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Stop ai motori endotermici dal 2035: cosa accadrà all’aftermarket?

Stop ai motori endotermici dal 2035: cosa accadrà al nostro aftermarket?Lo stop ai motori endotermici dal 2035 è definitivo?

La notizia, anche se attesa, è esplosa come una bomba alla fine della scorsa settimana: l’Europarlamento ha approvato lo stop ai motori endotermici dal 2035 e quindi ci chiediamo quali conseguenze ci saranno per l’aftermarket. Abbiamo visto, in un altro articolo, una serie di commenti riguardo questa decisione che, ricordiamolo, è ancora soggetta a trattative con gli stati membri della UE. Un piccolo inciso: si è molto parlato dei costi economici, produttivi, occupazionali e quindi sociali di questo stop ai motori endotermici dal 2035. Sono stati però in pochi a parlare di altri costi, quelli dell’inquinamento e del cambiamento climatico, che sono meno evidenti ma probabilmente più ingenti: tenerne conto renderebbe le discussioni più complete.

 

Cambiamenti epocali dallo stop ai motori endotermici dal 2035

Si dibatte molto sulle difficoltà di una riconversione industriale intrecciata strettamente con la costruzione di imponenti infrastrutture per la produzione dell’energia e la ricarica delle automobili elettriche. In effetti il compito è arduo e reso ancor più difficoltoso dagli strascichi della pandemia e dalla complicatissima situazione internazionale, che vede azioni militari con conseguenze pesanti sui prezzi dell’energia e delle materie prime. Il portare a termine l’elettrificazione di trasporti, industrie e abitazioni implica una ‘transizione’ impegnativa al termine della quale si dovrebbero ottenere miglioramenti ambientali e minore dipendenza energetica dall’estero dato che le rinnovabili si possono produrre ovunque. L’industria automotive vedrà una drastica semplificazione dei veicoli, cosa interessante per le Case ma pericolosa per i componentisti più legati ai motori a scoppio. Chi è attivo in aree quali sospensioni, trasmissioni, cristalli, sistemi frenanti, di raffreddamento e lubrificazione, solo per dare qualche esempio, continuerà a produrre: l’industria degli pneumatici potrebbe avere vantaggi, dato che la coppia e la pesantezza delle elettriche mettono a dura prova le coperture. Anche chi produce componenti elettrici, elettronici e legati alle ricariche continuerà a lavorare: anche le città più amiche delle auto elettriche sono infatti ancora carenti di colonnine.

 

Lo stop ai motori endotermici dal 2035 è double face

Cosa accadrà all’aftermarket dopo lo stop ai motori endotermici dal 2035? Sappiamo bene che fino all’ultimo giorno del 2034 le automobili con motori a scoppio saranno tranquillamente in vendita e che quindi, vista l’anzianità media del parco europeo, una bella fetta di queste esse saranno in circolazione anche dopo la metà degli anni ‘40. Si tratterà quindi di veicoli ben conosciuti dal mondo aftermarket e che probabilmente saranno ben manutenuti da chi non vuole o può passare all’elettrico. Le incognite sono molte, ad esempio i prezzi: è possibile che fra 13 anni i veicoli elettrici costeranno di più di quelli con motori a scoppio e quindi le vendite di questi ultimi potrebbero essere marginali. Se così fosse, però, ci saranno in circolazione molte auto elettriche che presto o tardi avranno bisogno di qualche intervento.

 

Scenari diversi prima dello stop ai motori endotermici dal 2035

Un’altra incognita riguarda gli esiti delle prossime discussioni con gli Stati, dai quali ci potrebbe essere, per esempio, una spinta alla diffusione dei carburanti sintetici: se uno specialista dei filtri come MANN-FILTER si sta preparando alla loro adozione anche il post-vendita dovrebbe muoversi in tal senso. La conclusione è che è difficile fare pronostici: prima dello stop ai motori endotermici dal 2035 possono accadere molte cose ma, fino a che ci saranno veicoli sulle strade, l’aftermarket avrà sempre un ruolo importante a patto che, come detto da Alessandro Angelone durante Autopromotec 2022, gli operatori continuino a lavorare bene e ad evolversi insieme ai veicoli, siano essi convenzionali, elettrificati o elettrici.

 

Nicodemo Angì

 

 

 

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