
Negli ultimi anni Abarth ha cambiato pelle. L’elettrico ha riscritto identità, suono, sensazioni. Una scelta inevitabile, ma che non tutti hanno digerito allo stesso modo. E oggi, qualcosa sembra muoversi di nuovo.
Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma le voci sul futuro termico di Abarth si fanno sempre più insistenti. All’interno di Stellantis si starebbe ragionando su un ritorno del motore termico, anche se in una forma diversa rispetto al passato. Non un passo indietro, ma una correzione di rotta.
L’idea è chiara: affiancare all’attuale gamma elettrica nuove versioni ibride, capaci di riportare dentro Abarth quella parte di pubblico che negli ultimi anni si è allontanata.
Il primo scenario riguarda proprio la 500. Non tanto un ritorno alla vecchia 595, quanto una reinterpretazione della 500e con un sistema ibrido basato sul tre cilindri 1.2 turbo. Una soluzione già presente all’interno del gruppo, che permetterebbe di contenere costi e tempi di sviluppo, mantenendo prestazioni interessanti.
Lo stesso schema potrebbe estendersi anche alla Fiat 600, dove l’abbinamento con il cambio e-DCT6 aprirebbe a una configurazione più completa, quasi full hybrid. Un passaggio che allargherebbe il raggio d’azione del marchio, oggi limitato a una proposta esclusivamente elettrica.
Ma è sullo sfondo che prende forma l’ipotesi più interessante. Il ritorno di una Panda sportiva. Non una semplice versione allestita, ma una vera erede della Panda 100 HP, costruita sulla base della futura Grande Panda e reinterpretata in chiave Abarth.
Non è un progetto confermato, ma è quello che più racconta il momento del marchio. Perché se c’è un modello che può riportare volumi e attenzione, è proprio quello. Soprattutto dopo un 2025 difficile, con numeri lontani da quelli a cui Abarth era abituata.
Il punto è che la transizione elettrica, pur necessaria, ha lasciato indietro una parte di clientela. Quella più legata al carattere, al suono, alla risposta immediata del motore. Non nostalgia fine a sé stessa, ma identità.
Stellantis è consapevole del valore del marchio Abarth
Dal punto di vista tecnico, le basi non mancano. Il tre cilindri 1.2 turbo è già disponibile, e in ambito racing ha dimostrato di poter arrivare a potenze ben più elevate. Portarlo su strada, in una versione ibrida, significherebbe avere un compromesso concreto tra prestazioni, emissioni e costi.
Resta però una distanza tra le ipotesi e le decisioni. Tutto dipenderà dal nuovo piano industriale, atteso nei prossimi mesi. È lì che si capirà se questa apertura ai motori termici sarà reale o resterà solo una fase di studio.





