
La BMW iX3 non è semplicemente un nuovo SUV elettrico: rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui il costruttore bavarese concepisce interazione, dinamica di guida ed ecosistema digitale. Presentata al CES 2026 come primo modello della Neue Klasse, la iX3 anticipa soluzioni che nei prossimi anni diventeranno lo standard per l’intera gamma BMW, ridefinendo il concetto stesso di automobile software-defined.
Al centro del progetto c’è una nuova architettura elettronica basata su “super cervelli” dedicati, in grado di gestire separatamente infotainment, assistenza alla guida, dinamica e gestione energetica. Una scelta che consente aggiornamenti continui, integrazione dell’intelligenza artificiale e un’esperienza utente che evolve nel tempo, non più congelata al momento dell’acquisto.
BMW iX3 e l’intelligenza artificiale applicata alla guida
La novità più evidente è il BMW Intelligent Personal Assistant di nuova generazione, ora potenziato da Alexa+. Non si tratta di un semplice assistente vocale: il sistema utilizza un Large Language Model capace di comprendere il linguaggio naturale, contestualizzare richieste multiple e gestire dialoghi complessi che spaziano dalle funzioni del veicolo alle informazioni esterne. È un passo deciso verso un’interazione uomo-macchina più fluida e meno “meccanica”, in cui la tecnologia diventa quasi invisibile.
Accanto all’AI debutta il BMW Panoramic iDrive, che rivoluziona la disposizione delle informazioni a bordo: display, comandi fisici e interfacce digitali lavorano insieme seguendo il principio “mani sul volante, occhi sulla strada”. L’obiettivo non è stupire, ma ridurre il carico cognitivo del guidatore, migliorando sicurezza e naturalezza d’uso.
Sotto il profilo tecnico, la sesta generazione della tecnologia BMW eDrive segna un netto salto in avanti. Motori più efficienti, architettura a 800 volt, batterie con celle cilindriche integrate strutturalmente e una gestione energetica più raffinata permettono alla iX3 di offrire prestazioni elevate, ricariche ultrarapide e autonomie che superano gli 800 km WLTP, senza sacrificare la coerenza dinamica tipica del marchio.
Il vero elemento distintivo resta però l’Heart of Joy, l’unità che coordina trazione, frenata, recupero e sterzo. Grazie a una capacità di calcolo molto superiore rispetto ai sistemi tradizionali, la risposta dell’auto diventa più immediata, progressiva e prevedibile. Anche in elettrico, BMW continua a inseguire una sensazione di guida “meccanica”, fatta di precisione e controllo, piuttosto che di semplice accelerazione istantanea.
Con la iX3, BMW non si limita quindi a presentare un nuovo modello, ma mostra una direzione chiara: l’elettrico come piattaforma tecnologica, non come compromesso. Ed è probabilmente da qui che passerà il futuro del piacere di guida secondo Monaco.









