
La Nissan Pixo torna dopo oltre un decennio, ma questa volta cambia completamente pelle: niente motori termici, niente compromessi da vecchia citycar. È una compatta elettrica pensata per l’Europa, con 259 km di autonomia, ricarica rapida di serie e un prezzo che dovrebbe rimanere sotto la soglia dei 20.000 euro.
La nuova Nissan Pixo è una delle novità più interessanti della nuova generazione di piccole elettriche. Il nome è quello di una citycar venduta da Nissan in Europa tra il 2009 e il 2013, ma il progetto non potrebbe essere più diverso: la Pixo del 2026 nasce esclusivamente elettrica e punta soprattutto su un ingrediente che negli ultimi anni è diventato quasi introvabile nel mercato delle auto a batteria: la compattezza abbinata a un prezzo relativamente accessibile.
Con i suoi 3,80 metri di lunghezza, 1,79 metri di larghezza e un passo di 2,49 metri, la Pixo appartiene senza equivoci al segmento A. Il diametro di sterzata di appena 9,9 metri racconta bene quale sia il suo ambiente naturale: strade strette, parcheggi difficili e traffico urbano.
Il design, però, prova a evitare l’effetto “scatoletta”. La carrozzeria è squadrata e compatta, con superfici pulite e una firma luminosa caratterizzata dal motivo a pixel. Frontale e coda sono stati ridisegnati da Nissan per differenziare la Pixo dalla sua stretta parente francese, mentre la fiancata lascia intuire chiaramente la parentela tecnica con la Renault Twingo E-Tech.
È proprio qui che si trova uno degli aspetti più interessanti della nuova Nissan: sotto la carrozzeria c’è una base condivisa con Renault, ma il risultato cerca una propria identità, senza limitarsi a essere una semplice versione rimarchiata.
La Pixo utilizza una batteria LFP da 27,5 kWh, abbinata a un motore elettrico da 60 kW, equivalenti a circa 82 CV. L’autonomia dichiarata raggiunge i 259 km WLTP, mentre il consumo omologato è di 12,4 kWh/100 km. Numeri che la collocano esattamente nel territorio per il quale è stata progettata: la mobilità urbana e gli spostamenti quotidiani.
Ma la caratteristica che potrebbe fare davvero la differenza è un’altra.
La ricarica rapida in corrente continua fino a 50 kW è di serie, anche sulla versione d’accesso. Nissan dichiara un passaggio dal 15 all’80% in circa 28 minuti. In corrente alternata si arriva invece a 11 kW.
Per una piccola batteria da 27,5 kWh è una soluzione particolarmente sensata: invece di inseguire autonomie sempre maggiori, Nissan sembra aver scelto di rendere più semplice la vita a chi utilizza l’auto prevalentemente in città e non vuole trasformare la ricarica in un appuntamento da programmare con largo anticipo.
L’abitacolo prende le distanze dalla vecchia Nissan Pixo
Dentro la trasformazione è ancora più evidente. La plancia utilizza un’impostazione moderna, con strumentazione digitale da 7 pollici e display centrale da 10 pollici, mentre per il climatizzatore rimangono i comandi fisici, una scelta che evita di affidare ogni funzione allo schermo. Il sistema multimediale sfrutta inoltre l’ecosistema Google, con Maps, Play Store e integrazione dell’intelligenza artificiale Gemini.
Interessante anche la scelta dei sedili posteriori: sono indipendenti e scorrevoli, così da poter decidere se privilegiare lo spazio per le gambe oppure quello destinato ai bagagli. È una soluzione tipica delle piccole auto giapponesi e particolarmente adatta a una vettura destinata alla città.
Sul bagagliaio, però, resta un elemento da verificare con i dati definitivi di mercato. Nissan indica 356 litri, che arriverebbero a 1.221 litri con i sedili abbattuti; altre informazioni relative alla parentela tecnica con la Twingo riportano valori differenti. La capacità effettiva e la configurazione definitiva saranno quindi un punto da chiarire con le specifiche ufficiali dei singoli mercati.
Nonostante le dimensioni ridotte, Nissan non ha voluto trasformare la Pixo in una proposta spartana. La dotazione comprende numerosi sistemi di assistenza alla guida: sono annunciati 24 sistemi ADAS, insieme a sensori di parcheggio e telecamera posteriore. Tra le funzioni disponibili figurano frenata automatica d’emergenza anteriore e posteriore, monitoraggio dell’angolo cieco e assistenza al mantenimento della corsia. Gli aggiornamenti software possono inoltre essere effettuati over-the-air.
È una scelta precisa: rendere una piccola elettrica non semplicemente economica, ma tecnologicamente comparabile con modelli di categoria superiore.
Ed eccoci al dato che potrebbe determinare il successo della nuova Pixo.
Il prezzo italiano ufficiale non è ancora stato comunicato. Nissan ha indicato dicembre 2026 come momento per la diffusione di prezzi, specifiche di mercato e informazioni sui preordini, mentre le prime consegne sono previste dall’inizio del 2027.
Le indicazioni provenienti dal mercato parlano però di una cifra nell’ordine dei 18.000-20.000 euro, con l’obiettivo di mantenere la Pixo nella fascia più accessibile delle nuove elettriche europee. Si tratta, però, di una stima e non ancora del listino italiano ufficiale.
Ed è proprio il prezzo, più ancora dell’autonomia, che potrebbe diventare la vera notizia.
Perché la Pixo arriva in un momento in cui le piccole elettriche stanno tornando protagoniste: Renault Twingo E-Tech, Dacia Spring e altri modelli compatti stanno riportando l’attenzione su un concetto che sembrava quasi scomparso, quello della citycar elettrica realmente accessibile.
La Nissan Pixo prova a inserirsi in questa partita con una ricetta molto concreta: dimensioni ridotte, batteria non esagerata, consumi contenuti e soprattutto ricarica rapida inclusa. Non promette di essere l’auto elettrica per fare tutto. Promette di essere un’auto elettrica costruita per fare bene ciò che serve davvero in città.
E forse è proprio questa la parte più interessante del suo ritorno





