
Le frodi sul contachilometri continuano a rappresentare uno dei principali rischi per chi acquista un’auto usata. Se storicamente il fenomeno ha riguardato soprattutto le vetture diesel, oggi l’evoluzione del mercato sta portando i truffatori a rivolgere la propria attenzione anche alle alimentazioni più moderne, comprese ibride ed elettriche.
L’aumento della diffusione di queste tecnologie nel mercato dell’usato sta infatti ampliando il numero di veicoli potenzialmente esposti alle manipolazioni del chilometraggio, una pratica che può incidere in modo significativo sul valore reale del mezzo e sui costi di manutenzione futuri.
Il diesel resta il bersaglio principale delle frodi sul contachilometri
Nonostante i cambiamenti in atto nel panorama automobilistico, le vetture diesel continuano a rappresentare la quota predominante del mercato dell’usato in Italia. Proprio per questo motivo restano anche le più esposte alle alterazioni del contachilometri.
Le percorrenze generalmente più elevate rendono infatti queste vetture particolarmente interessanti per chi tenta di aumentarne artificialmente il valore commerciale attraverso la riduzione dei chilometri percorsi. Anche le auto a benzina continuano a registrare una presenza significativa di casi sospetti, confermando come il fenomeno interessi ancora in larga parte le alimentazioni tradizionali.
Se i livelli di rischio risultano inferiori rispetto a diesel e benzina, anche le vetture ibride ed elettriche non possono più essere considerate immuni da questo tipo di frode.
La progressiva crescita delle immatricolazioni e la maggiore presenza di questi modelli sul mercato dell’usato stanno infatti creando nuove opportunità per i truffatori. Il dato più interessante riguarda proprio le auto elettriche: i casi rilevati sono ancora limitati, ma quando la manipolazione viene scoperta il numero di chilometri sottratti può risultare particolarmente elevato.
Si tratta di un elemento che dimostra come la tecnologia di alimentazione non rappresenti di per sé una garanzia contro eventuali alterazioni dei dati relativi all’utilizzo del veicolo.
Verificare la storia del veicolo resta fondamentale
Per chi si appresta ad acquistare un’auto usata, il controllo della cronologia del veicolo continua a essere uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di brutte sorprese.
La verifica dei chilometri percorsi, della documentazione relativa alla manutenzione e della storia degli interventi effettuati permette infatti di individuare eventuali incongruenze prima della conclusione dell’acquisto.
L’evoluzione del mercato dell’usato dimostra che le frodi sul contachilometri non riguardano più soltanto le vetture diesel ad alta percorrenza. Con l’aumento della presenza di modelli ibridi ed elettrici, anche le strategie dei truffatori si stanno adattando, rendendo ancora più importante effettuare controlli approfonditi prima di acquistare qualsiasi veicolo di seconda mano.




