
Il mercato europeo delle auto usate inizia il 2026 con un segnale di raffreddamento, confermando una tendenza già emersa nella seconda metà dello scorso anno. Secondo i dati più recenti dell’AUTO1 Group Price Index, a gennaio si registra una flessione mensile dell’1,2%, che porta l’indicatore a quota 136,6 punti, in calo rispetto ai 138,2 di dicembre.
Su base annua, il quadro resta sostanzialmente stabile, con un lieve incremento dell’1% rispetto a gennaio 2025. Tuttavia, la dinamica complessiva suggerisce un mercato in fase di riequilibrio, caratterizzato da una maggiore prudenza sia sul fronte della domanda sia su quello dell’offerta.
Dopo il picco registrato nel biennio post-pandemico, il comparto dell’usato sembra quindi avviarsi verso una fase di normalizzazione, in cui i prezzi delle auto usate tornano progressivamente ad allinearsi a livelli più sostenibili per consumatori e operatori.
Mercato auto usate 2026: elettrico in calo, ibride in crescita, stabilità per benzina e diesel
Nel quadro del mercato auto usate 2026, emergono differenze significative in base alla tipologia di alimentazione. I dati mostrano come le dinamiche dei prezzi siano sempre più influenzate dalle preferenze dei consumatori e dall’evoluzione del mercato del nuovo.
Le auto ibride risultano la categoria più dinamica, con un aumento dello 0,6% su base mensile e del 2,2% su base annua. L’indice raggiunge quota 110,8, confermando l’interesse crescente verso soluzioni considerate affidabili, efficienti e adatte alla transizione energetica.
Le vetture a benzina registrano un valore di 112,5 punti, in lieve calo mensile (-0,8%) ma sostanzialmente stabili su base annua. Una dinamica simile riguarda il diesel, che si attesta a 110,8 punti, con variazioni minime sia mensili sia annuali. Il gasolio si conferma così l’alimentazione più stabile in termini di quotazioni, nonostante il progressivo ridimensionamento nel mercato del nuovo.
Di segno opposto l’andamento delle auto elettriche BEV, che segnano il calo più marcato. L’indice scende a quota 98, tornando sotto i livelli pre-pandemia, con una flessione del 4% su base mensile e del 4,4% su base annua. Un dato che riflette le difficoltà del segmento, penalizzato dall’evoluzione rapida della tecnologia, dalla pressione sui prezzi del nuovo e dalla percezione di una svalutazione più rapida rispetto alle motorizzazioni tradizionali.
Sul fronte delle prospettive, il sentiment degli operatori conferma un orientamento prudente. Quasi la metà dei dealer europei prevede ulteriori riduzioni dei prezzi nel corso del 2026, mentre solo una minoranza si aspetta un’inversione di tendenza. Le aspettative di calo risultano particolarmente diffuse in Paesi come Polonia, Italia e Svezia.
I fattori che influenzano maggiormente l’andamento dei prezzi riguardano innanzitutto la domanda dei consumatori, indicata come elemento principale da circa un terzo degli operatori. Seguono i cambiamenti nelle preferenze verso specifiche alimentazioni e segmenti di mercato, oltre alla crescente concorrenza nel comparto del nuovo, soprattutto da parte dei marchi cinesi.
Proprio la pressione esercitata dai brand emergenti, sempre più aggressivi sul fronte dei listini, contribuisce indirettamente a ridurre il valore residuo dei veicoli usati, innescando un effetto a catena su tutto il comparto.
Le normative europee su emissioni e fiscalità incidono in misura minore, ma vengono comunque percepite come un potenziale fattore di compressione dei prezzi. In controtendenza, una parte limitata dei dealer ritiene che i prezzi elevati delle auto nuove possano sostenere il valore dell’usato nel medio periodo.
Nel complesso, il mercato dell’usato europeo entra nel 2026 in una fase di maggiore equilibrio. I prezzi più accessibili favoriscono la rotazione degli stock e stimolano le transazioni, rendendo il comparto più dinamico. Allo stesso tempo, la riduzione delle quotazioni impone agli operatori una gestione sempre più attenta dei margini.
Il quadro che emerge è quello di un settore meno speculativo e più orientato alla sostenibilità economica, in cui trasparenza, qualità dell’offerta e capacità di adattamento diventano elementi chiave per affrontare un contesto in continua evoluzione.






