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mercoledì, 24 Aprile 2024
  • Cambiare la batteria a 12 volt, le cose da sapere prima di comprarla

    Cambiare la batteria a 12 volt, le cose da sapere prima di comprarlaCosa sapere per cambiare la batteria a 12 volt?

    Organo essenziale per tutti i veicoli (anche per quelli elettrici) l’accumulatore al Piombo non è eterno: prima di cambiare la batteria a 12 volt occorre conoscere alcune cose. Le batterie al Piombo usate nei veicoli hanno tutte la stessa chimica, che prevede piastre positive ricoperte di biossido di Piombo e piastre negative rivestite con Piombo metallico spugnoso immerse in un elettrolito fatto di acqua demineralizzata e acido solforico. Durante la scarica si ha una reazione chimica nella quale l’elettrolito si combina con la materia attiva delle piastre, trasformandola in solfato di Piombo; la reazione si inverte durante la carica e il rivestimento delle piastre ritorna quello di partenza. In realtà il processo non è completamente reversibile e le piastre si contaminano con il solfato, una condizione chiamata solfatazione che si forma in maniera accelerata anche quando la batteria si scarica troppo e la sua tensione scende sotto i 12,5 volt circa. Si può provare a salvare la batteria dall’inattività con delle precauzioni e degli accorgimenti specifici ma, se non ci si riesce, occorre cambiare la batteria a 12 volt.

     

    Annotare dimensioni, capacità e altro prima di cambiare la batteria a 12 volt

    Quando è arrivato il momento di cambiare la batteria a 12 volt (scegliamo un marchio noto come Fiamm che ha 80 anni di esperienza) occorre prendere nota di alcune cose, prima fra tutte le dimensioni dell’accumulatore da sostituire. La nuova batteria dev’essere di dimensioni paragonabili a quella fuori uso e i suoi terminali – il polo positivo e quello negativo – devono essere nella stessa posizione. In caso contrario i cavi di collegamento rischiano di essere troppo corti per arrivare al terminale corrispondente. Possiamo però dire che qualche cm di differenza non è praticamente mai un problema. Molto importante è invece la capacità, ossia quanta corrente può essere immagazzinata nell’accumulatore: essa si misura in ampere-ora (Ah) e il suo valore viene ottenuto moltiplicando il valore della intensità della corrente di scarica (espresso in ampere, A) per il tempo di durata della scarica (ore, h). Una quantità altrettanto fondamentale è la corrente allo spunto, che si riferisce al numero di ampere che può erogare a -17° C per 30 secondi mantenendo la tensione standard. Essa è molto più alta della corrente nominale e dà un’idea delle prestazioni durante l’avviamento a freddo, operazione molto gravosa e che richiede l’erogazione di centinaia di ampere.

     

    Cambiare la batteria a 12 volt con una dello stesso tipo

    È tassativo sostituire la vecchia batteria con una che abbia uguali capacità e corrente allo spunto o leggermente superiori, soprattutto se si abita in zone fredde. Un’altra quantità da conoscere è la riserva di capacità, usata per valutare quanto a lungo la batteria riesce a far funzionare i servizi dell’automobile senza essere caricata dall’alternatore. Si indica in minuti e viene rilevata facendo erogare all’accumulatore una corrente costante di 25 A a 26 °C fino a quando la tensione scende sotto a quella minima necessaria per mantenere il veicolo in funzione.  Ricordiamo inoltre che la costruzione della batteria può variare: la sigla AGM – Absorbent Glass Mat – indica la presenza di uno strato di fibra di vetro utilizzato per avviluppare le piastre in modo da evitare ogni possibilità di cortocircuito causato dalla caduta di materia attiva dalle piastre. La sigla VRLA – Valve Regulated Lead Acid – compete invece alle batterie sigillate a manutenzione zero e quella EFB individua elementi specifici per veicoli con sistema Start & Stop. Quando occorre cambiare la batteria a 12 volt è importante prenderne una con la stessa sigla, ricordando inoltre che potrebbe essere necessario rivolgersi ad un professionista perché a volte la batteria nuova dev’essere ‘registrata’ dalla centralina. Per prendersi cura della batteria, soprattutto se si prevedono lunghi periodi di inattività, la soluzione migliore è collegarla ad un caricatore/mantenitore che in genere riesce anche a ripristinate accumulatori leggermente solfatati.

    Nicodemo Angì

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