10.1 C
Napoli
mercoledì, 24 Aprile 2024
  • Massima sicurezza: servofreno e servofreno a depressione per la tua auto

    Servofreno a depressione

    Chi ha guidato un’auto senza assistenza avrà il ricordo di un legame diretto fra il pedale del freno e la decelerazione al prezzo però di una certa fatica: con il servofreno e servofreno a depressione la frenata sarà potente anche se non si preme con forza sul pedale. Come accade con il servosterzo, il servofreno e servofreno a depressione “aiutano” il guidatore a frenare diminuendo la forza necessaria a mettere in pressione il fluido idraulico.

    Cosa vuol dire il servofreno a depressione e come funziona 

    Il servofreno è un dispositivo ausiliario nei sistemi frenanti dei veicoli che utilizza la forza generata dal motore per aumentare la pressione esercitata dal conducente sul pedale del freno, rendendo così la frenata più efficace e meno faticosa. Il principio di funzionamento si basa sull’uso di una differenza di pressione per moltiplicare la forza applicata dal conducente al pedale del freno.

    Il servofreno a depressione, in particolare, è il tipo più comune di servofreno utilizzato nelle automobili. Funziona sfruttando la depressione (vuoto) creata nel collettore di aspirazione del motore a combustione interna. Questa depressione viene utilizzata per creare una differenza di pressione da un lato all’altro di un diaframma all’interno del servofreno. Quando il conducente preme il pedale del freno, il sistema riduce la pressione su un lato del diaframma utilizzando la depressione del motore, mentre l’altro lato rimane alla pressione atmosferica. Questa differenza di pressione spinge il diaframma e, tramite un sistema di leve, aumenta la forza applicata al cilindro maestro dei freni, migliorando così l’efficacia della frenata senza un aumento proporzionale dello sforzo sul pedale.

    In sostanza, il servofreno a depressione consente di ottenere una frenata più potente e controllata con uno sforzo minore da parte del conducente, contribuendo significativamente alla sicurezza e al comfort di guida.

    Storia e funzionamento del servofreno

    l primi servofreno è stato sviluppato negli anni ’20 del secolo scorso e messo in commercio da Bosch, ma il suo utilizzo diffuso è avvenuto a partire dagli anni ’80. Il pedale del freno è sempre collegato al cilindro principale del circuito frenante ma nel servofreno a depressione il tutto è vincolato a una membrana flessibile che divide in due “camere” un cilindro basso e largo.

    Il funzionamento del servofreno a depressione, in sintesi, è questo: premendo il pedale del freno una delle due camere viene messa in contatto con la depressione presente nel collettore di aspirazione mentre l’altra comunica con l’atmosfera tramite una valvola: la membrana viene spinta con forza dall’aria esterna, moltiplicando quindi l’intensità della pressione applicata al pedale.

    Dato che questa soluzione viene usata nella maggior parte dei veicoli i termini servofreno e servofreno a depressione sono quasi sinonimi ma cominciano a vedersi alcune importanti eccezioni anche nel settore delle automobili.

    I veicoli pesanti hanno infatti da tempo impianti pneumatici azionati dall’aria in pressione prodotta da un compressore ma le automobili cominciano a impiegare servofreni ad azionamento elettroidraulico che non sono quindi servofreni a depressione.

    Nei nuovi corsi organizzati da Xmaster, per esempio, si sono esaminati sistemi innovativi quali il servofreno elettrico usato per esempio dal Gruppo Volkswagen

    Perché scegliere i nostri servofreni: installazione facile e vantaggi

    Ovviamente anche il servofreno può evidenziare anomalie dovute alla normale usura o a un guasto improvviso. Dato che un servofreno o servofreno a depressione malfunzionante può compromettere seriamente la sicurezza alla guida, occorre prestare attenzione ai sintomi che qualcosa non va.

    Uno dei più indicativi è il pedale del freno più difficile da premere del normale.

    Dato che il servofreno a depressione funziona con il vuoto (presente nel collettore di aspirazione dei motori a benzina o creato da una pompa nei motori a gasolio), se la depressione non è quella giusta può accadere che alla prima frenata il funzionamento può risultare quasi normale ma le successive diventano sempre più difficili.

    Anche gli spazi di arresto si allungano dato che la potenza frenante non ha tutta l’assistenza data dal servofreno a depressione. Se il motore zoppica o addirittura si spegne quando si frena la causa può risiedere nel servofreno o servofreno a depressione.

    Se la membrana o il tubo che porta il vuoto al servofreno hanno perdite rilevanti, la depressione può assorbire l’aria che deve entrare nel motore, causandone irregolarità nel funzionamento, perdita di giri e persino lo spegnimento.

    È inoltre possibile che la spia controllo motore si accenda perché alcune automobili sono dotate di un sensore di depressione del servofreno, che rileva e segnala eventuali perdite del vuoto. Una perdita nel servofreno a depressione può tradursi anche una sorta di fischio o in un sibilo, che tende ad aumentare quando si azionano i freni.

    Per fortuna la banca dati di Inforicambi è al fianco dell’automobilista e del riparatore quando si tratta di riparare o sostituire servofreni e servofreni a depressione.

    Il motore di ricerca permette di trovare facilmente il pezzo giusto per il veicolo in questione mentre le qualità dei ricambi rende il montaggio veloce e “a prova di compatibilità” con quel particolare modello.

     

    ARTICOLI CORRELATI

    Ultime notizie