
Belvidere non sarà semplicemente una fabbrica che riapre i cancelli. Per Stellantis potrebbe diventare il luogo in cui prende forma una parte importante della sua prossima generazione automobilistica americana.
Il gruppo ha infatti portato a oltre 800 milioni di dollari l’investimento destinato allo stabilimento dell’Illinois, fermo dal febbraio 2023 dopo la fine della produzione della Jeep Cherokee, e ha scelto proprio la futura generazione del SUV come primo modello statunitense costruito sulla nuova piattaforma STLA One.
Il calendario, però, racconta una ripartenza meno immediata rispetto ai programmi iniziali: i primi esemplari pilota della nuova Cherokee dovrebbero uscire dalle linee nella prima metà del 2028, mentre la produzione destinata al mercato è attesa nella seconda metà del 2029.
Nel frattempo Stellantis ha già investito più di 60 milioni di dollari per valutare e aggiornare gli impianti di stampaggio, carrozzeria, verniciatura e assemblaggio finale, preparando Belvidere a una trasformazione industriale molto più profonda di una semplice riattivazione.
La vera notizia, infatti, non è soltanto il ritorno della Cherokee in Illinois, ma ciò che ci sarà sotto la carrozzeria.
La nuova Jeep Cherokee passerà alla piattaforma STLA One
La generazione attuale della Jeep Cherokee, introdotta per il model year 2026 e prodotta in Messico, utilizza la piattaforma STLA Large; la futura Cherokee destinata a Belvidere passerà invece alla STLA One, architettura presentata da Stellantis nel maggio 2026 e concepita per riunire in un’unica famiglia modulare cinque piattaforme differenti.
L’obiettivo è ambizioso: coprire i segmenti B, C e D, adattarsi a diverse tipologie di motorizzazione e arrivare a sostenere più di 30 modelli a livello globale entro il 2035.
Per Stellantis la STLA One non è dunque una semplice base tecnica, ma uno degli strumenti centrali del piano FaSTLAne 2030: meno architetture differenti, maggiore condivisione dei componenti, tempi di sviluppo più rapidi e soprattutto una riduzione della complessità industriale.
Il gruppo punta a ottenere un’efficienza sui costi nell’ordine del 20% e, entro il 2030, a concentrare il 50% dei propri volumi globali su tre piattaforme, con un riutilizzo dei componenti che può arrivare al 70%.
STLA One tra motori termici, ibridi ed elettrici
La flessibilità sarà uno dei punti chiave. STLA One è stata progettata per accogliere differenti sistemi di propulsione, dalle motorizzazioni endotermiche alle soluzioni ibride fino all’elettrico, senza imporre a ogni modello una piattaforma completamente diversa.
Per le versioni a batteria sono previste anche soluzioni con celle LFP, tecnologia cell-to-body e architettura elettrica a 800 volt, mentre sul fronte digitale entreranno in gioco STLA Brain, STLA SmartCockpit e la tecnologia steer-by-wire.
Ed è proprio questo a rendere interessante la scelta di Belvidere: lo stabilimento dell’Illinois diventerà il primo impianto americano a produrre un veicolo basato sulla STLA One, trasformandosi di fatto in una sorta di banco di prova industriale per la nuova strategia di Stellantis negli Stati Uniti.
La società aveva inizialmente previsto la produzione a Belvidere di Cherokee e Compass, ma il nuovo aggiornamento conferma per ora soltanto la Cherokee; resta comunque previsto almeno un secondo modello basato sulla STLA One, il cui nome non è stato ancora comunicato.
Il significato del progetto va quindi ben oltre il destino di un singolo SUV.
Belvidere era diventata il simbolo delle difficoltà del gruppo nel mercato nordamericano dopo lo stop del 2023, quando circa 1.200 lavoratori furono lasciati senza una prospettiva produttiva immediata; oggi la fabbrica torna invece al centro della strategia industriale americana di Stellantis.
Jeep Cherokee e STLA One, una scommessa che va oltre il SUV
Il percorso sarà ancora lungo, ma la direzione è molto più chiara: quando la nuova Cherokee entrerà davvero in produzione, non rappresenterà soltanto il ritorno di un nome storico sulle linee dell’Illinois, bensì il debutto americano di una piattaforma destinata, nelle intenzioni di Stellantis, a diventare una delle colonne portanti della propria gamma mondiale.
E se STLA One riuscirà davvero a mantenere le promesse di flessibilità, riduzione dei costi e capacità multi-energia, Belvidere potrebbe passare in pochi anni da fabbrica simbolo della crisi a uno dei luoghi più importanti della rinascita industriale di Stellantis negli Stati Uniti.




