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domenica, 14 Luglio 2024
  • ANFIA: cresce l’export della componentistica automotive italiana

    La componentistica automotive italiana è apprezzata in tutto il mondo per la sua qualità.

    Cresce del 7,1% per un ammontare di 23,49 miliardi di euro, l’export italiano della componentistica automotive chiude il 2022 con un +14,3% per un valore di 18,27 miliardi di euro.

    Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA ha dichiarato: “Nel 2022 le esportazioni della componentistica italiana proseguono il trend di crescita avviato nel 2021 accelerando soprattutto nella seconda parte dell’anno. Lo scorso anno il valore dell’export è risultato in aumento verso tutti i maggiori Paesi dell’area UE+EFTA+UK, ad eccezione di Danimarca (-11,6%), Portogallo (-0,1%) e Svezia (-11,2%). La Germania si conferma primo Paese di destinazione dell’export per un valore di 4,98 miliardi di Euro (+11,6%) e una quota del 21,2% sul totale esportato. Fuori dall’UE, il Regno Unito – verso il quale le esportazioni aumentano dell’11%, con il 5,6% di quota sul totale esportato – mantiene il primato per saldo positivo della bilancia commerciale (poco più di 1 miliardo di Euro), mentre si registrano cali nell’export di componenti verso Russia (-53,4%), Cina (-14,8%), Stati Uniti (-4,7%) e Brasile (-9,3%)”.

    L’export della componentistica automotive ha chiuso il 2022 con una crescita del 1,5%

    Le esportazioni del settore componenti rappresentano nel 2022 il 3,8% di tutto l’export italiano, ad oggi sono circa 2.200 imprese sul territorio che si occupano di componentistica automotive per un fatturato di 54,3 miliardi di euro, un comparto che accoglie 168.000 addetti ai lavori.

    Il primo mercato asiatico di esportazione è il Giappone, seguito dalla Cina, interessante anche l’export dei motori, che pesa per il 17,3% sul totale esportato della componentistica.

    La qualità della componentistica italiana è unanimemente riconosciuta come una delle migliori al mondo nell’aftermarket.

    ANFIA prosegue la collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per definire al più presto questo piano e per il raggiungimento di un valore-soglia di autoveicoli prodotti adeguato alle dimensioni della filiera e capace di stimolare ulteriormente gli investimenti in innovazione e la reattività dell’indotto ai nuovi paradigmi tecnologici” conclude Marco Stella.

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