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Batteria auto: quello che devi sapere sul cuore delle automobili

Batteria auto: quello che devi sapere sul cuore delle automobiliSpesso la consideriamo scontata ma la batteria auto è vitale per tutti i veicoli.

 Compresi quelli elettrici che anzi potrebbero averne più d’una. Guido Scanagatta di Exide ci ha infatti detto che i servizi, a volte importanti come gli ADAS, hanno comunque bisogno di una fonte di energia a 12 volt. Per fornire questa energia ai veicoli stradali, ad oggi, si usa praticamente sempre la tecnologia al piombo, collaudata, affidabile ed economica. Queste batterie auto immagazzinano l’energia elettrica grazie ad una reazione chimica che coinvolge un elettrolita a base di acido solforico. In esso sono immerse le piastre positive, composte da ossido di Piombo, PbO2,e quelle negative di Piombo puro. Ma cosa accade durante la carica delle batterie auto? La scarica trasforma il materiale delle le piastre in solfato di Piombo -PbSO4 - e la reazione chimica si interrompe: la batteria auto è scarica. Per caricare la batteria auto si applica una tensione di circa 14,4 volt ai morsetti e questo ricostituisce gli elementi attivi delle piastre.

 

Misurare la carica delle batterie auto

Il solfato di piombo delle piastre positive, collegate al polo positivo, si ritrasforma in ossido di Piombo mentre il solfato delle negative ritorna Piombo metallico. L’energia elettrica impiegata per caricare le batterie si trasforma in energia chimica, immagazzinata nel sistema acido solforico + Piombo + ossido di Piombo. La scarica converte l’energia chimica accumulata in energia elettrica, reimmettendo gli atomi di Zolfo nell’acido solforico. Man mano che la batteria si scarica, infatti, l’elettrolita diminuisce il suo peso specifico perché l’acido perde concentrazione. Questo accade perché lo Zolfo si fissa nelle piastre come solfato e uno dei metodi per conoscere lo stato di carica è proprio misurare il peso specifico dell’elettrolita. Il metodo non è applicabile alle batterie con l’elettrolita in gel ma i tester evoluti, che misurano la tensione applicando un carico, danno un valore affidabile.

 

Batteria auto: quello che devi sapere sul cuore delle automobiliLa durata della batteria auto

La durata delle batterie auto dipende da vari fattori: l’uso che si fa del veicolo, le condizioni meteorologiche e delle strade, il buono stato del circuito di ricarica e dei cavi conduttori, la presenza di assorbimenti anche a motore spento e, ovviamente, la qualità della batteria stessa. I sistemi Start and Stop sollecitano molto le batterie – la corrente di avviamento è intensa – e sono state quindi sviluppate batterie specifiche. Le AGM e le EFB sono infatti concepite per questo impiego ma ne esistono di adatte ai climi estremi o a mezzi soggetti a molte vibrazioni. Nel funzionamento normale è l’alternatore a sobbarcarsi il carico degli utilizzatori di bordo, con la batteria a contribuire solo in situazioni particolari. La sua presenza è una sorta di backup della batteria (se il motore gira le utenze sono alimentate) e quindi le auto elettriche, che ne sono prive, hanno 2 o più batterie al piombo.

 

I segreti della ricarica batteria auto

A motore spento accade il contrario ed è la batteria a sostenere tutti i carichi: una situazione critica sono avviamenti frequenti intervallati a tragitti brevi. Si rischia così che l’alternatore non riesca a ricaricarla completamente dopo gli ‘sforzi’ degli avviamenti e la sua tensione a vuoto scenda sotto i 12,5 volt. Valori così bassi sono l’anticamera della solfatazione, ossia la presenza di solfato di Piombo che non riesce a riconvertirsi durante la ricarica. Questo diminuisce la capacità della batteria ma, agendo tempestivamente la solfatazione è ‘curabile’ applicando una ricarica a tensione un po’ più elevata, circa 16 volt. Il riposo della pandemia ha scaricato pericolosamente molte batterie, specialmente nelle auto con dispersioni nell’impianto elettrico e/o con circuiti alimentati anche a motore spento. In caso di fermo prolungato è consigliabile il mantenitore, ossia un caricabatteria intelligente che eventualmente applica la desolfatazione.

 

Recuperiamo la batteria auto scarica

Una volta compiuta questa operazione il mantenitore carica la batteria auto lentamente e la mantiene indefinitamente carica con una corrente molto piccola, che evita l’autoscarica. La ricarica rapida – ossia con correnti maggiori del 10% della capacità nominale - è in generale da evitare, soprattutto con caricabatterie poco evoluti. Le batterie al Litio, ormai presenti anche in citycar quali le Fiat 500 e Panda, hanno una bassa autoscarica e necessitano quindi di meno attenzioni rispetto agli elementi al piombo.

Nicodemo Angì

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