das europe
8 C
Napoli
mercoledì, 14 Gennaio 2026

Diesel più caro d’Europa: in Italia quasi il 60% del prezzo è fatto di tasse

Manutenzione auto diesel: quanto costa e cosa fare?

Fare rifornimento di diesel in Italia è sempre più oneroso e i numeri lo confermano. Dopo il riallineamento delle accise carburanti scattato il primo gennaio, il nostro Paese si ritrova ancora una volta in cima alla classifica europea per peso fiscale sul gasolio. Un primato poco invidiabile che grava direttamente sulle tasche degli automobilisti.

Secondo i dati aggiornati della Commissione Europea, oggi in Italia il prezzo medio del diesel è pari a 1,644 euro al litro. Di questi, ben 0,969 euro finiscono in accise e IVA, vale a dire il 59% del costo totale alla pompa. In pratica, per ogni pieno più della metà del denaro versato non va al carburante, ma al fisco.

Un dato che colloca l’Italia al primo posto in Europa per incidenza fiscale sul diesel, superando Paesi storicamente noti per una tassazione elevata sui carburanti. Paradossalmente, se si escludessero le imposte, il prezzo “puro” del diesel italiano sarebbe il terzo più basso del continente. Un segnale chiaro di come siano proprio le politiche fiscali a far lievitare il conto finale.

Quanto pesano accise e imposte sul diesel in Europa

Guardando al confronto europeo, subito dietro l’Italia si trova la Slovenia, dove accise e tasse incidono per il 57% sul prezzo del gasolio. Seguono Belgio, Francia e Irlanda con il 55%, mentre in Germania la quota fiscale arriva al 54%.

Nella parte bassa della classifica si collocano invece Paesi come Spagna e Svezia, dove la componente fiscale pesa “solo” per il 45% del prezzo finale. Ancora più virtuosi risultano Estonia e Bulgaria, che si fermano rispettivamente al 44% e al 43%.

Ma il vero impatto si misura sul portafoglio. Secondo le simulazioni, per percorrere 10.000 km con un’auto diesel un automobilista italiano spende circa 533 euro solo in accise e IVA. In Germania il costo scende a 494 euro, in Francia a 480. Ancora meglio va a chi guida in Svezia (364 euro) o in Spagna (341 euro), con un risparmio fino al 36% rispetto all’Italia.

Il riallineamento delle accise ha portato anche a una riduzione di 4,05 centesimi sul prezzo della benzina. Una buona notizia solo in apparenza, perché nel nostro Paese il consumo di diesel resta nettamente superiore. Il risultato? Un impatto complessivo stimato in oltre 550 milioni di euro a carico degli automobilisti.

Per la benzina, il prezzo medio è oggi di 1,654 euro al litro, di cui 0,971 euro rappresentano accise e imposte, pari ancora una volta al 59% del totale. In questo caso l’Italia scende al settimo posto in Europa in valori assoluti, ma resta tra i Paesi con la tassazione più pesante.

Il quadro che emerge è chiaro: mentre il costo industriale del carburante resta competitivo, la pressione fiscale continua a penalizzare chi si muove ogni giorno per lavoro o necessità. Un tema che torna ciclicamente al centro del dibattito politico, ma che per ora non sembra destinato a cambiare rotta.

ARTICOLI CORRELATI

Ultime notizie

Privacy Policy Cookie Policy