. A grandi linee per qualificazione si possono intendere azioni rivolte a:

 

  1. Creare una piattaforma di expertise e formazione destinata sia al personale, diretto o di filiera che al Cliente / utilizzatore finale;
  2. Sviluppare le più idonee formula di comunicazione e promozione delle attività;
  3. Sviluppare layout e spazi specifici nei punti vendita e nelle officine per richiamare l’attenzione del ciente finale sulla tecnologia elettrica ed ibrida.

 

Riccardo Bellumori

Commenta