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giovedì, 24 Settembre 2026

Bosch cresce nel primo semestre 2026, ma cala la redditività

Bosch

Bosch archivia il primo semestre 2026 con ricavi in crescita, ma in uno scenario industriale che rimane complesso, soprattutto nel settore automotive. Il fatturato del Gruppo raggiunge 46,4 miliardi di euro, contro i 44,8 miliardi dello stesso periodo del 2025, segnando un incremento del 3,6%. Circa 2 miliardi della crescita derivano dal business HVAC acquisito da Johnson Controls e Hitachi.

La redditività Bosch si muove invece nella direzione opposta. L’EBIT operativo si attesta a 2,2 miliardi di euro, rispetto ai 2,3 miliardi dell’anno precedente, mentre il margine EBIT operativo scende dal 5,1 al 4,6%.

Nonostante il quadro economico e geopolitico incerto, Bosch mantiene le previsioni per l’intero esercizio 2026.

Bosch conferma le previsioni per il 2026

Per l’intero anno il Gruppo continua a prevedere una crescita del fatturato compresa tra il 2 e il 5% e un margine EBIT operativo tra il 4 e il 6%.

Sul fronte della liquidità, l’obiettivo è chiudere l’esercizio con un free cash flow positivo pari ad almeno l’1% del fatturato.

La seconda parte dell’anno sarà caratterizzata da un’ulteriore attenzione alla competitività. Bosch intende proseguire gli adeguamenti strutturali già avviati e le misure di contenimento dei costi, con l’obiettivo dichiarato di continuare a investire nelle tecnologie emergenti e nelle nuove opportunità di crescita.

Automotive, Bosch prevede ancora un mercato difficile

Le prospettive rimangono particolarmente complesse per il settore automotive, strategico per il Gruppo.

Bosch prevede che nel 2026 la produzione mondiale di automobili e veicoli commerciali leggeri diminuirà nuovamente, mentre per i veicoli commerciali pesanti è attesa una lieve crescita.

L’azienda indica inoltre tra le criticità la forte pressione competitiva e il rinvio delle decisioni di investimento in diversi mercati.

Bosch Mobility a 27,8 miliardi di euro

Nel primo semestre il settore Bosch Mobility ha realizzato un fatturato di 27,8 miliardi di euro, in diminuzione dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Al netto degli effetti valutari, il dato corrisponde invece a una crescita del 2,3%.

Sul risultato hanno pesato la stagnazione della produzione automobilistica e alcuni effetti straordinari. Tra questi figurano svalutazioni di impianti produttivi per complessivi 270 milioni di euro.

Bosch collega queste svalutazioni anche a una diffusione della mobilità elettrica a livello mondiale più lenta rispetto alle aspettative.

Il margine EBIT operativo di Mobility è così sceso al 4,7%, rispetto al 5,8% registrato nel primo semestre dello scorso anno.

Andamento differente per Industrial Technology, che beneficia del miglioramento degli ordini e porta il fatturato a 3,4 miliardi di euro, con una crescita del 6,8%.

Escludendo gli effetti valutari, l’incremento raggiunge il 9,2%. Il margine EBIT operativo si riduce però dal 4,5 al 2,5%.

Il settore Consumer Goods registra invece ricavi per 9,6 miliardi di euro, in calo del 2,9%. A cambi costanti il fatturato rimane invariato, mentre il margine EBIT operativo passa dal 5,1 al 4,4%. Bosch indica tra i fattori che hanno condizionato il business la crescente concorrenza dei fornitori cinesi.

La crescita più marcata arriva da Energy and Building Technology, dove il fatturato aumenta del 45,9% raggiungendo 5,4 miliardi di euro.

A incidere è soprattutto l’acquisizione nel settore Home Comfort, responsabile di circa 2 miliardi di euro di ricavi. La cessione di una parte significativa delle attività di prodotto di Building Technologies ha invece ridotto il fatturato di circa 450 milioni.

Al netto degli effetti valutari, la crescita del settore raggiunge il 52%, mentre il margine EBIT operativo sale allo 7,3%, contro lo 0,8% del primo semestre 2025.

Il fatturato aumenta in tutte le principali aree geografiche, nonostante l’effetto negativo dei cambi.

In Europa Bosch registra 22,4 miliardi di euro, in crescita dell’1,4%, che diventa il 2,2% al netto degli effetti valutari.

Nelle Americhe i ricavi raggiungono 9,4 miliardi, con un incremento del 5,7%, mentre a cambi costanti la crescita sale al 12,2%.

L’Asia-Pacifico mette a segno un +5,9% a 14,6 miliardi di euro, corrispondente a +10,4% senza considerare gli effetti valutari. Anche in queste ultime due regioni l’acquisizione nel business Home Comfort ha contribuito alla crescita.

L’organico Bosch scende di oltre 6.500 unità

Alla fine di giugno 2026 il Gruppo Bosch conta 406.225 collaboratori, 6.549 in meno rispetto ai 412.774 registrati alla fine del 2025.

La riduzione riguarda tutti i settori, con un impatto particolarmente significativo su Mobility, ed è più marcata in Europa.

In Germania l’organico passa da 122.968 a 118.932 persone, con una diminuzione di 4.036 collaboratori nel corso dei primi sei mesi dell’anno.

Nel primo semestre Bosch ha effettuato investimenti per 1,2 miliardi di euro, rispetto agli 1,7 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il rapporto tra investimenti e fatturato passa così dal 3,8 al 2,5%.

Le spese in ricerca e sviluppo rappresentano invece l’8% del fatturato, rispetto all’8,7% dell’anno precedente.

La liquidità scende da 11,2 a 9 miliardi di euro, mentre il rapporto di capitale proprio rimane sostanzialmente stabile al 41,3%.

Al 30 giugno il free cash flow è negativo per 969 milioni di euro, ma registra un netto miglioramento rispetto ai -2,7 miliardi del primo semestre 2025. Per la chiusura dell’esercizio Bosch continua a prevedere un valore positivo pari ad almeno l’1% del fatturato.

Il quadro dei primi sei mesi mostra quindi un Gruppo che cresce nei ricavi ma deve confrontarsi con una redditività sotto pressione. Per Mobility, in particolare, il rallentamento dell’elettrificazione e la debolezza della produzione automobilistica diventano due dei fattori centrali da gestire nella seconda parte del 2026.

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