Interviste

Febi Italia - ADL Automotive Distributors Italia si uniscono: due cuori battono all'unisono

DI STEFANO BELFIORE

Costruire le condizioni per arrivare alla fusione di febi Italia e ADL Automotive Distributors Italia in un’unica società, a cui farà capo la distribuzione sull’aftermarket italiano di tutti i marchi di bilstein group. Questa la mission su cui lavorerà Emanuela Perino (nella foto). Il nuovo amministratore delegato di ADL Automotive Distributors Italia (company che distribuisce sul mercato nazionale i ricambi Blue Print: brand del Gruppo tedesco bilstein group) ha un obiettivo chiaro e importante: accelerare il processo di fusione delle due filiali italiane in un’unica realtà d’impresa. Assetto che permetterà di allineare la nuova presenza in Italia con quella delle consociate che operano negli altri Paesi dove l’integrazione dei marchi è pienamente operativa. Un lavoro che è già iniziato, partendo innanzitutto dal campo infrastrutturale. “ADL – annuncia Perino -  adotterà nel corso dei prossimi mesi lo stesso gestionale che sta dando ottimi risultati in febi Italia. Nel campo delle risorse umane stiamo, invece, lavorando a riaggregare le competenze”. E sul futuro e sull’esito di questa operazione sinergica, si dice più che ottimista: “Penso che la prospettiva di una società unica possa portare un elemento di solidità nell’aftermarket, perché siamo una realtà completamente dedicata all’IAM. Proiezioni recenti pongono il bilstein group tra i primi dodici componentisti in Italia per performance di mercato”.

 

Da molti anni, lei è già amministratore delegato di febi Italia. Ora la recente nomina come Ad di ADL Automotive Distributors Italia. Un doppio e importante incarico dirigenziale. Quali saranno gli obiettivi che si prefigge di traguardare con il suo nuovo mandato?

 

Il mio mandato arriva direttamente dal top management in Germania ed è chiaro: creare le condizioni per arrivare alla fusione di febi Italia e ADL Automotive Distributors Italia in un’unica società, a cui farà capo la distribuzione sull’aftermarket italiano di tutti i marchi di bilstein group. L’Italia è un mercato strategico nei piani di sviluppo del Gruppo ed è arrivato il momento di allineare la nostra situazione  a quella delle consociate degli altri Paesi, dove l’integrazione tra i marchi ha ormai raggiunto tutti i livelli operativi. Del resto il nostro mercato era uno dei pochi in cui operavano due distinte società, che per altro sono due realtà solide e affermate. C’è stato sempre molto rispetto da parte della proprietà per questa particolarità, ma adesso i tempi per una fusione sono maturi. Senza bruciare le tappe comunque, che vuol dire studiando attentamente tutte le implicazioni e predisponendo un accurato piano di fusione che tenga in considerazione gli aspetti patrimoniali, finanziari, organizzativi e commerciali.

 

Quale eredità le lascia il suo predecessore, Alberto Andriani?

 

Il merito indiscusso di Alberto Andriani è stato di introdurre e far crescere il marchio Blue Print sul mercato italiano. Con l’acquisizione di ADL da parte da parte di Ferdinand Bilstein e il conseguente ingresso del marchio Blue Print nella galassia bilstein group la nostra collaborazione si è fatta sempre più stretta, creando numerose sinergie e portandoci ad avere circa il 90 per cento dei grandi clienti in comune. La realtà che avevo già cominciato a conoscere e che mi trovo oggi a governare è quella di una azienda con un prodotto rinomato e ben posizionato, con una filosofia di servizio che con febi Italia ha molti punti in comune e con una squadra di collaboratori preparati e motivati.

 

 

E da quale punto e campo partiranno le sue azioni per dare maggior forza e robustezza alla società?

 

Siamo partiti dalle funzioni integrative e di supporto che creano l’infrastruttura su cui costruire le basi di un’azienda unica. Per esempio abbiamo immediatamente dato corso al progetto di fattibilità per armonizzare il sistema gestionale informatico, per cui ADL adotterà nel corso dei prossimi mesi lo stesso gestionale che sta dando ottimi risultati in febi Italia. Nel campo delle risorse umane stiamo lavorando a riaggregare le competenze, per far nascere sinergie in tutte le aree tra le due aziende. Ovviamente perseguiamo l’efficienza operativa in ciascuna funzione, ricercando al tempo stesso la massima valorizzazione e soddisfazione della squadra dei nostri collaboratori che intendiamo  salvaguardare in toto.

Per quanto riguarda la funzione commerciale, che rappresenta la front line del nostro rapporto col mercato, oltre al cuore pulsante su cui il nostro business si regge, qui l’integrazione era stata già avviata. E per compiere passi successivi c’è bisogno di un’osservazione attenta. Del resto i clienti già conoscono bene caratteristiche, potenzialità e punti di forza dei brand febi e Blue Print. Posta la qualità che li accomuna, è chiaro che i prodotti sono diversi, appartengono a fasce diverse e hanno quindi esigenze differenti, in relazione al mercato, alla gamma, ai competitor. Non possono essere snaturati e continueranno quindi ad essere trattati in modo differente, non vedo all’orizzonte discontinuità in questo.

 

 

Il cambiamento organizzativo è dunque dettato per accelerare il processo di fusione delle due filiali italiane (febi Italia e ADL Automotive) in un’unica società. Sinergia funzionale ad esprime sul mercato maggiore competitività. E’ così?

 

Sicuramente. Il mercato sta cambiando rapidamente, i player della distribuzione si stanno rinforzando anche in Italia attraverso fusioni e acquisizioni. La capacità di conservare la propria competitività dipende anche dalla capacità di fare massa critica e di conseguenza bilstein group si sta dotando di una struttura adeguata anche in Italia. Le prime reazioni ci dicono che il mercato ha colto il senso di questa operazione e credo che potrà apprezzarne sempre più gli effetti col passare dei mesi, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di sinergie e la condivisione di obiettivi, a partire da quello di perseguire per i nostri marchi  la massima penetrazione di mercato salvaguardando la redditività, a favore di tutti.

Penso anche che la prospettiva di una società unica possa portare un elemento di solidità nell’aftermarket, perché siamo una realtà completamente dedicata all’IAM. Proiezioni recenti pongono il bilstein group tra i primi dodici componentisti in Italia per performance di mercato. Gli altri competitor hanno però tutti un profilo misto, sono anche fornitori OE, e questo dà al nostro risultato un’importanza ancora maggiore.

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