Ricambi auto

Aftermarket e smart working: matrimonio possibile?

smart workingE’ un matrimonio possibile quello tra lo smart working e l’aftermarkert nazionale?

Com’è la situazione dell’aftermarket dopo più di un mese di lockdown? Inforicambi ha registrato le opinioni di molti esperti e ha tastato il polso degli addetti ai lavori grazie ai social network. Possiamo citare la voglia di continuare emersa in un duplice sondaggio sul gruppo Aftermarket News di Facebook. Abbiamo sentito anche i ricambisti, che hanno raccontato come salvarsi dalla bufera, e consultato i gommisti per sapere come vivono la quarantena. In questi giorni abbiamo lanciato un altro sondaggio, centrato sul lavoro a distanza. Abbiamo infatti proposto alle community di Facebook “Aftermarket News” ed “I Ricambisti” 5 opzioni. Riguardo lo smartworking si chiedeva di scegliere fra queste opzioni:1) è utile; 2) da utilizzare anche dopo la crisi; 3) è inutile; 4) fa bene il governo a incentivarlo e 5) la vostra azienda lo sta utilizzando.

Le risposte si sono essenzialmente polarizzate sull’opzione 1 e 2 che hanno raccolto la più alta quota di adesioni.

lavoro agileRemoto e ‘intelligente’

Quindi non solo si giudica utile il lavoro da remoto ma si pensa che questa modalità potrà servire anche dopo che la tempesta sarà passata. Il ricambista, per esempio, potrà diminuire le spese vive del tenere aperto il negozio operando anche parzialmente da casa o dal suo studio. Dovrà però salvare il suo importante ruolo consulenziale, a volte più efficace ‘di presenza’, come testimoniato da alcuni feed avuti dal nostro questionario. Lo smartworking è poi particolarmente efficace in unione con l’E-Commerce che di ‘fisico’ ha pochi anelli della catena, ad esempio la preparazione del pacco e la spedizione. Mentre scriviamo i media danno notizia delle prime, timide riaperture di alcuni settori: chi opera nell’aftermarket deve però ricordare che il mondo dei trasporti, per esempio, non si è mai fermato.

camionCamion e nonnette

Ricambi e consumabili truck hanno quindi continuato a ‘girare’ ma GiPA  prevede inoltre un aumento dell’età media delle auto private. Si pronostica un calo delle immatricolazioni – l’incertezza fa rinviare/annullare le spese importanti – e quindi l’allungamento del periodo d’utilizzo di veicoli di un parco già abbastanza anziano. Più ricambi e più manutenzione, quindi, che potrebbero aiutare l’aftermarket ad uscire dalla crisi. Ricordiamo che un periodo di difficoltà e la conseguente riduzione del tempo di lavoro può essere un’occasione per riflettere e pianificare il futuro. Pensiamo all’opportunità di aderire ad un network, cosa che può stabilizzare il business, e creare o rinsaldare rapporti con i colleghi.

 

lavorare da casaI resilienti: a casa ma non addormentati

L’Istituto Nomisma ha fatto un sondaggio sulla vita degli italiani al tempo della quarantena. C’è chi ha iniziato a stirare o a cucinare e molti stanno lavorando in smartworking. Il 56 % di questi ultimi ha dichiarato che vorrebbe continuare a lavorare da casa ma con tempi ridotti, qualche giorno al mese. Questa modalità ha quindi un’aura di positività ma il confronto con i colleghi rimane importante. L’indagine ha poi evidenziato che il 28% di chi sta a casa sta frequentando corsi di formazione e webinar. Un esempio da imitare, anche perché ‘prima’ si era già in una fase di transizione profonda di tutto l’automotive, un fenomeno sicuramente rallentato dall’emergenza ma non bloccato. Apprendiamo poi che l’85% ha fatto ricorso a chat e videochat per rimanere in contatto mentre il 56% continuerà ad usare questi mezzi di comunicazione. Prendiamo esempio dai cittadini e chiamiamo ‘smartworking’ anche il collegarsi con i colleghi aftermarket per scambiarsi opinioni, progetti e, perché no, tenersi compagnia: il morale alto è una componente  importante del business!

Nicodemo Angì

 

Commenta