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martedì, 26 Settembre 2023
  • I cambiamenti nell’aftermaket europeo fino al 2030

    Cambiamenti nell’aftermaket europeo? Cerchiamo le cause

    Abbiamo già parlato dello studio At the Crossroads: The European Aftermarket in 2030 e in questo articolo ci focalizzeremo sui cambiamenti nell’aftermaket europeo e sulle loro cause. Questa ricerca, preparata da CLEPA – European Association of Automotive Suppliers – e dalle società di consulenza e ricerca Boston Consulting Group e Wolk After Sales Expert, vuole stimare le cifre e le tendenze dell’aftermaket europeo fino alla fine di questo decennio.

     

    Anche il quadro economico provoca cambiamenti nell’aftermaket europeo

    Si prevede che il parco circolante europeo continuerà a crescere, anche se più lentamente, così come la sua anzianità. Il cosiddetto ‘Segment 3’, costituito dalle automobili con più di 8 anni, è infatti passato dal 50% del circolante nel 2011 al 65% del 2019 e si prevede che arriverà fino al 75% nel 2030. Questa predominanza è persino più forte nell’Europa centrale e orientale ed è una buona notizia per l’aftermarket, chiamato sempre più in causa man mano che le automobili invecchiano, ma occorre fare un’altra considerazione. Nel 2030, infatti, entreranno nel Segmento 3 automobili immatricolate in questi anni ’20 e che quindi saranno mediamente piuttosto dotate di elettrificazione e ADAS, tecnologie che impongono uno studio approfondito per poterci mettere le mani. Anche la pandemia da Covid19 è un fattore che non soltanto ha depresso molto il mercato, aumentando l’anzianità del circolante, ma fatto soffrire molte realtà automotive, creando le condizioni per un’accelerazione dei processi di consolidamento fra le aziende. Paradigmatico è, per esempio, l’acquisto di Hella da parte di Faurecia. I vari lockdown hanno poi aumentato il ricorso all’E-Commerce e ai servizi a domicilio, modalità che si rafforzaranno. Cambiamenti nell’aftermaket europeo arriveranno anche nel 2023 dalla scadenza dell’attuale BER e dalla battaglia per l’accesso ai dati delle automobili.

     

    Tecnologie che provocheranno cambiamenti nell’aftermaket europeo

    Le automobili stanno cambiando e con esse il post-vendita. I ricambi aumenteranno di prezzo perché più ‘intelligenti’ (basta pensare al supporto del retrovisore interno, che ha almeno una videocamera per la frenata di emergenza) e più comunicativi, dato che dialogheranno con altri elementi del veicolo. Il trend di aumenti annuali fino al 3% continuerà ma i fari LED, per esempio trascineranno il comparto illuminazione a crescite fino al 10%. I veicoli elettrificati – elettrici e ibridi – cresceranno in share di mercato e questo impatterà sul post vendita, che vedrà una situazione particolare. Le elettrificate hanno tutte componenti nuovi (motori elettrici, batterie, inverter, cablaggi ad alta tensione) ma le elettriche saranno prevedibilmente meno soggette a manutenzione e guasti. Le ibride hanno un doppio powertrain ma saranno ancora in circolazione veicoli con il solo motore termico. L’aftermaket dovrà quindi fronteggiare 3 tipologie di veicoli, con la necessità di formarsi più intensamente. I cambiamenti nell’aftermaket europeo deriveranno anche dalla connettività, che sarà presente nel 50% del circolante del 2030. Diagnostica a distanza e manutenzione predittiva avvantaggeranno OEM e reti ufficiali e quindi lo IAM dovrà ?studiare molto per rimanere al passo.

     

    La sicurezza abiliterà cambiamenti nell’aftermaket europeo

    La crescente diffusione degli ADASridurrà – fortunatamente – gli incidenti – si stima un – 15% rispetto al 2019 – e questo diminuirà sia le riparazioni sia l’uso dei pezzi di ricambio. Anche il comportamento dei guidatori indurrà cambiamenti nell’aftermaket europeo perché le percorrenze previste in diminuzione ridurranno l’usura dei veicoli. Le flotte, comprese quelle di car sharing e ride hailing, sperimenteranno invece un uso più intenso delle automobili ma questi soggetti hanno la forza di imporre le loro condizioni ai riparatori che si accorderanno con loro. Questo spingerà gli indipendenti a migliorarsi e integrarsi meglio per offrire servizi a 360°.

     

    La competizione influenzerà i cambiamenti nell’aftermaket europeo

    Un altro trend che sarà importante è la crescente presenza degli OEM nell’aftermarket indipendente: un recente esempio è la rete Renault Motrio. Lo schema di fondo è la volontà di accedere più massicciamente ai Segment 2 e 3, ossia alle automobili più vecchie di 3 anni. I Costruttori saranno facilitati perché viene loro attribuita una superiore capacità tecnologica, un’arma potente perché la complessità dei veicoli cresce velocemente. Stimate in aumento anche le gamme di ricambi private label, che insiedieranno i componentisti Tier 1, quelli che forniscono direttamente le Case. Un altro fattore foriero di cambiamenti nell’aftermaket europeo sarà la competizione accesa, che favorirà soggetti in grado di integrare, per esempio, ricambi private label, grossisti, reti di officine e intermediari. Anche i servizi digitali cresceranno molto, dai ricami online alle piattaforme per trovare chi può riparare un veicolo. Scenari compositi e ricchi di cambiamenti nell’aftermaket europeo: chi saprà anticiparli e governarli?

     

    Nicodemo Angì

     

     

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