Manutenzione ADAS: perché è già il nuovo business delle officine

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Con la diffusione obbligatoria dei sistemi di assistenza alla guida, la manutenzione ADAS è diventata una delle aree più strategiche per il mondo dell’aftermarket. Radar, telecamere e sensori non sono più tecnologie riservate ai modelli premium: oggi equipaggiano la maggior parte delle vetture in circolazione, trasformando radicalmente il lavoro in officina.

Non si tratta solo di sicurezza, ma di una vera opportunità di business. Ogni intervento su carrozzeria, assetto o sostituzione parabrezza può richiedere una calibrazione ADAS, rendendo indispensabili strumenti e competenze specifiche.

Calibrazione ADAS: un passaggio obbligato (e spesso sottovalutato)

La calibrazione dei sistemi ADAS è fondamentale per garantire il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza come frenata automatica, mantenimento di corsia e cruise control adattivo. Un sensore anche leggermente disallineato può compromettere le prestazioni del sistema, aumentando il rischio di incidenti.

Eppure, in molti casi questo passaggio viene ancora trascurato o sottovalutato, soprattutto nelle officine meno strutturate. Il problema non è solo tecnico, ma anche culturale: manca spesso la consapevolezza dell’importanza di una corretta taratura dopo ogni intervento.

Dal punto di vista operativo, la calibrazione può essere:

  • statica, eseguita in officina con pannelli e strumenti dedicati

  • dinamica, effettuata su strada con procedure guidate.

Entrambe richiedono attrezzature specifiche, aggiornamenti software e formazione continua.

Per le officine, investire nella manutenzione ADAS significa entrare in un segmento ad alto valore aggiunto. I margini sono superiori rispetto agli interventi tradizionali e la domanda è destinata a crescere con l’aumento dei veicoli dotati di sistemi avanzati.

Anche il mondo dei ricambi auto è coinvolto: la sostituzione di componenti come parabrezza, sensori o centraline implica sempre più spesso una fase di calibrazione, creando nuove sinergie tra officine e ricambisti.

Restano però alcune criticità. Il costo delle attrezzature può essere elevato e l’accesso ai dati tecnici dei costruttori non è sempre immediato. Inoltre, la mancanza di standard uniformi rende complessa la gestione degli interventi su veicoli di marchi diversi.

In prospettiva, la manutenzione ADAS non sarà più un servizio opzionale, ma una competenza indispensabile. Le officine che sapranno strutturarsi per tempo potranno intercettare una domanda in forte crescita e consolidare il proprio ruolo in un aftermarket sempre più tecnologico.

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