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venerdì, 09 Ottobre 2026

Automotive Talks 2026, la filiera auto chiede neutralità tecnologica e nuove regole per il 2035

Automotive Talks 2026

La transizione dell’automobile non riguarda soltanto il passaggio da una motorizzazione all’altra. Coinvolge l’intera filiera, modifica le abitudini dei consumatori e impone alle imprese della distribuzione di ripensare modelli commerciali e servizi. È questo il quadro emerso da Automotive Talks 2026, la quarta edizione dell’appuntamento B2B organizzato da BTheOne e patrocinato da Confcommercio Mobilità, che si è svolta l’8 ottobre a Roma, presso l’Art Forum Würth.

Automotive Talks 2026 ha riunito concessionari, imprenditori, manager e rappresentanti istituzionali del settore automotive, con particolare attenzione alle esigenze degli operatori del Centro e Sud Italia. Tra i momenti centrali della giornata, articolata in sei panel istituzionali, l’incontro “Un mercato in transizione: non solo energetica”, in programma dalle 15:00 alle 15:45, ha affrontato le conseguenze economiche e industriali delle politiche europee sulla mobilità.

Al confronto hanno partecipato Simonpaolo Buongiardino di Confcommercio Mobilità, l’europarlamentare Carlo Fidanza, Mattia Vanetti di Quattroruote Professional e Marco Faragi di Generali.

Buongiardino: la neutralità tecnologica deve diventare una scelta concreta

Per Simonpaolo Buongiardino, il percorso di decarbonizzazione deve partire dalle caratteristiche reali del mercato e dalla diversità delle esigenze di mobilità.

L’elettrificazione rappresenta una delle risposte possibili, ma non può essere considerata l’unica soluzione applicabile a tutte le categorie di veicoli e a ogni modalità di utilizzo.

“La mobilità deve essere un mix di opportunità, di carburanti e di vettori energetici che devono muoversi in sinergia. La neutralità tecnologica non può rimanere soltanto una dichiarazione di principio“, ha sottolineato Buongiardino.

Il rappresentante di Confcommercio Mobilità ha richiamato anche la necessità di valutare l’impatto ambientale dei veicoli considerando l’intero ciclo di vita, dall’estrazione e dalla lavorazione delle materie prime fino alla dismissione.

Un approccio che, secondo Buongiardino, dovrebbe orientare le decisioni delle istituzioni europee, evitando di concentrare la valutazione esclusivamente sulle emissioni allo scarico.

La questione interessa un sistema economico articolato, nel quale operano non soltanto concessionarie, ma anche imprese di noleggio, parcheggi, operatori della demolizione e aziende legate alle macchine agricole.

Pichetto Fratin: sostenibilità e competitività industriale devono procedere insieme

Il tema della neutralità tecnologica è stato ripreso anche da Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attraverso un messaggio rivolto agli organizzatori e ai partecipanti.

Il ministro ha sottolineato il contributo che il settore dei trasporti deve fornire alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dell’aria, evidenziando però la necessità di accompagnare gli obiettivi ambientali con politiche capaci di tutelare la produzione industriale.

“Dobbiamo affermare la neutralità tecnologica, guardando all’intero ciclo di vita del veicolo e non soltanto a ciò che esce dal tubo di scarico“, ha dichiarato Pichetto Fratin.

Il ministro ha chiarito che questa impostazione non significa interrompere lo sviluppo della mobilità elettrica, sostenuta anche attraverso gli investimenti del PNRR e gli strumenti di incentivazione.

La prospettiva indicata è quella di un mix di tecnologie energetiche che comprenda elettrificazione, biocarburanti, e-fuel e idrogeno, insieme all’economia circolare e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Pichetto Fratin ha inoltre richiamato le conseguenze delle tensioni internazionali sui prezzi dei carburanti e la necessità di proteggere famiglie, imprese e capacità produttiva della filiera automobilistica italiana ed europea.

Fidanza: rivedere il 2035 per difendere l’industria automobilistica europea

Sul futuro della normativa europea è intervenuto Carlo Fidanza, che ha posto al centro del proprio contributo la revisione del quadro regolatorio previsto per il 2035.

Secondo l’europarlamentare, la crescente pressione competitiva internazionale e le difficoltà dell’industria europea rendono necessario superare un’impostazione che privilegi una sola tecnologia.

“Il 2035 si può e si deve rivedere. Il tempo stringe, la concorrenza morde e la deindustrializzazione avanza“, ha affermato Fidanza, chiedendo una neutralità tecnologica che riconosca anche il contributo dei carburanti rinnovabili.

Tra le proposte richiamate figura l’introduzione nel regolamento europeo di una categoria specifica per i veicoli alimentati con carburanti rinnovabili, con l’obiettivo di offrire maggiori prospettive alle tecnologie alternative e agli investimenti industriali.

Il confronto ha riguardato anche le flotte aziendali, il contenuto europeo dei componenti impiegati nella produzione automobilistica e la necessità di ridurre le dipendenze industriali e tecnologiche.

Particolare attenzione è stata riservata alle batterie e all’approvvigionamento delle materie prime, settori nei quali Fidanza ha evidenziato i rischi derivanti dalla concentrazione produttiva in Cina.

Biocarburanti e parco circolante: il ruolo delle auto già in strada

Un altro tema centrale dell’intervento di Fidanza è stato il possibile contributo dei biocarburanti alla riduzione delle emissioni del parco automobilistico esistente.

L’europarlamentare ha evidenziato come queste soluzioni possano utilizzare motori e infrastrutture di distribuzione già disponibili, senza richiedere necessariamente la sostituzione immediata dei veicoli.

“Se vogliamo davvero ridurre le emissioni dobbiamo pensare anche agli oltre 41 milioni di auto che circolano sulle nostre strade, non soltanto a quelle nuove“, ha osservato Fidanza.

Il ragionamento si inserisce nella richiesta di una politica industriale europea capace di valorizzare differenti tecnologie, lasciando spazio alla ricerca e alle scelte del mercato.

“Non può essere la politica, per legge, a scegliere la tecnologia vincente. La politica deve fissare l’obiettivo e lasciare che siano la ricerca, le imprese e i consumatori a trovare la strada migliore per raggiungerlo“, ha aggiunto l’europarlamentare.

Distribuzione auto, Buongiardino: cambia il rapporto tra proprietà e utilizzo

A chiudere il confronto è stato ancora Simonpaolo Buongiardino, che ha spostato l’attenzione dalle tecnologie al cambiamento del rapporto tra automobilisti e veicoli.

Secondo il rappresentante di Confcommercio Mobilità, l’evoluzione del mercato non riguarda soltanto le motorizzazioni, ma anche il modo in cui i consumatori attribuiscono valore all’automobile.

“Siamo passati dall’acquisto dell’auto al costo dell’acquisto e poi al costo della guida, che si tratti di leasing o noleggio“, ha spiegato Buongiardino.

In passato, l’automobile rispondeva contemporaneamente a due esigenze: consentire gli spostamenti e rappresentare uno status sociale. Oggi, secondo Buongiardino, queste due funzioni tendono a separarsi.

Il cambiamento contribuisce a ridefinire le prospettive della distribuzione automobilistica, chiamata a confrontarsi con formule di utilizzo differenti dalla proprietà tradizionale e con consumatori sempre più attenti al costo complessivo della mobilità.

Dalla regolamentazione europea ai nuovi modelli di consumo, Automotive Talks 2026 ha così evidenziato come il futuro del settore automotive dipenda da un equilibrio tra sostenibilità ambientale, competitività industriale e capacità delle imprese di adattarsi a un mercato in continua trasformazione.

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