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lunedì, 22 Aprile 2024
  • Covid-19: l’automotive prova a ripartire

    autoProve di ripartenza per l’automotive.

    I dati delle vendite di marzo sono catastrofici e aprile sarà probabilmente peggiore ma l’automotive prova a ripartire. La pandemia da coronavirus lascerà ferite profonde ma crediamo che l’intero settore si riprenderà e anche l’aftermarket, secondo GiPA, potrebbe vedere una ripartenza a settembre. Ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’ e forse scopriremo un nuovo modo di lavorare, usando di più, ad esempio, lo smart working. Questa modalità ha ovviamente i suoi pro e contro ma offre nuove, interessanti possibilità. In ogni caso il centro vitale del settore è la produzione e diamo quindi uno sguardo alle iniziative messe in atto per ripartire. Partiamo da Hyundai e Kia, i vivaci marchi coreani ‘fratelli’: un portavoce della prima ha comunicato la riapertura per il 20 aprile dell’impianto di Nosovice in Repubblica Ceca.

    Voglia di ripartire, in sicurezza

    automotiveIl lavoro si volgerà su 2 turni, in un sito – l’unico europeo di Hyundai – che produce la i30, la Tucson e la Kona elettrica, in modo da poter sanificare le linee fra un turno e l’altro. Il sito di Hyundai è il primo ad aver riaperto nella Repubblica Ceca: la joint venture TPCA, fra Toyota e PSA, aprirà non prima del 4 maggio mentre Skoda farà lo stesso il 27 aprile. La Casa ha inoltre riaperto a Izmit, in Turchia, con una settimana di ritardo anche per allestire le linee della nuova i20. La data del 4 maggio vale anche per i siti Toyota in Turchia e UK. Kia, dal canto suo, ha riaperto parzialmente il suo impianto slovacco di Zilina, dedicato a Ceed e Sportage mentre l’impianto Jaguar Land Rover di Nitra è ancora chiuso.

    Impianti a scacchiera

    La fabbrica PSA di Trnava potrebbe invece riaprire lunedi 17 aprile. Parlando dell’Ungheria possiamo dire che Suzuki dovrebbe riaprire a Esztergom, anche se con un solo turno, il 27 aprile. Approdiamo nel Regno Unito, con Aston Martin che ha prolungato fino al 27 aprile la chiusura dei suoi impianti in UK, a Gaydon e St Athan. Rimanendo in Gran Bretagna riportiamo che Honda riaprirà il suo impianto di Swindon in base alle indicazioni del Governo inglese. Nissan dovrebbe riaprire lo stabilimento di Sunderland il 27 Aprile mentre non si ha una data per la riapertura degli impianti inglesi di Wauxhall così come per quelli che producono Peugeot, DS e Citroen. Stessa indeterminazione anche per i siti produttivi Opel tedeschi e polacchi. Da Bloomberg arriva invece la notizia che Renault ha riaperto parzialmente i suoi impianti in Portogallo e Russia mentre non si ha ancora una data per gli stabilimenti francesi.

    Situazione variegata

    Dacia ha già riaperto gli impianti rumeni di stampaggio e produzione di componenti mentre la altre attività, compreso l’assemblaggio, dovrebbero riattivarsi il 4 maggio. Ford ha annunciato che la riapertura della maggior parte dei suoi impianti europei è stata rimandata fino al 4 maggio, a meno di imprevisti. La galassia Volkswagen si muove in ordine sparso, con  Seat che dovrebbe riaprire la produzione il 27 aprile, come la già citata Skoda. Audi ha già riaperto il sito di Gyor (Ungheria), che produce motori, e quelli di Neckarsulm e Bruxelles mentre Ingolstadt sarà riattivato il 27 aprile. Bentley ha esteso la chiusura di Crewe fino all’11 maggio mentre non si sa quando Bugatti riaprirà il sito francese di Molsheim. Porsche terrà chiusi, per mancanza di componenti, gli stabilimenti di Stoccarda-Zuffenhausen e Leipzig fino al 27 aprile mentre VW ha già riaperto a Zwickau e Bratislava.

    L’Italia che riparte

    ItaliaIn casa FCA la situazione è parimenti articolata, con gli stabilimenti italiani che riprenderanno l’attività il 4 maggio, seguendo le indicazioni governative. Il sito polacco di Tychy sarà chiuso fino al 24 aprile mentre Kragujevac, in Serbia, ha già riaperto come Tofas. In Turchia. Anche la produzione Ferrari, basata a Maranello e Modena, sarà ferma fino al 3 maggio.  Il 4 maggio (ci sarà un legame con l’Italia?) dovrebbero riaprire anche i siti di BMW di Monaco, Dingolfing, Regensburg e Leipzig così come gli stabilimenti inglesi di Mini e Rolls-Royce Volvo ha già riaperto i siti svedesi di Olofstrom (parzialmente), Torslanda e Skovde e quello belga di Ghent mentre quello USA in North Carolina dovrebbe riprendere l’11 maggio. Il Gruppo Daimler ha già riaperto gli impianti che producono i motori mentre Sindelfingen e Brema dovrebbero riaprire il 28 aprile. L’impianto francese di Hambach ha già riaperto mentre quello ungherese di Kecskemet lo seguirà in questi giorni. La GLC, costruita da Valmet in Finlandia, sarà di nuovo in produzione dal 5 maggio.

     

    Nicodemo Angì

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