
Quando il riscaldamento dell’abitacolo fatica a entrare in funzione o soffia aria tiepida anche dopo diversi chilometri, il problema non va mai sottovalutato. Oltre al disagio per il conducente, una scarsa capacità di riscaldamento influisce sulla sicurezza, perché rende più difficile disappannare i vetri nelle giornate fredde e umide.
Il primo controllo da effettuare riguarda il livello del liquido refrigerante. Se è basso, il radiatore della stufa non riceve abbastanza liquido caldo per scaldare l’aria. In questi casi il problema è spesso legato a piccole perdite, manicotti induriti o fascette allentate. Ripristinare il livello senza individuare la perdita è solo una soluzione temporanea.
Subito dopo va verificato il termostato. Se resta bloccato in posizione aperta, il motore impiega molto tempo a raggiungere la temperatura di esercizio. Di conseguenza, anche il liquido che arriva al radiatore abitacolo resta troppo freddo per garantire un riscaldamento efficace. È uno dei guasti più comuni in inverno.
Un’altra causa frequente è il radiatore della stufa parzialmente ostruito. Con il tempo si accumulano residui, ruggine o depositi che riducono il passaggio del liquido caldo. Il risultato è aria tiepida anche con motore in temperatura. In questi casi può essere necessario un lavaggio del circuito o la sostituzione del radiatore abitacolo.
Sulle auto dotate di valvole di regolazione del flusso, queste possono bloccarsi in posizione chiusa o semiaperta. Se non permettono il corretto passaggio del liquido verso il radiatore interno, il riscaldamento diventa inefficace.
Non va dimenticato il lato elettronico. Sulle vetture moderne, motorini passo-passo e attuatori gestiscono le paratie che indirizzano l’aria verso le bocchette. Se uno di questi componenti si guasta, l’aria calda può non arrivare correttamente nell’abitacolo anche se il circuito di raffreddamento è in ordine.
Liquido, valvole e attuatori: i controlli decisivi
Un’altra causa sottovalutata è la presenza di aria nel circuito di raffreddamento. Se l’impianto non è stato spurgato correttamente dopo un intervento, le bolle d’aria impediscono la circolazione del liquido caldo verso il radiatore abitacolo. Il sintomo tipico è un riscaldamento che funziona in modo intermittente.
Sulle auto più recenti, anche il climatizzatore automatico può influire. Sensori di temperatura interna ed esterna inviano dati alla centralina che gestisce il mix tra aria calda e fredda. Se uno di questi sensori è difettoso, il sistema può limitare la produzione di aria calda in modo errato.
Dal punto di vista dell’aftermarket, il riscaldamento abitacolo debole è spesso collegato a una manutenzione trascurata: liquido mai sostituito, circuito sporco, filtri abitacolo intasati. Tutti fattori che, sommati, riducono l’efficienza del sistema.
Per l’officina, la chiave è una diagnosi metodica:
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controllo livello e qualità del liquido
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verifica termostato
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temperatura dei tubi del radiatore stufa
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test attuatori e sensori
Solo seguendo questi passaggi è possibile individuare il componente realmente difettoso, evitando sostituzioni inutili.
Quando il riscaldamento dell’auto scalda poco, il problema non è quasi mai banale. Ma una diagnosi corretta permette di ripristinare rapidamente comfort e sicurezza, due aspetti fondamentali nella guida invernale.






