Ricambi auto

Furto e ricettazione di ricambi FCA: 5 indagati a Torino

​5 indagati per furto e ricettazione di ricambi FCA5 indagati per furto e ricettazione di ricambi FCA.

Diamo conto di altri reati che coinvolgono le parti dei veicoli: rivelato un eclatante caso di furto e ricettazione di ricambi FCA. Gli indagati avevano creato un’organizzazione dedita al furto ed alla ricettazione di ricambi e componenti da immettere in un mercato parallelo, localizzato per lo più all’estero. L’indagine ha origine quasi per caso nel gennaio del 2020 (lo stesso mese dei ricambi rubati rinvenuti in Puglia) ad opera della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino. Durante un’altra attività investigativa emergeva il furto di una grande quantità di ricambi per mezzi pesanti CNH Industrial, pronti per essere spediti ad un rivenditore che li voleva indirizzare sul mercato nero. Partiva così l’investigazione che ha condotto alla scoperta questo caso di furto e ricettazione di ricambi FCA.

 

Dipendenti infedeli dietro il furto e ricettazione di ricambi FCA

Gli agenti della Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Torino avviavano così un’investigazione dedicata, impiegando anche intercettazioni telefoniche e GPS per controllare gli spostamenti di alcune persone sospettate. Nel mese di luglio e dicembre 2020 si arrivava così ad altri 2 sequestri di ricambi Maserati, di provenienza illecita e pronti per la spedizione in Inghilterra. La Polizia concentrava quindi le indagini su due dipendenti di FCA Italy in servizio presso il magazzino dei componenti dello stabilimento di Mirafiori. I 2 magazzinieri riuscivano a sottrarre parte dei pezzi di primo equipaggiamento delle Ghibli e Levante, facendoli uscire dallo stabilimento per alimentare un mercato parallelo. Questo furto e ricettazione di ricambi FCA avveniva grazie anche alla complicità di un vettore che accedeva allo stabilimento per consegnare il materiale.

 

Complici di furto e ricettazione di ricambi FCA

Le indagini hanno poi portato all’identificazione di altre 2 persone che vendevano il materiale a ricettatori in Italia e, soprattutto, all’estero. Questo risultato è stato ottenuto anche grazie alla fattiva collaborazione di FCA Italy. Le indagini hanno portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 5 persone, ritenute responsabili di furto e ricettazione di ricambi FCA per un valore commerciale di circa 350.000 euro. Il GIP ha così disposto gli arresti domiciliari per 2 persone e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per le altre 3. Le perquisizioni permettevano di porre sotto sequestro ricambi auto e diverse scatole vuote, che contenevano i ricambi nuovi. I supporti informatici sequestrati - telefoni cellulari e computer – contenevano poi molte fotografie dei pezzi di ricambio e dei loro imballaggi, destinate a creare un ‘catalogo’.

 

Il furto e ricettazione di ricambi FCA danneggia l’economia e l’ambiente

I ricambi rubati sono deleteri su tutti i fronti: sicurezza, lavoro degli operatori onesti e impatto ambientale. Il furto e ricettazione di ricambi FCA è non solo illecita e danneggia l’Azienda ma inficia la sicurezza dei veicoli. Sono ricambi originali – e quindi non si tratta di falsi, che aziende come NSK combattono in tutti i modi – ma non possono arrivare a officine autorizzate o agli operatori del circuito legale. Officine e ricambisti che trattano questi pezzi non possono garantirne la tracciabilità né il montaggio con procedure codificate. Si arriva quindi all’insorgenza di rischi non calcolabili e errori che potrebbero persino portare a incidenti stradali. Si ha anche un danneggiamento degli operatori ufficiali, già duramente colpiti da un 2020 da cancellare, perché questi particolari, essendo a costo quasi zero, offrono margini irraggiungibili da chi opera legalmente. Il furto e ricettazione di ricambi FCA li rende poi non tracciabili e quindi non smaltibili in maniera certificata, con danni anche ambientali.

 

Nicodemo Angì

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