
In un’epoca dominata da elettrificazione e motorizzazioni ibride, trovare un nuovo motore a combustione interna capace di sorprendere non è affatto scontato. Eppure Stellantis sembra aver sviluppato un propulsore destinato a far parlare di sé: il nuovo Hurricane 4, un quattro cilindri turbo da 2.0 litri capace di raggiungere 325 CV. Numeri che, sulla carta, potrebbero sembrare quelli di molti motori sportivi moderni, ma che in realtà nascondono una tecnologia avanzata pensata per combinare prestazioni ed efficienza.
Il segreto dell’Hurricane 4 risiede soprattutto nel sistema di combustione Turbulent Jet Ignition (TJI), una soluzione che utilizza una pre-camera di combustione per migliorare l’efficienza energetica del motore. Si tratta di una tecnologia ispirata a sistemi utilizzati anche nel mondo delle competizioni e in motori ad alte prestazioni.
Tecnologia da pista in un quattro cilindri
Nel sistema TJI ogni cilindro è dotato di due candele: una nella pre-camera, che avvia il processo di combustione, e una nella camera principale. Questa configurazione consente una combustione più rapida e uniforme della miscela aria-carburante, migliorando sia la potenza sia l’efficienza.
A supporto di questo sistema, il motore utilizza una combinazione di iniezione diretta e indiretta, permettendo una gestione più precisa della miscela nei diversi regimi di funzionamento. Il risultato è un equilibrio tra prestazioni elevate e consumi relativamente contenuti.
Secondo le stime EPA, installato su un SUV come la Jeep Grand Cherokee, il motore può raggiungere circa 27 mpg in autostrada, pari a circa 8,7 l/100 km, un valore significativo considerando dimensioni e peso del veicolo.
Un altro elemento distintivo è il turbocompressore a geometria variabile, soluzione ancora poco diffusa nei motori a benzina. Grazie a una girante compressore da 55 mm e una turbina da 50 mm, il sistema gestisce in modo più efficiente i gas di scarico, migliorando la risposta ai bassi regimi e riducendo il turbo lag.
Il motore integra inoltre un fasatore elettrico sulle camme di aspirazione, che consente di regolare la fasatura anche a motore spento. Questa soluzione migliora la fluidità delle riaccensioni nei sistemi start/stop e contribuisce a ottimizzare la combustione attraverso l’utilizzo del ciclo Miller.
Dal punto di vista costruttivo, il basamento in alluminio mostra una struttura robusta con nervature e gonne profonde che garantiscono rigidità senza penalizzare il peso. Il sistema di raffreddamento utilizza invece un intercooler acqua-aria, pensato per mantenere prestazioni costanti anche sotto carichi elevati.
Su strada, l’Hurricane 4 si distingue per un’erogazione progressiva e una risposta immediata dell’acceleratore. La coppia disponibile ai medi regimi permette a veicoli di grandi dimensioni come la Grand Cherokee di muoversi con sorprendente agilità.
Il nuovo quattro cilindri Stellantis rappresenta quindi molto più di un semplice aggiornamento tecnico. In un momento storico in cui l’attenzione dell’industria è rivolta soprattutto all’elettrificazione, questo motore dimostra come l’evoluzione dei propulsori termici possa ancora offrire soluzioni innovative e prestazioni di alto livello.





